Sanità territoriale e telemedicina: convegno ALTEMS
L’intervento di Domenico Mantoan, Direttore Generale di Agenas, durante il convegno “Reti di Prossimità, Strutture e Telemedicina per l’Assistenza Sanitaria Territoriale” organizzato da ALTMES dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha illustrato come si sta procedendo nell’implementazione del modello di sanità territoriale prevista nel PNRR e come è stato strutturato il progetto per la diffusione della telemedicina. Su questo ultimo punto, sono due i pilastri che permetteranno l’erogazione di tali servizi: il Fascicolo Sanitario Elettronico e la Piattaforma Nazionale di Medicina

L’intervento di Domenico Mantoan, Direttore Generale di Agenas, durante il convegno “Reti di Prossimità, Strutture e Telemedicina per l’Assistenza Sanitaria Territoriale” organizzato da ALTMES dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha illustrato come si sta procedendo nell’implementazione del modello di sanità territoriale prevista nel PNRR e come è stato strutturato il progetto per la diffusione della telemedicina. Su questo ultimo punto, sono due i pilastri che permetteranno l’erogazione di tali servizi: il Fascicolo Sanitario Elettronico e la Piattaforma Nazionale di Telemedicina
Nel corso della pandemia sono emerse molte delle pecche del nostro sistema sanitario. Alcune erano state già affrontate in passato, ma gli interventi adottati per corregerle si sono dimostrati inefficaci o superati dal tempo. Altre, invece, non sono state affrontate per decenni o approcciate in modo limitato da specifici provvedimenti adottati autonomamente da alcune Regioni: una di queste è l’organizzazione della medicina territoriale.
Quindi, non è un caso che la riforma della sanità territoriale sia uno dei principali obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Infatti, la Componente 1 della Missione 6 del PNRR ha come titolo “Reti di Prossimità, Strutture e Telemedicina per l’Assistenza Sanitaria Territoriale” , e a tale tema ALTEMS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha dedicato un convegno dal titolo “La Telemedicina: dagli scenari attuali agli obiettivi del PNRR”, che si è tenuto lo scorso 21 settembre, durante il quale è intervenuto il Dottor Domenico Mantoan, Direttore Generale di Agenas.
Nella sua esposizione il Dottor Mantoan ha descritto il progetto del modello organizzativo di assistenza territoriale disegnato dal DM 77 emanato lo scorso 23 maggio ed ha anche illustrato su quali presupposti operativi si sono basate le norme contenute in esso.
Ringrazio il PNRR perché non solo ha messo a disposizione i fondi necessari, ma ha anche fissato una milestone europea: se non ci fosse stata la necessità di rispettare tassativamente la scadenza di fine giugno 2022 non si sarebbe proceduto all’approvazione del DM 77 che ha provveduto a normare la riforma dell’assistenza sanitaria territoriale.
Il modello di Assistenza Territoriale contenuto nel DM77
Come spiegato dal Dottor Mantoan, il nuovo modello di assistenza territoriale dedicata alle cronicità ha come suo punto di riferimento il Distretto, concepito in modo che possa prendere in carico un massimo di 100.000 abitanti. Questa “cellula” di base è incentrata su una Centrale Operativa Territoriale (COT) che coordina una rete di assistenza sanitaria territoriale composta da un Ospedale di Comunità ogni 100.000 abitanti, due Case della Comunità Hub (una ogni 40.000 abitanti) ognuna delle quali è il riferimento per due Case della Comunità Spoke.

In numeri, l’implementazione di tale modello a livello nazionale richiede che entro il 2025 siano costituite 611 Centrali Operative Territoriali, 245 Ospedali di Comunità e 1431 Case della Comunità. Il Dottor Mantoan ha voluto sottolineare che quello dell’Ospedale di Comunità è un modello organizzativo territoriale e non residenziale. Inoltre, alla COT farà riferimento anche l’Assistenza Territoriale Integrata (ADI) che sarà erogata al domicilio del paziente o presso le RSA se quest’ultimo sarà ricoverato in una di queste strutture.
La struttura così disegnata è stata mutuata da quella del modello “Hub & Spoke” adottata per l’organizzazione del sistema ospedaliero. In questo contesto organizzativo, le Regioni, in ragione della loro autonomia nella governance sanitaria, dovranno essere capaci di organizzare modelli di medicina generale adattati alla propria realtà territoriale.
Il capitolo relativo alla Telemedicina
Un altro capitolo trattato dal Dottor Mantoan è stato quello degli investimenti in telemedicina che, come da lui dichiarato, deve essere considerata una modalità di erogazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
L’implementazione di servizi di telemedicina si basa su due pilastri:
- il Fascicolo Sanitario Elettronico che funzionerà come “contenitore” di tutte le informazioni sanitarie digitali che il sistema sanitario pubblico e privato accreditato produrrà su un cittadino. Proprio per questa ragione il FSE dovrà essere un’infrastruttura capace di rendere interoperabili i dati, in modo che siano usufruibili da tutti i professionisti sanitari;
- la Piattaforma Nazionale di Medicina, infrastruttura il cui obiettivo è quello di erogare dei servizi di telemedicina dedicati alla cronicità che siano equi e uniformi sull’intero territorio nazionale. Lo sviluppo di tale piattaforma non pregiudica la possibilità che ogni singola regione possa sviluppare dei propri modelli di telemedicina integrativi in altri ambiti terapeutici (non finanziati con i fondi del PNRR).
Il Dottor Mantoan ha sottolineato che l’emergenza Covid ha dimostrato, superando le perplessità presenti prima della pandemia, come sia possibile effettuare in modo efficace sia televisite che telemonitoraggi. Partendo da questo presupposto, l’obiettivo che ci si è posti di raggiungere è far sì che il 10% degli ultra 65enni che si stima sarà assistito tramite ADI in ogni singola Regione, possa essere seguito attraverso soluzioni di telemedicina.
Gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni
Tutto ciò rappresenta una vera e propria rivoluzione organizzativa che deve essere effettuata in tempi relativamente brevi, in quanto, allo scopo di rispettare la tabella di marcia prevista nel PNRR, entro il 2025 i soggetti sottoposti a telemonitoraggio dovranno essere almeno 200.000.
Tutto ciò che è stato implementato è stato fatto, d’intesa con il Ministero della Salute, seguendo una progettualità ben precisa. Nulla di quanto progettato è stato lasciato a caso.
Infine, il Dottor Mantoan ha brevemente illustrato come questo modello organizzativo, una volta implementato grazie ai fondi del PNRR, possa essere finanziariamente sostenibile anche negli anni a venire. A tal proposito, nel 2024 e nel 2025, Agenas, Ministero della Salute e Regioni istituiranno una commissione che avrà il compito di definire le tariffe per i singoli servizi di telemedicina.
Dino Biselli
Fonti Principali
Agenas
