Rapporto OASI 2021: il PNRR per il SSN

Fra i molti argomenti affrontati durante la presentazione del Rapporto OASI 2021,  realizzato dal CERGAS dell’Università Bocconi di Milano con il sostegno non condizionato di  Medtronic, Viatris e Bristol Myers Squibb, è stato ricompreso anche quello relativo al PNRR. Per la sanità italiana il Piano rappresenta una tappa fondamentale per far sì che la sanità italiana superi le criticità prodotte dal Covid-19 e le permetta di affrontare con nuovo slancio un futuro che sarà necessariamente caratterizzato da una nuova austerità

Presentazione Rapporto OASI 2021

Fra i molti argomenti affrontati durante la presentazione del Rapporto OASI 2021, realizzato dal CERGAS dell’Università Bocconi di Milano con il sostegno non condizionato di  Medtronic, Viatris e Bristol Myers Squibb, è stato ricompreso anche quello relativo al PNRR. Per la sanità italiana il Piano rappresenta una tappa fondamentale per far sì che essa superi le criticità prodotte dal Covid-19 e le permetta di affrontare con nuovo slancio un futuro che sarà necessariamente caratterizzato da una nuova austerità

Se il 2020 è stato l’anno dell’emergenza pandemica, il 2021 può essere classificato come l’anno del PNRR, della risposta dell’Italia (e dell’Europa) al Covid-19. Infatti, i dodici mesi appena trascorsi sono stati caratterizzati dall’implementazione e dall’approvazione definitiva, avvenuta lo scorso 13 luglio con la Decisione di esecuzione del Consiglio, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

 

Accenni relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

La rilevanza del documento adottato è enorme, in quanto si tratta di un progetto finalizzato a riformare l’Italia in quattro aree di contesto (pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza). Tutto ciò sarà possibile, compatibilmente con le scadenze stabilite nel piano, grazie alla disponibilità dei fondi messi a disposizione, a fondo perduto e a prestito, dall’Unione Europea.

Ciò significa che il PNRR rappresenta un’occasione storica per modernizzare la pubblica amministrazione italiana e, in particolare, il sistema sanitario nazionale nel suo complesso, al quale il Piano dedicata la Missione 6 (Salute) e, in alcune loro parti, le Missioni 1 (Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo) e 4 (Istruzione e Ricerca).

Questi temi sono stati affrontati lo scorso 18 novembre 2021 durante la presentazione del Rapporto OASI 2021, redatto del CERGAS dell’Università Bocconi di Milano. L’evento, incentrato in modo particolare sulle prospettive future della sanità italiana, è stato un’opportunità per esaminare non solo lo stato di salute del sistema sanitario nazionale, ma anche gli aspetti positivi e le problematiche che l’applicazione del PNRR potrebbe determinare nel prossimo futuro.

 

Le “epoche” del SSN

Negli ultimi due anni il SSN italiano ha attraversato un periodo turbolento come non mai. Allo scopo di avere una sintesi di quanto successo nell’ultimo biennio è possibile fare riferimento alla tabella riportata nell’immagine mostrata qui sotto, e tratta dalla presentazione che il Professor Francesco Longo ha commentato durante l’evento

Le epoche del SSN dal 2020 in poi - presentazione Rapporto OASI 2021
Le epoche del SSN – Cergas Università Bocconi – Professor Francesco Longo

Come evidenziato dalla tabella, si è passati da una situazione iniziale contraddistinta con l’etichetta “Austerità”, a quella attuale denominata “PNRR”. Inoltre, con la denominazione “Nuova Austerità”, viene presentata anche quella che sarà la prospettiva che andrà a consolidarsi nel prossimo futuro.

Durante il periodo pre-pandemia, vale a dire fino al mese di febbraio 2020, la principale politica che ha governato il Sistema Sanitario Nazionale è stata quella del contenimento dei costi. Invece, a partire dal mese di marzo 2020, con la rapida diffusione di Covid-19, ci si è trovati catapultati improvvisamente in uno stato di emergenza epidemica dove gli aspetti economico contabili hanno perso immediatamente di importanza, poiché l’attenzione e le risorse messe in campo sono state tutte dedicate alla prevenzione della diffusione del contagio di Sars-Cov2 e, per quanto possibile, al trattamento della patologia da lui generata.

Proprio durante questa fase, in ragione della rilevante quantità di risorse emergenziali messe a disposizione (accessibili senza una precisa destinazione) dallo Stato centrale, i singoli manager sanitari, improvvisando hanno adottato delle soluzioni che, in sede di analisi, possono essere raggruppate in due linee di gestione differenti ed alternative fra loro.

