PNRR: le prospettive per la digital health
Nel 2021 la spesa dedicata alla digital health ha registrato un deciso incremento rispetto all’anno precedente, ma c’è ancora molto lavoro da fare a tal riguardo. L’annuale convegno organizzato dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano dedicato alla Digital Health, e quest’anno intitolato” Sanità Digitale: ora serve un cambio di marcia!”, ha analizzato quelli che potranno essere gli impatti degli investimenti previsti dal PNRR nel prossimo futuro. Fascicolo Sanitario Elettronico, telemedicina, continuità ospedale-territorio, e competenze digital sono stati i temi principali trattati durante l’evento.
Nel 2021 la spesa dedicata alla digital health ha registrato un deciso incremento rispetto all’anno precedente, ma c’è ancora molto lavoro da fare a tal riguardo. L’annuale convegno organizzato dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano dedicato alla Digital Health, e quest’anno intitolato” Sanità Digitale: ora serve un cambio di marcia!”, ha analizzato quelli che potranno essere gli impatti degli investimenti previsti dal PNRR nel prossimo futuro. Fascicolo Sanitario Elettronico, telemedicina, continuità ospedale-territorio, e competenze digital sono stati i temi principali trattati durante l’evento.
Dopo l’esperienza maturata durante la pandemia di Covid-19, la spesa sanitaria in digital health in Italia nel 2021 è cresciuta del 12,5% rispetto a quella registrata dell’anno precedente. Questo è il principale dato della ricerca presentata durante il convegno “Sanità Digitale: ora serve un cambio di marcia!” da parte degli Osservatori Digital Innovation sulla Digital Health del Politecnico di Milano.
Nel 2021, la spesa in sanità digitale ha raggiunto un totale di 1,69 miliardi di euro, pari all’1,3% della spesa sanitaria pubblica. Durante il convegno si è sottolineato che, pur trattandosi di un incremento annuo superiore a quello degli ultimi anni, esso rappresenta un passo ancora insufficiente per colmare l’enorme divario che si è creato in termini di finanziamento di iniziative di innovazione digitale.
La sfida-opportunità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Non deve quindi sorprendere che il vero punto di svolta è atteso con la messa in atto dei progetti previsti dal PNRR, vista anche la grande quantità di risorse finanziarie che saranno elargite nel momento in cui si saranno raggiunti gli obiettivi previsti nel piano. Infatti, entro il prossimo quinquennio dovranno essere implementati tutti i progetti previsti dal piano al fine di sfruttare al meglio i 15,63 miliardi di Euro messi a dedicati alla Missione 6 del PNRR.
Quindi, il PNRR rappresenta sì una grande opportunità di sviluppo per il settore della digital health, ma anche una grande sfida, soprattutto se si considera la storica difficoltà da parte delle strutture pubbliche italiane ad impiegare in tempi rapidi i fondi a loro disposizione. Eppure, molti dei loro dirigenti, a grandi linee, hanno delle idee abbastanza chiare su come impiegare questi fondi.
L’ormai tradizionale rilevazione che l’Osservatorio ha effettuato presso le Direzioni Strategiche delle strutture sanitarie italiane ha messo in luce come l’investimento in soluzioni aziendali, che garantiscano la raccolta del dato di cura del paziente, in particolare le Cartelle Cliniche Elettroniche (il 60% delle aziende sanitarie ha infatti intenzione di investire in questo ambito), sia ritenuto assolutamente prioritario.
La telemedicina nel PNRR
Sono considerati di una certa necessità anche gli investimenti dedicati all’implementazione di servizi di Telemedicina, allo sviluppo di sistemi dipartimentali, all’implementazione di sistemi di integrazione con sistemi regionali e/o nazionali e alla realizzazione di sistemi di integrazione ospedale-territorio. Va comunque rilevato che su tali fronti ci si sta muovendo con una certa celerità, vista la recente approvazione delle linee guida per il Fascicolo Sanitario Elettronico e per il modello digitale per l’attuazione dell’assistenza domiciliare.
Nel corso del 2021, le applicazioni di telemedicina, in particolare quelle di digital medicine utilizzate dai medici, hanno registrato un calo importante rispetto all’anno precedente. Tuttavia, l’impiego di questi strumenti si è attestato a percentuali doppie rispetto ai dati rilevati prima dello scoppio della pandemia, confermando che, tuttora, l’interesse verso la telemedicina è ancora molto alto. Non deve quindi sorprendere se il 56% dei Direttori ritiene questo aspetto rilevante e il 58% delle aziende sanitarie lo considera un ambito di investimento per il 2022.
Il Fascicolo Sanitario Elettronico
Non vi è poi dubbio sul fatto che nel PNRR il Fascicolo Sanitario Elettronico sia considerato una delle colonne portante del nuovo modello di sanità digitale delineato dalla Missione 6 del Piano. Detto ciò, un’indagine svolta da DoxaPharma presentata nel corso del convegno, ha mostrato tassi di conoscenza e di utilizzo presso la popolazione di questo strumento che, sebbene in crescita rispetto al 2020, rendendo chiaro che vi è ancora la necessità di agire con maggior impegno nelle attività di informazione e comunicazione.
Infatti, il 55% dei cittadini dichiara di averne sentito parlare almeno una volta (il 17% in più rispetto allo scorso anno), e il 33% afferma di averlo ha già utilizzato, contro il 12% rilevato nel 2021. Da sottolineare che tali percentuali sono molto più elevate fra i pazienti affetti da almeno una malattia cronica o con problematiche gravi: l’82% dichiara di conoscerlo e il 54% afferma di averlo già utilizzato (contro il 37% rilevato nel 2021).
La necessità di implementare competenze digitali in sanità
Infine, merita di essere almeno accennato un fattore che da più parti viene evidenziato essere uno degli aspetti critici per sviluppo dell’innovazione digitale in sanità: la mancanza di competenze digitali utili per coloro che saranno i protagonisti di questa transizione digitale della sanità. Infatti, ben il 38% delle Direzioni Strategiche delle aziende sanitarie sostiene che la mancanza di competenze digitali è una reale barriera all’innovazione.
In particolare, le aziende sanitarie ritengono prioritario investire nella formazione del proprio personale curante, soprattutto in ambiti chiave per l’innovazione digitale come la Cartella Clinica Elettronica, per la quale è richiesta formazione specifica per medici (64%) e infermieri (73%).
Inoltre, anche le Digital Soft Skills sono considerate delle capacità che occorre debbano essere acquisite dai professionisti della salute: fra le altre, ad oggi la competenza che risulta essere maggiormente presidiata dagli operatori sanitari è quella legata alla capacità di comunicare in modo efficace con i colleghi utilizzando strumenti digitali (coloro che ritengono di avere un livello buono ottimo di tali competenze sono il 64% dei medici specialisti, il 59% dei MMG, e il 54% degli infermieri).
Dino Biselli
Fonti principali

