Studio AGENAS su carenza personale nel SSN
Dai numeri del report “Il personale del Servizio Sanitario Nazionale” pubblicato da AGENAS nell’Ottobre 2022, la numerosità attuale dei medici non sembra essere fonte di particolare preoccupazione, mentre esiste una forte criticità per quel che riguarda gli infermieri. Tuttavia, gli effetti del blocco del turn-over (che negli anni passati ha interessato numerose regioni), unito al progressivo invecchiamento della classe medica ed infermieristica in servizio, e al fabbisogno di professionisti sanitari per poter rendere operativi i progetti del PNRR, sarà causa di una forte carenza di medici ed infermieri da qui al 2027

Dai numeri del report “Il personale del Servizio Sanitario Nazionale” pubblicato da AGENAS nell’Ottobre 2022, la numerosità attuale dei medici non sembra essere fonte di particolare preoccupazione, mentre esiste una forte criticità per quel che riguarda gli infermieri. Tuttavia, gli effetti del blocco del turn-over (che negli anni passati ha interessato numerose regioni), unito al progressivo invecchiamento della classe medica ed infermieristica in servizio, e al fabbisogno di professionisti sanitari per poter rendere operativi i progetti del PNRR, sarà causa di una forte carenza di medici ed infermieri da qui al 2027
La carenza di personale medico ed infermieristico nell’ambito del sistema sanitario italiano era un tema già dibattuto prima della pandemia, ma con l’emergenza Covid esso è diventato uno degli argomenti considerati maggiormente critici e posti al centro del dibattito pubblico.
Per fare un punto della situazione a tal riguardo, AGENAS lo scorso 13 ottobre ha pubblicato il report “Il personale del Servizio Sanitario Nazionale”, un’analisi sul personale del SSN, basata su dati del Ministero dell’economia e delle finanze (Conto annuale – 2020), del Ministero della salute, di Istat e di Eurostat (2019-2021) e su rilevazioni OCSE (2020).
- I numeri del personale della sanità italiana
- Le criticità relative al personale medico e a quello infermieristico
- La “gobba demografica” di medici ed infermieri
- Le proposte di AGENAS
I numeri del personale della sanità italiana
Da questo rapporto emerge che il personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale (vale a dire quello che opera nell’ambito delle ASL e delle diverse tipologie di Aziende Ospedaliere) nel 2020 era pari a 617.466 addetti, in aumento di 13.610 unità e del 2,3% del totale rispetto al 2019.
Il 72,3% del totale di questi addetti ricopre ruoli sanitari, il 17,8% funzioni in ambito tecnico, il 9,7% ruoli amministrativi, e il restante 0,2% svolge altri ruoli professionali. Fatto 100 il totale degli addetti con ruoli sanitari, coloro che hanno un profilo infermieristico costituiscono sono il 59,3% del totale, il 23,1% sono i medici e gli odontoiatri, mentre il restante 17,6% è rappresentato da altre figure professionali sanitarie (altro personale laureato, dirigente delle professioni sanitarie, personale tecnico-sanitario, personali funzioni riabilitative, personale vigilanza-ispezione).
Le criticità relative al personale medico e a quello infermieristico
Detto ciò, occorre però capire se, in effetti, queste cifre sono utili per dimostrare un’effettiva carenza del personale medico ed infermieristico nel nostro sistema sanitario. A tal proposito, nello studio si fa riferimento ai dati OECD riferiti all’anno 2020, dai quali risulta che il nostro Paese, contrariamente a quanto continuamente sottolineato dai media, ha un numero di medici tutto sommato in linea, e in alcuni casi migliore, rispetto a quello degli altri maggiori paesi europei. Infatti, nel 2020 in Italia c’erano 4 medici per 1.000 abitanti, un rapporto in linea con la media europea di 3,8, ben superiore a quello della situazione francese (3,17) e britannica (3,03), e di inferiore a quella spagnola (4,58) e tedesca (4,47).
La criticità vera ed immediata, invece, riguarda il personale infermieristico: l’Italia ha un un numero di infermieri inferiore di molto, in rapporto, rispetto a quello della media europea e a quello degli altri paesi europei. Infatti, secondo i dati OECD del 2020 nel sistema sanitario italiano operano 6,2 infermieri ogni 1.000 abitanti, cifra molto più bassa rispetto alla media europea di 8,8, ai 18 della Svizzera e della Norvegia, agli 11 della Francia, ai 13 della Germania e agli 8,2 del Regno Unito.
La “gobba demografica” di medici ed infermieri
Va però specificato che, nonostante le cifre relative al personale medico siano in piena media europea, esistono comunque delle criticità che rischiano di rendere la situazione molto difficile entro pochi anni. In primo luogo, il cosiddetto blocco del turn-over, che negli anni precedenti ha riguardato le Regioni, e non solo quelle in piano di rientro, ha determinato una diminuzione del personale SSN a tempo indeterminato, rimpiazzato da personale con un profilo di impiego flessibile, che tuttavia è stato in grado di compensare questo calo solo in parte.
Come conseguenza di ciò, si è determinato un altro tipo di criticità: l’aumento dell’età media del personale medico, pari a 51,3 anni (53,8 anni per gli uomini e 48,8 anni per le donne). Questo significa che c’è una “gobba demografica” che vedrà poco più di 41.000 medici andare in pensione nel quinquennio 2022-2027, per un numero di uscite annue pari a circa 8.200.
Una gobba demografica di questo tipo si verificherà anche per gli infermieri: al 2020 la loro età media era di 47,3 anni (uomini, 47,2 e donne, 47,4), con un totale di uscite previste per il quinquennio 2022-2027 pari a poco più di 21.000 unità. Tale situazione sarà inoltre aggravata dal fabbisogno di infermieri richiesto dalle riforme implementate dal PNRR, con un numero di ulteriore personale infermieristico richiesto che è stimato essere compreso fra le 19.500 e le 27.000 unità.
Le proposte di AGENAS
In questa analisi, AGENAS rileva la parziale inefficacia degli interventi adottati in altri paesi europei per affrontare tale criticità, nel momento in cui essi sono stati limitati al solo incremento dell’offerta formativa. Ecco quindi che insieme ad essa si propone di abbinare un sistema di incentivi in grado di rendere attrattive le figure professionali dell’infermiere e del MMG (la categoria fra i medici che subirà i maggiori contraccolpi in termini di uscite) così che possano ottenere sia un riconoscimento sociale oltre che economico.
Infine, viene poi rilevato come l’offerta formativa delle diverse scuole di specializzazione è stata sensibilmente incrementata a partire dal 2018, e che sarà possibile apprezzare gli effetti di tali incrementi solamente a partire dal 2023.
Dino Biselli
Fonti Principali
Il personale del Servizio Sanitario Nazionale – AGENAS


