Idee di Meridiano Sanità per salvare il SSN

La XVII edizione del Rapporto Meridiano Sanità, pubblicato da The European House Ambrosetti e presentato a Roma lo scorso novembre, ha cercato di disegnare, nonostante le profonde incertezze che hanno caratterizzato l’anno appena trascorso, l’evoluzione della sanità italiana fino al 2050. L’analisi e le stime effettuate non sono molto rassicuranti, in particolare a causa di una dinamica demografica caratterizzata da un lento ma inesorabile declino e da una popolazione sempre più affetta da malattie croniche. Per contrastare questo quadro a tinte fosche, nel Rapporto si propongono quattro linee di intervento da mettere in atto il prima possibile

Idee di Meridiano Sanità per salvare il SSN

La XVII edizione del Rapporto Meridiano Sanità, pubblicato da The European House Ambrosetti e presentato a Roma lo scorso novembre, ha cercato di disegnare, nonostante le profonde incertezze che hanno caratterizzato l’anno appena trascorso, l’evoluzione della sanità italiana fino al 2050. L’analisi e le stime effettuate non sono molto rassicuranti, in particolare a causa di una dinamica demografica caratterizzata da un lento ma inesorabile declino e da una popolazione sempre più affetta da malattie croniche. Per contrastare questo quadro a tinte fosche, nel Rapporto si propongono quattro linee di intervento da mettere in atto il prima possibile

L’uscita dal biennio 2020-2021 contraddistinto dall’emergenza Covid si sta prospettando piena di sfide per l’Italia: alcune riguardano il presente, altre un domani molto prossimo, e altre ancora un futuro che pare essere lontano, anche se meno di quanto possa esserlo in apparenza. Non deve quindi sorprendere che la XVII edizione del Rapporto Meridiano Sanità, redatto da The European House Ambrosetti e presentato a Roma lo scorso 9 novembre, espone analisi e proposte di azione che coprono un lasso temporale lungo trent’anni.

Ma perché la ricerca del gruppo di lavoro che ha realizzato il Rapporto è stata spinta così in là nel tempo? La metà di questo secolo sarà un momento importante per verificare il superamento della profonda fase critica che sta attraversando la dinamica demografica della popolazione italiana.

 

I dati sull’invecchiamento della popolazione italiana

Come certificato dall’ISTAT, in Italia il fenomeno dell’invecchiamento demografico è particolarmente marcato, con l’età media della popolazione italiana che è aumentata di quasi 10 anni negli ultimi 20, raggiungendo nel 2021 i 46,2 anni. Dal 1985 a oggi, la quota di over 65 sul totale della popolazione è passata dal 13,2% al 23,8%, e nel 2050 si prevede che raggiunga il 34,9% del totale. Si sta osservando questa medesima dinamica anche per la popolazione over 85, che è passata dallo 0,8% del 1985 al 3,8% odierno, con una stima al 2050, in numeri assoluti, di 4 milioni persone che rientreranno in questa fascia di età.

Il processo di invecchiamento della popolazione, determinato dalla sensibile diminuzione del numero annuale delle nascite (che ha raggiunto il suo minimo durante gli anni della pandemia), e dal progressivo invecchiamento dei cosiddetti baby-boomers, è un fenomeno che ha implicazioni più o meno marcate su numerosi aspetti del nostro paese.

Economia, innovazione, ricerca, istruzione, strutture produttive: sono tutti ambiti sui quali l’invecchiamento della popolazione eserciterà un forte impatto. In particolare, il comparto sanità rischia di essere completamente travolto da tali tendenze, rendendo sempre più difficile garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

Dinamica demografia popolazione italiana ISTAT - Meridiano Sanità

 

Invecchiamento della popolazione e assistenza sanitaria in Meridiano Sanità

Infatti, l’erogazione di elevati livelli di assistenza sanitaria in una società che è in una fase di progressivo invecchiamento è messa progressivamente a rischio, a causa dei costi crescenti che il sistema sanitario si trova a dover fronteggiare. Tutto ciò rischia di generare una spirale negativa che, a causa del peggioramento delle condizioni di salute dei cittadini, potrebbe determinare un aumento dei costi per l’intera società.

