Farmindustria: al via la Presidenza Cattani
Nell’anno dello storico avvicendamento alla presidenza di Farmindustria, con Marcello Cattani di Sanofi Italia che subentra a Massimo Scaccabarozzi, dopo undici anni alla guida dell’Associazione, i dati esposti durante l’Assemblea pubblica permettono di apprendere che nel 2021 l’industria farmaceutica italiana ritorna ad essere la prima in UE in termini di valore della produzione. Di estrema importanza, inoltre, le richieste formulate dal neopresidente alle istituzioni governative per far sì che l’industria del farmaco possa offrire un contributo ancora maggiore alla crescita dell’economia italiana

Nell’anno dello storico avvicendamento alla presidenza di Farmindustria, con Marcello Cattani di Sanofi Italia che subentra a Massimo Scaccabarozzi, dopo undici anni alla guida dell’Associazione, i dati esposti durante l’Assemblea pubblica permettono di apprendere che nel 2021 l’industria farmaceutica italiana ritorna ad essere la prima in UE in termini di valore della produzione. Di estrema importanza, inoltre, le richieste formulate dal neopresidente alle istituzioni governative per far sì che l’industria del farmaco possa offrire un contributo ancora maggiore alla crescita dell’economia italiana
L’annuale appuntamento dell’Assemblea Pubblica di Farmindustria di questo 2022 ha segnato una svolta storica per l’organizzazione di rappresentanza delle aziende del farmaco, e per l’industria farmaceutica nel suo complesso. Dopo undici anni, infatti si è conclusa l’era della presidenza di Massimo Scaccabarozzi, a cui è succeduto Marcello Cattani, Presidente ed Amministratore Delegato di Sanofi Italia, nominato recentemente a capo di Farmindustria per il biennio 2022-2024.
La Relazione esposta dal nuovo presidente, dal titolo “Essere Competitivi in Europa – Scenari della Farmaceutica“, è stata incentrata sull’andamento positivo dell’industria italiana del farmaco nel secondo anno di pandemia, rimarcando come le imprese farmaceutiche nazionali abbiano giocato un ruolo essenziale per affrontare l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Le vicende della guerra in Ucraina, scoppiata a fine febbraio 2022, hanno però complicato nuovamente il quadro della supply chain mondiale, che sembrava essere in via di normalizzazione a fine 2021.
Le cifre del 2021: industria farmaceutica italiana di nuovo prima in UE
Per quanto riguarda il quadro europeo, le cifre del 2021 di Farmindustria confermano quanto già riportato dai dati di Efpia, con l’industria farmaceutica italiana, con 34,4 miliardi di valore della produzione generato, ritornata ad essere la prima in ambito UE e seconda solo alla Svizzera per quel che riguarda l’intero continente.
Il numero di addetti diretti ha raggiunto quota 67 mila, e ad ogni di essi ne corrisponde un altro nell’indotto. Il 90% del totale della forza lavoro impiegata in modo diretto è costituito da laureati e diplomati, mentre la presenza di personale femminile è di circa il 43% del totale, sensibilmente più alta della media nazionale pari al 29%.
Inoltre, nella sua relazione Cattani riconferma la spiccata propensione all’export della industry, in quanto il valore delle esportazioni è stato pari ad oltre l’85% della produzione: si tratta di un valore doppio rispetto a quello di un decennio fa. Questo livello di export ha fatto sì che il saldo estero totale abbia registrato un valore positivo di circa 3,3 miliardi di euro.
La nostra industria è strategica per la sicurezza nazionale, al pari di settori quali quello dell’energia, dell’ICT e della difesa
Il contributo alla ricerca della industry farmaceutica è sempre importante, come anche ben evidenziato dai dati riportati nell’aggiornamento degli Indicatori Farmaceutici. Infatti, nel 2021 le imprese del farmaco hanno investito in R&S 1,7 miliardi di euro, vale a dire il 6% del totale degli investimenti in Italia. Ciò significa che in un lustro, dal 2016 al 2021, la crescita degli investimenti in R&S è stata del 14%. Inoltre, gli investimenti annuali in ricerca e sviluppo realizzati dalle imprese del farmaco presenti in Italia superano i 700 milioni di euro, con un rapporto che vede ogni euro investito in studi clinici produrre un beneficio economico complessivo per il SSN pari a 3 euro.
