Lo stato dell’industria dei farmaci generici

L’Osservatorio Nomisma 2021 sul sistema dei farmaci generici in Italia, redatto in collaborazione con Egualia, presentato nel mese di novembre 2021 mostra che l’industria dei farmaci generici gode di buona salute e offre un contributo importante alla crescita del settore farmaceutico in generale. Il report rappresenta anche l’occasione per approfondire alcuni temi che possono incidere sulle prospettive future del comparto, come, ad esempio quelli legati alla sostenibilità della catena del valore e alle azioni da intraprendere per renderla più efficiente

farmaci generici su sfondo azzurro

L’Osservatorio Nomisma 2021 sul sistema dei farmaci generici in Italia, redatto in collaborazione con Egualia, presentato nel mese di novembre 2021 mostra che l’industria dei farmaci generici gode di buona salute e offre un contributo importante alla crescita del settore farmaceutico in generale. Il report rappresenta anche l’occasione per approfondire alcuni temi che possono incidere sulle prospettive future del comparto, come, ad esempio, quelli legati alla sostenibilità della catena del valore e alle azioni da intraprendere per renderla più efficiente

Come già sottolineato in numerose occasioni, in questi ultimi anni il comparto farmaceutico è stato uno dei settori dell’economia italiana a registrare una crescita costante. Tale andamento è stato reso possibile anche grazie al contributo delle aziende produttrici di farmaci generici, come testimoniato dai dati pubblicati nell’Osservatorio Nomisma 2021 sul sistema dei farmaci generici in Italia. Il rapporto, redatto da Nomisma ed Egualia (l’associazione di categoria delle industrie produttrici di farmaci generici), è stato presentato a metà del mese di Novembre 2021.

 

I dati relativi alle aziende produttrici di farmaci generici

L’Osservatorio, composto da più parti, offre tutta una serie di informazioni relative anche al settore farmaceutico in generale e a come è strutturato il mercato italiano dei farmaci. Concentrando però l’attenzione solamente sulle imprese italiane di farmaci generici, quantificate in 81 su un totale di 335 aziende farmaceutiche censite, si può osservare che nel periodo 2014-2019 esse abbiano registrato una crescita importante.

Infatti, in questo lasso di tempo i loro ricavi hanno riportato un incremento annuo medio dell’8%, registrando un aumento complessivo del 47,9% e raggiungendo al 2019 un valore complessivo di 4,3 miliardi di euro. Tale ritmo di crescita è stato in pratica il doppio di quello registrato dalle imprese di farmaci non generici, e tale risultato è stato possibile da un’accelerazione che le aziende produttrici di generici hanno realizzato nel biennio 2018-2019.

Tale dinamica, con differenti tassi di crescita, è confermata dall’andamento dell’occupazione del settore. Infatti, sempre nel periodo 2014-2019 l’incremento occupazionale complessivo ha superato il 31% tra le imprese di farmaci generici (mentre è stato del 9,3% per quelle di prodotti non generici) superando nel 2019 il numero di 8.600 addetti. Anche in questo caso si è verificata un’accelerazione nel biennio 2018-2019.

Da notare che, in media, le aziende produttrici di farmaci generici hanno delle “dimensioni” ridotte rispetto a quelle delle aziende farmaceutiche produttrici di farmaci non generici. Infatti, prendendo come riferimento il 2019, mentre i ricavi medi delle prime sono stati pari a 54 milioni di euro e il loro numero medio di addetti era di 106, le seconde hanno registrato ricavi medi di circa 131 milioni di euro e un numero medio di addetti di circa 300.

E’ importante, tuttavia, sottolineare come le industrie di farmaci generici abbiano registrato un quinquennio di crescita, in quanto nel 2014 i loro ricavi medi erano pari a 36 milioni di euro e il numero dei loro addetti era in media 81.

Le aziende farmaceutiche “non generiche” registrano un miglior andamento anche per quanto riguarda la redditività, mentre quelle produttrici di farmaci generici non solo riportano indici di redditività peggiori, ma nel corso del quinquennio in esame essa è rimasta stabile. Ciò è dovuto in larga parte alla struttura dei costi di produzione, che per circa la metà sono costituiti dai costi di approvvigionamento delle materie prime e di consumo.

 

Le proposte per garantire la sicurezza della catena del valore

Nel report di Nomisma del 2021, inoltre, sono presenti anche due focus tematici: il primo dedicato al sistema delle gare pubbliche ospedaliere per la fornitura di farmaci e alla stima dei fabbisogni, e il secondo sulle complessità e vulnerabilità della catena del valore e sulle strategie future da adottare su tale fattore.

Su questo secondo punto, un fattore di rischio per l’intera catena del valore dell’industria farmaceutica è stato individuato nella carenza di materie prime che, insieme a possibili difficoltà legate alla logistica, possono indebolire la crescita del settore.

A seguito di una serie di interviste e di confronti realizzati da Egualia, nell’Osservatorio sono state presentate alcune proposte di policy per far sì che siano garantite la sicurezza e la stabilità della catena di approvvigionamento, scongiurando i rischi futuri alla mancanza o alla difficile reperibilità di prodotti in caso di crisi.

Una di queste proposte è quella di incentivare il reshoring, in modo che parte della produzione di principi attivi sia di nuovo realizzata in Europa e in Italia. In particolare, qualora i principi attivi si collochino nella fascia alta di prezzo ad elevata marginalità, la produzione sul territorio nazionale potrebbe anche avere luogo alle attuali condizioni di concorrenzialità (magari introducendo incentivi mirati anche per prodotti non legati al Covid). Al contrario, cercare di incentivare il reshoring per la produzione in Italia di principi attivi farmaceutici a basso valore aggiunto richiede un’azione coordinata a livello europeo, in quanto occorre favorire una crescita dimensionale delle aziende tale da essere in contrasto con i principi di concorrenzialità che attualmente governano la politica economica comunitaria.

Un seconda proposta riguarda l’attuazione del cosiddetto “snellimento burocratico”, che prevede la semplificazione dei differenti adempimenti amministrativi richiesti per le modifiche “essenziali” e “non essenziali” dei processi produttivi.

Un terzo elemento proposto è quello che prevede l’implementazione di modelli previsionali, realizzati mediante IA e Big Data, capaci di stabilizzare i flussi di domanda e stabilizzare la catena del valore. Tutto ciò apporterebbe benefici alle imprese produttrici, che grazie a strumenti di Digital Health potrebbero implementare modelli previsionali in grado di pianificare sia la produzione che la gestione del magazzino.

Anche la quarta e ultima proposta, come la precedente, riguarda le nuove tecnologie, anche se con essa si vuole proporre l’incentivazione, in sede europea, di un processo di innovazione continua che favorisca l’utilizzo di tecnologie di industria 4.0 o della eHealth nella realizzazione di modelli previsionali.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Osservatorio Nomisma su Il sistema dei farmaci generici in Italia 2021 (da Quotidianosanità.it)

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