Proprio per scongiurare questo pericolo, il team di lavoro di Meridiano Sanità ha sottolineato come sia necessario elaborare ed adottare una strategia di investimenti di medio e lungo periodo che renda sostenibile il sistema sanitario e tuteli il diritto alla tutela della salute dei cittadini italiani. Questa strategia prevede quattro linee di intervento da adottare, relative ad altrettante criticità ben specifiche da affrontare: aumento delle risorse e degli investimenti in sanità; dare piena attuazione al PNRR; puntare su prevenzione e innovazione; promuovere il principio della “Salute in tutte le Politiche”.

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Aumentare risorse ed investimenti in sanità

Dopo lo sforzo finanziario compiuto durante la fase di emergenza, la spesa sanitaria pubblica risulta oggi essere inferiore, in relazione al PIL, rispetto alla percentuale registrata nel pre-pandemia. La proposta è quella di portare tale livello, nel breve periodo, almeno al 7% del PIL, per raggiungere nel medio-lungo periodo un rapporto spesa sanitaria pubblica/PIL del 9%. Per ottenere tale obiettivo, e liberare risorse da dedicare al capitolo sanità, sarà necessario agire su numerosi aspetti del sistema paese Italia, alcuni dei quali di difficile risoluzione: incentivazione alla natalità; maggiore partecipazione al mercato del lavoro; attrattività di capitale umano; adeguamento dell’età pensionabile all’evoluzione demografica.

 

PNRR, personale e digitalizzazione

La Missione “Salute” del PNRR è un’opportunità considerata strategica per l’ammodernamento del sistema sanitario italiano, i cui pilastri sono la realizzazione di un modello di sanità territoriale fondato sulla telemedicina e sulla capacità di trasferire il ruolo di cura e diagnosi, laddove possibile, direttamente al domicilio del paziente, sulla ricerca clinica e sulla digitalizzazione dell’intero sistema.

Ciò impone non solo investimenti in infrastrutture fisiche ed informatiche, ma anche, e soprattutto, competenze da formare per far sì che si possano strutturare dei modelli di connected care che siano data driven e che permettano la gestione ottimale delle risorse umane in ambito clinico, in particolare medici ed infermieri, oggi molto limitate nel numero e di lunga formazione.

 

Puntare sulla prevenzione ed innovazione

Fra i capitoli più curati del Rapporto Meridiano Sanità ci sono da sempre quello dedicato al contrasto dell’Antimicrobico Resistenza, alle malattie croniche ad alto impatto per il sistema e alle malattie infettive. La risposta più efficace per gestire queste tipologie di patologie viene individuata nella prevenzione che, a seconda dei casi e delle peculiarità specifiche, può essere messa in atto con modalità differenti.

In particolare, occorre implementare nuovi modelli di valutazione HTA e mettere in atto strategie di procurement delle tecnologie sanitarie basate sulla logica value based. Inoltre, viene proposta l’introduzione di modelli di pagamento e finanziamento innovativi legati all’efficacia del trattamento, che consentono di tener conto dei benefici di lungo termine per garantire un accesso immediato ai pazienti e al tempo stesso la sostenibilità economica del SSN.

 

La Salute in tutte le politiche proposte in Meridiano Sanità

La pandemia ha dimostrato la rilevanza della sanità per tutta l’economia di uno Stato, e da ciò deriva l’importanza di valutare quali siano gli impatti diretti e indiretti che i determinanti socio-economici e ambientali hanno sulla salute degli individui.

Per far sì che si possa avere una convergenza tra la politica sanitaria e la politica industriale del Paese, nel rapporto si sottolinea come sia importante definire una nuova politica industriale che includa, tra i settori strategici individuati, i settori farmaceutico e medicale. Inoltre, occorre incentivare gli investimenti in produzione e ricerca e innovazione, a partire del pieno recepimento del Regolamento UE 536/2014 sulle sperimentazioni cliniche affinché l’Italia non perda la leadership europea e favorire i decentralized clinical trials già sperimentati durante la pandemia.

Infine, occorre rivedere la governance farmaceutica, rimodulando i tetti di spesa farmaceutica sulla base del fabbisogno e rimuovendo il meccanismo del payback, che penalizza l’innovazione disponibile per i pazienti e frena la competitività delle imprese italiane del settore delle Life Sciences.

 

Dino Biselli

 

Ulteriori Risorse
Meridiano Sanità – The European House Ambrosetti

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