Frontiers Health 2022: sanità più digital

Dopo due anni caratterizzati dalle limitazioni della pandemia, l’edizione 2022 di Frontiers Health ritorna alle cifre pre-Covid, riunendo un numero record di innovatori, startup, aziende e attori parte del variegato ecosistema della digital health.

Frontiers Health 2022: sanità più digital

Dopo due anni caratterizzati dalle limitazioni della pandemia, l’edizione 2022 di Frontiers Health ritorna alle cifre pre-Covid, riunendo un numero record di innovatori, startup, aziende e attori parte del variegato ecosistema della digital health. Un appuntamento caratterizzato dalla consapevolezza che il settore dell’innovazione digitale in sanità abbia bisogno di essere regolamentata per poter essere pienamente ricompresa nei processi sanitari standard, della necessità di risolvere alcune criticità, come quella delle competenze, e cogliere delle opportunità, come le partnership fra pubblico e privato.

Tutti coloro che seguono da molto tempo i miei contenuti pubblicati su MioPharma Blog avranno sicuramente notato che solitamente tento, nei limiti del fattibile, di far sì che i post da me scritti siano il più possibile di carattere impersonale: questo per far sì che i contenuti e i dati offerti all’attenzione dei lettori non risultino influenzati dalle mie posizioni personali.

Con questo post, attraverso il quale presento i temi, le persone e l’atmosfera che hanno caratterizzato l’edizione globale di Frontiers Health 2022, per una volta ho ritenuto utile allontanarmi da questa mia linea di condotta, in quanto ho contribuito, per un piccolissimo tassello, al racconto dell’evento come parte del team di Digital Health Italia.

 

L’edizione globale di Frontiers Health 2022

Cosa dire su Frontiers Health 2022 e sui contenuti che l’hanno caratterizzata? Partendo dagli aspetti più semplici da trattare, è mia opinione che con il 2022 l’evento abbia ripreso appieno i tratti che lo hanno caratterizzato fino a prima dello scoppio della pandemia di Covid-19.

Grazie ad un numero di relatori e partecipanti mai così elevato, la conferenza rappresenta ancora, e lo è a maggior ragione quest’anno, il luogo dell’innovazione digitale in sanità dove gli attori che fanno parte dell’ecosistema della digital health possono apprendere novità sul settore e costruire relazioni.

In particolare, ancora una volta è stata posta al centro dell’attenzione l’evoluzione delle terapie digitali, insieme alle più svariate considerazioni sull’universo delle soluzioni di telemedicina: in particolare su quelle in grado di favorire la diffusione della connected care e il trasferimento del luogo di diagnosi e cura, laddove possibile, dalle strutture sanitarie (territoriali ed ospedaliere) al domicilio del paziente.

 

L’adolescenza della Digital Health

Come nella vita di ognuno di noi, anche l’innovazione digitale in sanità, dopo aver passato un’”infanzia” piena di creatività e curiosità, tesa ad esplorare nuove frontiere da raggiungere e superare, è entrata gradualmente nella fase dell’”adolescenza”. Infatti, anche la digital health si è dovuta progressivamente confrontare con regole e norme da osservare. Non solo: anche con la necessità di disporre dei finanziamenti necessari per garantire alle startup di crescere dimensionalmente. Infine, anche con l’opportunità di costruire delle partnership pubblico-privato e intersettoriali fra i privati.

Riflettendo sui contenuti trattati durante alcune delle numerose sessioni che hanno dato vita a Frontiers Health, il tema delle norme, di come poter rimediare all’assenza di un quadro regolatorio strutturato è stato il filo conduttore principale di tutto l’evento.

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Prospettive e criticità della Digital Health in Italia

Focalizzando poi l’attenzione sull’ambito prettamente italiano, la regolamentazione rappresenta una vera e propria urgenza da risolvere nel più breve tempo possibile. Per accelerare i tempi in tal senso occorre prendere spunto dalle best practices già state adottate dagli altri paesi europei. Una volta analizzate e studiate, occorrerà poi adattarle alla realtà italiana.

Occorre quindi che questo percorso sia finalizzato al raggiungimento di un obiettivo più grande che, per usare le parole di Roberto Ascione – CEO di Healthware Group e Chairman di Frontiers Health. Proprio nell’intervista che ha rilasciato (disponibile qui sotto) a margine della conferenza, Ascione afferma che l’obiettivo ultimo è di “integrare la digital health nell’health”.

