Come evolvono le professioni nel biotech
“Quale futuro per le competenze nel settore biotech?” è il report relativo al 2022 pubblicato nell’ambito dell’osservatorio “Il Futuro delle Competenze”, un’iniziativa intrapresa da EY e Jefferson Wells, brand di Executive Search di Manpower Group. Grazie alla collaborazione con Frezza & Partners e Federchimica-Assobiotec è stato possibile realizzare uno studio che analizza l’evoluzione, da qui al 2030, dei profili professionali e delle singole competenze nell’ambito dell’industria biotecnologica italiana
“Quale futuro per le competenze nel settore biotech?” è il report relativo al 2022 pubblicato nell’ambito dell’osservatorio “Il Futuro delle Competenze”, un’iniziativa intrapresa da EY e Jefferson Wells, brand di Executive Search di Manpower Group. Grazie alla collaborazione con Frezza & Partners e Federchimica-Assobiotec è stato possibile realizzare uno studio che analizza l’evoluzione, da qui al 2030, dei profili professionali e delle singole competenze nell’ambito dell’industria biotecnologica italiana
I temi delle competenze e dell’aggiornamento professionale sono già da anni al centro del dibattito pubblico. Tuttavia, con la pandemia e la conseguente innovazione forzata delle modalità di lavoro, oltre ad un’ulteriore accelerazione nel processo di digitalizzazione delle attività professionali, queste tendenze stanno avendo degli effetti molto incisivi sulle dinamiche occupazionali di molti settori. Fin dal 2019 un’analisi in tal senso è stata condotta da EY e Jefferson Wells, il brand di Executive Search di Manpower Group, che hanno avviato l’Osservatorio “Il Futuro delle Competenze”.
I fattori di cambiamento individuati dal Rapporto dell’Osservatorio
Attraverso questa attività di ricerca EY e ManpowerGroup intendono fare delle previsioni sul cambiamento della domanda di lavoro nel medio-lungo periodo, oltre ad indagare su quali sono le principali direttrici di sviluppo della domanda di profili e competenze . In particolare, per il settore delle biotecnologie, nel 2022, in collaborazione con Frezza & Partners e Federchimica–Assobiotec, è stata realizzata la ricerca intitolata “Quale futuro per le competenze nel settore biotech?”, che ha come obiettivi specifici quello di offrire
una valutazione affidabile della domanda di lavoro per le professioni indagate da qui al 2030; fornire una valutazione affidabile dei processi trasformativi dello skillset di ciascuna delle professioni indagate, con l’obiettivo di chiarire le dinamiche attraverso le quali poter efficacemente rispondere alle sfide future che le imprese del settore si troveranno ad affrontare, in particolare in termini di difficoltà di reperimento, mismatch e obsolescenza dello skillset.
L’analisi dei dati raccolti da esperti provenienti dalle aziende del settore biotech ha permesso di elaborare un modello previsionale che stima un aumento della domanda di lavoro per il 53% dei 122 profili professionali indagati, un calo per il 21% di essi, e un andamento stabile per il restante 26%. Inoltre, la domanda di lavoro nel settore, da qui al 2030, sarà significativamente impattata da alcune tendenze di fondo: in particolare per il 25,2% del campione interpellato ha citato quella dell’innovazione tecnologica, il 21,9% quella dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale, il 19,9% ha segnalato la scarsità delle risorse naturali, e il 14,1% il cambiamento dei modelli lavorativi.
Le dinamiche dei profili professionali del settore biotech
Le informazioni riportate rendono evidente che alcuni profili professionali del settore biotech, in particolare quelli della catena logistica a bassa qualifica maggiormente impattati dagli effetti dell’automazione, sono ad alto rischio occupazionale: in termini percentuali si tratta del 7,4% del totale. Per coloro che operano in questi ed altri ambiti professionali caratterizzati da queste criticità, occorrerà mettere in atto percorsi formativi di reskilling, in modo da garantire un aumento di resilienza occupazionale.
Per altri invece, pari al 20,5% del totale dei profili professionali e in particolare le professioni legate all’innovazione tecnologica, sarà necessario sviluppare politiche di recruiting che possano ridurre i fenomeni di skills-mismatch e di reperimento. Infatti, l’analisi stima che per più del 70% delle professioni la cui domanda di lavoro è prevista in crescita riscontreranno anche un aumento della difficoltà di reperimento.
Prendendo in considerazione le figure professionali analizzate, attualmente il 9,9% è occupato in professioni in fase di “decrescita” e necessitano di una pianificazione di interventi tesi alla riduzione del rischio occupazionale, il 39,3% si trova in occupazioni che devono essere monitorate e soggette a investimenti continui in formazione, e, in ultimo, il 50,8% è occupato in professioni soggette a crescita.
Un altro aspetto considerato nell’analisi mette in evidenza come le professioni con un’elevata varietà delle competenze, e delle loro interazioni, patiscono un aumento della difficoltà di reperimento di talento: non a caso si tratta di quelle la cui evoluzione è guidata dall’innovazione tecnologica.
Focus sulle dinamiche delle competenze
Oltre a ciò, l’analisi realizzata arriva a prendere in considerazione anche l’evoluzione che possono subire i contenuti associati ad una o più competenze, determinando l’obsolescenza delle conoscenze possedute dai lavoratori. Nel caso poi il cambiamento avvenga su una competenza fondamentale per una data professione, questo fenomeno sarà tanto più rapido e impattante sullo skillset.
Infine, sono state rilevate delle traiettorie evolutive degli skillset che permettono di creare delle nuove professione per distacco, nel caso di professioni createsi a seguito della scissione di una o più competenze da una professione già esistente ed integrarsi fino a formarne una nuova; per fusione, con la nuova professione che è il risultato della combinazione di competenze provenienti da due o più professioni già esistenti, e in ultimo per ibridazione, quando la professione si “evolve” attraverso la riproduzione di un sottoinsieme di competenze proprio di altre professioni.
Proprio queste traiettorie evolutive saranno le guide di riferimento per poter procedere con determinate azioni di formazione di upskilling e/o reskillsing che supporteranno la nascita di figure professionali altamente innovative.
Dino Biselli
Ulteriori Risorse
Per richiedere copia del report “Quale futuro per le competenze nel settore biotech?”, clicca su questo link: https://www.ey.com/it_it/forms-it_it/quale-futuro-per-le-competenze-biotech-registrati