Le riforme in atto e quelle proposte da Farmindustria
Il Presidente Cattani ha poi delineato il ruolo dell’Italia nel contesto internazionale, soprattutto nell’ambito dell’industria farmaceutica europea, la quale gioca ancora un ruolo di primo piano nonostante la Cina stia progressivamente recuperando il suo gap in ricerca e sviluppo con i paesi avanzati. Pur essendo uno dei principali mercati del vecchio continente, occorre mettere in atto alcune importanti riforme per far sì che il sistema Italia riesca a mantenere il suo posizionamento.
A tal riguardo, il Marcello Cattani ha sottolineato la necessità di adottare nuovi modelli di assistenza sanitaria che integrino ancor di più tra loro farmaci, diagnostica, devices e prestazioni di assistenza. In relazione all’organizzazione dei servizi sanitari, tali modelli devono essere in grado di assicurare la continuità delle cure tra ospedale, territorio e domicilio, rendendole immediatamente disponibili ai pazienti, senza differenze a livello regionale.
È sbagliato limitare le opzioni terapeutiche con approcci burocratici, che sono in antitesi con la salute personalizzata e la prossimità delle cure. Per coniugare salute e controllo della spesa bisogna promuovere l’appropriatezza delle cure per ogni singola persona, riaffermando la libertà di scelta da parte del medico della migliore terapia per il paziente. Un processo che deve basarsi sulla pluralità dell’offerta.
In questo quadro, la trasformazione digitale attualmente in corso gioca un ruolo essenziale, come dimostrano i fondi dedicati ai progetti elaborati nella Missione Sei del PNRR. Tale sfida non richiede solo un impegno nell’implementazione di algoritmi ed infrastrutture digitali, ma anche la necessità di strutturare dei processi funzionali a questa nuova realtà, fattore che a sua volta rende necessario formare professionisti dotati di competenze adeguate ad essa.
Per essere efficace la Strategia farmaceutica deve tenere conto dello scenario attuale che ci pone davanti a un bivio: sposare e valorizzare adeguatamente l’innovazione e la filiera farmaceutica, attirare nuovi investimenti e creare nuovi posti di lavoro, oppure indebolire la proprietà intellettuale, aumentare le diseguaglianze nell’accesso alle cure, penalizzare la competitività mettendo a rischio la presenza e lo sviluppo industriale, nella nostra filiera e nell’indotto.
I risultati ottenuti dalle imprese farmaceutiche negli ultimi anni
Infine, nel presentare le richieste che Farmindustria rivolge agli organi decisionali al fine di permettere all’industria farmaceutica italiana di continuare ad essere uno dei settori trainanti dell’intero sistema produttivo italiano (in particolare: maggiori fondi alla ricerca e sviluppo di nuovi trattamenti terapeutici, riforma della governance del farmaco al fine di migliorare l’accesso alle cure da parte dei pazienti, e il superamento della logica a silos nella determinazione della spesa farmaceutica), il Presidente Cattani ha ricordato alcuni importanti successi raggiunti dall’industria del farmaco.
Ecco, fra questi, quali sono i tre più significativi:
- negli ultimi dieci anni i pazienti che sopravvivono dopo una diagnosi di tumore sono aumentati di 1,2 milioni, e 2 persone su 3 alle quali viene diagnosticato un cancro sopravvivono dopo 5 anni, dato in netto aumento rispetto a 30 anni fa quando questo rapporto era di 1 su 3;
- i pazienti guariti dall’epatite C grazie al trattamento con farmaci innovativi sono circa 240 mila;
- i farmaci orfani autorizzati in Italia sono passati dal 2007 al 2021 da 7 a più di 100.
Dino Biselli
Fonti Principali
Video Assemblea Pubblica 2022 di Farmindustria