Infatti, una parte del management di enti e strutture sanitarie ha concentrato tutte le sue risorse al contrasto della diffusione della pandemia, mentre l’altra, invece, laddove possibile, fin dal primo momento ha agito cercando di impostare il superamento dell’emergenza attraverso la realizzazione di prototipi di assetti di servizi infrastrutturali utilizzabili anche per la gestione ordinaria di alcuni processi.

Con la primavera 2021 si è entrati in una nuova fase che i ricercatori del CERGAS hanno denominato “Verso l’Endemia”. L’inizio di questa nuova “epoca” è coincisa con la piena disponibilità dei vaccini e con la conseguente entrata nel vivo della campagna vaccinale. Anche in questo periodo, caratterizzato da una rilevante disponibilità di risorse, seppur condizionate ad una precisa finalizzazione, e da una ancora ampia flessibilità organizzativa, il comportamento del management è stato duplice.

Infatti, alcuni decision-maker hanno concentrato la loro azione sulle operazioni di vaccinazione e sullo smaltimento delle liste di attesa, mentre altri hanno deciso di impiegare maggiori risorse economiche per poter impostare degli standard di produttività da riutilizzare in seguito per la gestione delle risorse delle attività ordinarie.

 

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Rapporto OASI 2020: il SSN dopo Covid-19

 

La prospettiva del PNRR

L’attuale periodo, quello del PNRR, che ha avuto inizio a partire dall’agosto 2021 e che avrà una durata pluriennale, è quello decisivo per poter rendere possibile la sostenibilità del sistema sanitario italiano non appena, in futuro, avrà inizio il periodo della nuova austerità, caratterizzato dal ritorno al controllo di bilancio finanziario e al contenimento dei costi. Pertanto, sarà l’utilizzo in modo efficace o meno dei fondi del PNRR a determinare se il ritorno all’austerità sarà indolore oppure caratterizzato da nuove difficoltà a livello finanziario.

Infatti, con il PNRR, come riportato alla Missione 6, nell’arco di tempo 2021-2026, saranno destinate risorse per un totale di 15,63 miliardi di euro (a cui si aggiungeranno altri 4 miliardi di fondi complementari), che una buona gestione di bilancio imporrebbe essere utilizzate tutte in conto capitale, in quanto ottenute solamente attraverso indebitamento. E’ importante sottolineare che gli investimenti non devono essere necessariamente tangibili, ma possono essere anche immateriali (come ad esempio: crescita competenze, re-ingegnerizzazione di processi, trasformazione del format dei servizi, digitalizzazione).

Inoltre, lo spazio di azione lasciato disponibile dal PNRR è talmente ampio da generare delle aree di indeterminatezza. Ad esempio, il rafforzamento della medicina territoriale e la scarsità di professionisti sanitari da poter assumere ed impiegare (in particolare medici ed infermieri) imporrà al management sanitario regionale e a quello delle aziende sanitarie di dover fare delle scelte, stabilendo come strutturare la rete sanitaria territoriale, sia numericamente che qualitativamente, e le priorità di allocazione delle limitate risorse umane disponibili.

 

Le logiche di investimento per realizzare il Piano

Infine, il PNRR pone ai detentori del potere decisionale in ambito sanitario il dilemma su quale sia la migliore logica di investimento da adottare:

  • finanziamento dei progetti aziendali elaborati da tempo e mai realizzati;
  • implementazione di nuovi programmi di investimento finalizzati a colmare i principali gap di capacity laddove l’offerta di servizi è più carente;
  • finanziamento delle infrastrutture necessarie per aumentare linearmente l’offerta di servizi sia sul lato quantitativo che qualitativo;
  • investimenti destinati all’innovazione profonda delle logiche erogative ed organizzative interne.

Tutte le logiche elencate rappresentano una risposta, almeno in potenza, alla domanda di maggiori prestazioni sanitarie da parte della popolazione. Tuttavia, solo la quarta opzione, sebbene sia quella più difficile da intraprendere, in quanto i risultati della sua applicazione si potranno apprezzare solamente nel lungo periodo, rappresenta una vera opportunità di cambiamento ed innovazione del sistema sanitario nel suo complesso.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Quattro epoche in due anni: quale ruolo del management – Francesco Longo
Quattro “epoche” in due anni: il SSN prima e durante la pandemia – Alberto Ricci
Il SSN nel 2030: Quale Visione – Elio Borgonovi

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