Sanità e previdenza: costi del tumore maligno
Con la pubblicazione del contributo intitolato “Costi diretti e costi previdenziali dei tumori in Italia”, redatto dai Professori Francesco Saverio Mennini, Paolo Sciattella, Marco Scortichini e Carlo Nardone, e pubblicato nel “XIV Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici” realizzato da F.A.V.O., si stima quale sia il costo medio totale di un paziente affetto da tumore maligno e si sottolinea l’importanza della prevenzione

Con la pubblicazione del contributo intitolato “Costi diretti e costi previdenziali dei tumori in Italia”, redatto dai Professori Francesco Saverio Mennini, Paolo Sciattella, Marco Scortichini e Carlo Nardone, e pubblicato nel “XIV Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici” realizzato da F.A.V.O., si stima quale sia il costo medio totale di un paziente affetto da tumore maligno e si sottolinea l’importanza della prevenzione
Da oltre un decennio la terza domenica di maggio viene celebrata la “Giornata Nazionale del Malato Oncologico”, il cui intento è
promuovere, attraverso idonee iniziative di sensibilizzazione e solidarietà l’attenzione e l’informazione sui problemi della persona malata di cancro e di quanti sono coinvolti direttamente o indirettamente nelle vicende della medesima, al fine di sviluppare politiche pubbliche e private che allarghino le possibilità di guarire dalla malattia o, quantomeno, di conviverci con dignità.
Tale celebrazione è stata l’occasione per la presentazione del “XIV Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici”, redatto da F.A.V.O. (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia),che tratta le tematiche di rilevante interesse in ambito oncologico, dalle questioni relative a sostenibilità, aspetti politici, sociali e organizzativi in oncologia, all’accesso alle cure da parte dei malati oncologici, dalle problematiche sorte a seguito dell’emergenza Covid-19 al legame esistente fra assistenza e previdenza.
Assistenza e Previdenza
Proprio in relazione a quest’ultimo argomento, il Rapporto ospita un contributo intitolato “Costi diretti e costi previdenziali dei tumori in Italia” redatto dal Professor Francesco Saverio Mennini, Paolo Sciattella, Matteo Scortichini e Claudia Nardone, il cui intento è stimare quale sia l’ammontare dei costi che le malattie oncologiche generano per il sistema Italia.
Per perseguire questo obiettivo, gli autori di questa analisi non si sono limitati a fare una stima di quanto sia la sola spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche un’analisi dei costi sociali causate dalle patologie oncologiche, soprattutto quando queste colpiscono soggetti età lavorativa. Questo significa che occorre quindi tenere in debita considerazione anche i costi a carico del Sistema Previdenziale Nazionale.
In pratica, attraverso un’attività di ricerca sono stati presi in considerazione sia i dati provenienti dal flusso delle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) sia il numero di nuove domande di Assegni di Invalidità e Pensioni di Invalidità accolte dal Sistema Previdenziale Nazionale, proprio in considerazione della presenza di malattie oncologiche nei soggetti richiedenti.
I costi dei tumori maligni
In base ai dati raccolti ed analizzati attraverso questa metodologia si è stimato che, nel periodo compreso fra il 2014 e il 2019, ogni anno una media di circa 613.000 persone ha effettuato almeno un ricovero per tumore maligno, di cui 3 pazienti su 4 con un’età superiore ai 60 anni e solo il 5% con meno di 40. Nella fascia di età superiore ai 60 anni sono soprattutto gli uomini ad essere affetti da patologie tumorali, mentre in quella ricompresa fra i 40 e i 60 anni sono le donne ad essere prevalenti.
Per quanto riguarda la spesa previdenziale, invece, nel lustro preso in considerazione la stima annua dei beneficiari di trattamenti economici legati a patologie oncologiche è pari a circa 200.000 persone.
L’analisi dei dati di economici mostra che, annualmente, la spesa media a carico del SSN relativa alle ospedalizzazioni per tumore maligno è pari a circa 4,3 miliardi di euro, mentre la spesa previdenziale è di poco inferiore ai 2 miliardi annui. Ciò che è interessante notare è il trend che nel quinquennio in esame ha caratterizzato questi due capitoli di spesa: mentre la spesa sanitaria per ospedalizzazioni ha subito una riduzione del -6,6%, di contro la spesa previdenziale è aumentata in modo consistente, poiché il suo tasso di incremento è stato pari al 16,2%.
Differente anche la ripartizione della spesa, nell’ambito del capitolo di costo, per singola sede del tumore diagnosticato. Infatti, mentre la spesa media annuale riguardante i ricoveri è stata indirizzata soprattutto al contrasto dei tumori maligni del colon (circa 360 milioni di euro, pari all’8,3% del totale), della trachea, dei bronchi e dei polmoni (8,0%), e di quelli secondari degli apparati respiratorio e digerente (7,7%), il più importante capitolo di costo della spesa previdenziale è stato quello relativo ai tumori maligni della mammella della donna, che ha assorbito una spesa pari a 380 milioni di euro, pari al 19,3% del totale della spesa previdenziale.
Questa differenza è presente anche a livello geografico, in quanto mentre la principale regione per quantità media di pazienti ricoverati ogni anno per un tumore maligno è la Regione Marche (con oltre 1.300 pazienti ospedalizzati ogni 100.000 residenti), la regione con il maggior numero di beneficiari di prestazioni previdenziali per numero di lavoratori è il Trentino Alto Adige (1.984 per 100.000 occupati).
L’importanza della prevenzione
Dall’analisi sopra esposta, eseguita in periodo pre-Covid, mette in risalto l’importanza della continua implementazione dei programmi di prevenzione e screening accompagnati da una presa in carico precoce dei pazienti. Purtroppo il biennio di pandemia, con le forte limitazioni messe in atto dal governo italiano per limitare la diffusione del Sars-Cov2 e l’enorme pressione che è stata esercita sui servizi territoriali ed ospedalieri del SSN, non hanno permesso la messa in atto delle adeguate attività di prevenzione oncologica.
Ciò significa che le cifre riportate in questa analisi, purtroppo, saranno destinate a salire. Inoltre, più il sistema sanitario ritarderà a recuperare le prestazioni di prevenzione oncologica, più la spesa sanitaria e previdenziale determinata da cause tumorali sarà maggiore negli anni a venire.
Infatti, è pur vero che con l’effettuazione di queste procedure preventive e di screening si ha un incremento di spesa, ma questo maggior costo viene comunque largamente compensato da una più efficiente allocazione delle risorse. Inoltre, in tal modo si ha una importante riduzione dei costi, diretti e indiretti, nel medio-lungo periodo: in particolare, un rallentamento della progressione della malattia, il recupero, totale o parziale, dell’efficienza fisica del paziente (così da permettergli di svolgere la propria attività lavorativa), un minor numero di ospedalizzazioni e un minor ricorso a prestazioni previdenziali.
Dino Biselli
Fonti Principali
XIV Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici
