Come sta cambiando la carriera nel pharma
In che modo la pandemia ha modificato le dinamiche del mercato del lavoro in ambito farmaceutico? Quali sono le competenze necessarie per affrontare il contesto post Covid-19? Quali le figure professionali più ricercate? Alcune risposte a questi e ad altri quesiti sono fornite dal report intitolato “Professione Pharma – Dossier pratico per una carriera nel mondo Healthcare” realizzato a cura di Roberto Carminati e Domenico Chiericozzi e pubblicato da NCF (di Tecniche Nuove Healthcare)

In che modo la pandemia ha modificato le dinamiche del mercato del lavoro in ambito farmaceutico? Quali sono le competenze necessarie per affrontare il contesto post Covid-19? Quali le figure professionali più ricercate? Alcune risposte a questi e ad altri quesiti sono fornite dal report intitolato “Professione Pharma – Dossier pratico per una carriera nel mondo Healthcare” realizzato a cura di Roberto Carminati e Domenico Chiericozzi e pubblicato da NCF (di Tecniche Nuove Healthcare)
Durante la pandemia di Covid-19, in Italia al comparto life science, e al settore farmaceutico in particolare, è stata dedicata molta attenzione, talmente tanta che non si ricorda una simile situazione in anni passati. La speranza riposta nella ricerca farmaceutica, soprattutto nella sua capacità di individuare in tempi rapidi uno o più vaccini in grado di contrastare gli effetti del Sars-Cov2 (poi diventata concreta), e dei trattamenti capaci di contrastare la malattia, hanno infatti attirato sul settore un interesse crescente da varie parti della popolazione.
In particolare, la fascia di popolazione dei più giovani (o meglio: quella dei giovani adulti) ha ultimamente dimostrato di nutrire un maggiore interesse rispetto al passato sulle figure professionali che caratterizzano il settore life science e su cosa è necessario fare per intraprendere una carriera in ambito farmaceutico.
Un supporto utile in tal senso, è stato reso disponibile da Notiziario Chimico Farmaceutico (parte del gruppo Tecniche Nuove Healthcare) che ha pubblicato il volume “Professione Pharma – Dossier pratico per una carriera nel mondo Healthcare” realizzato a cura di Roberto Carminati e Domenico Chiericozzi. La pubblicazione si compone di più parti, ognuna delle quali è dedicata a specifici argomenti relativi alle dinamiche che caratterizzano le professioni nel life science.
Le prospettive nel pharma dopo la laurea
Un primo contributo analizza sinteticamente i dati della ricerca intitolata “Pharma & Healthcare: esiti occupazionali e prospettive dopo la laurea nel mercato del lavoro”, realizzata dal Consorzio interuniversitario AlmaLaurea. Sebbene l’anno della rilevazione sia il 2019, tale studio permette di comprendere che le lauree inerenti l’ambito sanitario e farmaceutico siano in grado di garantire un rapido ingresso nel mondo del lavoro.
In particolare, il tasso di occupazione di coloro che conseguono le lauree specialistiche in Chimica e Farmacia è molto alto sia a un anno dall’ottenimento del titolo (83,2% per le prime e 80,4% per le seconde) sia a cinque anni (89,5% le prime e 89,9% le seconde).
Quale professione intraprendere?
Un secondo contributo affronta il tema delle opportunità oggi disponibili per coloro che intendono lavorare nel mondo farmaceutico. Prendendo spunto dai contenuti discussi durante un webinar che AFI, ADRITELF e CRS hanno organizzato nelle scorse settimane, sono molte le occasioni da cogliere nel settore.
Ricerca clinica, biotech, sviluppo formulativo farmaceutico, controllo qualità, produzione, affari regolatori, quality assurance, dispositivi medici: sono tutti comparti produttivi o singole funzioni aziendali che oggi richiedono professionisti preparati, in grado di occupare le varie posizioni che rientrano in esse.
Naturalmente sono richieste delle competenze specifiche per il ruolo che si vuole ricoprire: a volte si tratta di skill prettamente scientifiche, in altri casi ingegneristiche, in altri ancora digitali, e talvolta anche relazionali. Tuttavia, oltre a queste competenze hard, come ormai accade per quasi tutti i settori, è oggi importante che i nuovi professionisti del life science sviluppino delle cosiddette soft-skill.
Le aspettative del mercato del lavoro in ambito farmaceutico
Strettamente collegato al capitolo precedente, l’ultimo articolo prende in considerazione i risultati emersi dallo studio “Professioni 2030” sulle possibili dinamiche che caratterizzeranno il mercato del lavoro in ambito farmaceutico fino al prossimo 2030 realizzato da ManpowerGroup, in collaborazione con EY e Pearson. Proprio ManpowerGroup stimava in circa 300 le posizioni aperte nel settore farmaceutico a metà del 2021.
Le figure più ricercate risultavano essere quelle di:
- direttori R&D, i cui compiti sono la pianificazione delle attività di ricerca e lo studio dei materiali innovativi e le loro possibili destinazioni d’uso;
- ingegneri, destinati ad operare non solo sul “prodotto” ma anche sui sistemi informativi;
- farmacologi, la cui attività è rivolta (ovviamente) allo studio delle patologie e alla risposta farmacologica da associare ad esse.
Accanto a queste, le aziende stavano tutta una serie di specialisti nel campo del controllo-qualità, nel quality&compliance e nella validazione.
Inoltre, nello studio per ogni funzione sono stati elaborati ed misurati degli indicatori della resilienza al Covid-19 e della propensione all’ibridazione. Il primo indica percentualmente quanto una professione abbia saputo resistere alla sfida posta dalla pandemia plasmando ed innovando le proprie caratteristiche. Il secondo misura quanto una professione si modifica mutuando uno nuovo skillset composto dalle abilità, attitudini e conoscenze provenienti da altre professioni.
Potenziare tali aspetti permette di aumentare l’occupabilità e la ri-occupabilità, e facilita il job shifting: ciò significa che anche coloro che sono attualmente occupati dovranno essere coinvolti in processi di re-skilling, così da poter apportare un maggior valore alla propria azienda e poter avere a disposizione maggiori possibilità di ricollocazione nel momento si trovino nella necessità di cambiare il loro ambiente di lavoro.
In conclusione, in un contesto molto mutato durante la pandemia (soprattutto in ambito farmaceutico), alcuni elementi sono determinanti nel disegnare il mercato del lavoro del prossimo futuro. In particolare, i professionisti del futuro dovranno essere capaci di lavorare in smart working, sviluppare apposite digital skill (conoscenze di coding, dati, analisi, software, monitoraggio e controllo e IoT), sviluppare soft skill, e prestare continua attenzione all’innovazione tecnologica e di processo.
Dino Biselli
Fonti Principali
Notiziario Chimico Farmaceutico – Carriera nel Pharma: quali possibili opportunità