 

 

In aggiunta, proprio l’“adolescente” digital health, per raggiungere questo obiettivo di maturità, ha anche altre sfide da affrontare. In particolare quella della carenza delle competenze che, soprattutto in Italia, rischia di essere un ostacolo difficile da superare. Competenze da non considerare solamente come conoscenza avanzata delle materie tecnico-matematiche e scientifiche. In esse rientra anche la capacità di collaborazione con attori esperti in altri ambiti del sapere. Un esempio in tal senso è oggi offerto dall’esperienza del Gemelli Digital Medicine & Health. Si tratta di uno spin-off innovativo del Policlinico Gemelli di Roma, illustrato dal Dottor Alfredo Cesario e dal Dottor Stefano Patarnello nella seguente intervista:

 

 

La prospettiva dell’industria farmaceutica sulla digital health

Allargando poi questa prospettiva, occorre tener presente anche il contesto politico, sociale ed economico nel quale l’innovazione digitale della salute si va ad inserire. Chiaramente, se un sistema paese non attrae investitori (il che non significa necessariamente che in esso mancano risorse finanziarie da investire), se non favorisce la creazione di partnership fra le varie realtà produttive (sia pubbliche che private) presenti in esso, allora quel sistema non dispone degli strumenti assolutamente necessari per favorire la ricerca e lo sviluppo dell’innovazione.

Un approfondimento importante in tal senso è stato offerto dal Dottor Vincenzo Bartoli, Vice President Innovation di AstraZeneca e Vice President Federated Innovation@Mind. Bartoli ha analizzato con quali modalità industria e startup possono collaborare insieme per favorire l’innovazione in sanità, trattando tutte le criticità sopra descritte.

 

 

Inoltre, proprio il contributo che le imprese farmaceutiche sono in grado di offrire all’innovazione digitale in sanità e alla costruzione di una governance, soprattutto nel contesto italiano, è stato illustrato dal Presidente di Farmindustria Marcello Cattani.

Nel rispondere ad alcune mie domande, Cattani ha voluto sottolineare come lo sviluppo delle terapie digitali, della connected care e della digitalizzazione della sanità del territorio prevista dal PNRR, da lui definito come una grande opportunità strategica per lo sviluppo del nostro paese, siano tutti ambiti nei quali l’industria farmaceutica italiana può mettere a disposizione la sua esperienza e la sua competenza.

 

 

Il ruolo di Frontiers Health

Infine, a conclusione di questo mio intervento “a braccio”, è quasi scontato porsi una domanda: ma cosa occorre per far sì che questa adolescente, la “digital health”, possa continuare il suo percorso fino alla “maturità”? Una risposta esaustiva a tale quesito richiederebbe la stesura di un ampio e dettagliato programma.

Rispondendo in modo estremamente sintetico, questo scopo può essere perseguito attraverso tre azioni: dialogo, confronto, collaborazione. Per le sue caratteristiche, Frontiers Health rappresenta l’”aula scolastica” dove la digital health può acquisire conoscenza ed autorevolezza. La conferenza, infatti, rappresenta un’importante occasione, per tutti gli attori dell’ecosistema della digital health, per scambiare opinioni e risolvere tutte le criticità che si presentano dinanzi al percorso di integrazione dell’innovazione digitale nei processi sanitari.

E non è certamente un caso che lo stesso Ascione abbia dichiarato che la prossima edizione di Frontiers Health sarà ancora più coinvolgente rispetto a quella record del 2022…

 

Dino Biselli
P.S.: desidero ringraziare Roberto, Antonietta, Sara, Giovanna, Federica e Alanna e in generale tutto il team di Healthware Group per avermi dato la possibilità di collaborare al racconto di questa edizione di Frontiers Health e per il prezioso supporto che mi è stato fornito nel fare ciò.

 

Ulteriori Risorse
Digital Health Italia – La posizione del Presidente Cattani di Farmindustria sull’impegno in innovazione digitale delle aziende farmaceutiche italiane
Digital Health Italia – Alfredo Cesario e Stefano Patarnello (GDMH): Open Innovation come approccio per integrare digital health e regolatorio
Digital Health Italia – Vincenzo Bartoli di AstraZeneca: collaborazione fra startup ed industria indispensabile per l’innovazione in sanità
Digital Health Italia – Intervista a Roberto Ascione, Chairman di Frontiers Health: la digital health è entrata nella fase della maturità

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