Rapporto OASI 22: realtà contro narrazione

Le analisi e le ricerche contenute nel Rapporto OASI 2022, pubblicato e presentato nel mese di novembre 2022 dal Cergas dell’Università Bocconi di Milano, sono tutte contraddistinte da un approccio comune, riassunto già dal primo capitolo redatto da Francesco Longo e Alberto Ricci: offrire al lettore le evidenze sui vari aspetti che caratterizzano il SSN ottenute attraverso un rigoroso processo di ricerca. Tale metodo mette in luce quelle che sono le divaricazioni fra realtà e le varie  narrative che, molto spesso, sembrano essere articolate e diffuse per non affrontare le criticità della sanità italiana nella loro piena difficoltosa complessità

Rapporto OASI 22: realtà contro narrazione

Le analisi e le ricerche contenute nel Rapporto OASI 2022, pubblicato e presentato nel mese di novembre 2022 dal Cergas dell’Università Bocconi di Milano, sono tutte contraddistinte da un approccio comune, riassunto già dal primo capitolo redatto da Francesco Longo e Alberto Ricci: offrire al lettore le evidenze sui vari aspetti che caratterizzano il SSN ottenute attraverso un rigoroso processo di ricerca. Tale metodo mette in luce quelle che sono le divaricazioni fra realtà e le varie  narrative che, molto spesso, sembrano essere articolate e diffuse per non affrontare le criticità della sanità italiana nella loro piena difficoltosa complessità

Ogni anno, intorno alla metà di novembre ha luogo la presentazione del Rapporto OASI, la pubblicazione dedicata allo stato della sanità italiana realizzata dal Cergas (Centre for Research on Health and Social Care Management) dell’Università Bocconi di Milano. Si tratta di una delle occasioni a disposizione di tutti coloro che operano nell’ambito del mondo del life science per avere un importante aggiornamento sull’evoluzione delle dinamiche che governano il sistema sanitario italiano.

Come da consuetudine, anche l’edizione del 2022 del Rapporto OASI mette in evidenza quelli che sono i principali trend che stanno caratterizzando la sanità italiana. Tuttavia, una peculiarità della pubblicazione relativa all’anno appena passato rispetto a quelle precedenti è la volontà, da parte dei ricercatori che l’hanno curata, di colmare, almeno in parte, quelle “divaricazioni” che si sono create, e che si stanno progressivamente ampliando, tra le narrazioni e le evidenze relative al SSN italiano.

E’ proprio a causa di queste divaricazioni fra racconto e realtà (almeno quella parte di quest’ultima che può essere misurabile ed interpretabile attraverso i dati) che l’analisi delle criticità più rilevanti e difficilmente risolvibili nel breve periodo viene continuamente rimandata. Allo scopo di porre rimedio a questa falla, tali problematiche direttamente o indirettamente riconducibili al tema sanità, vengono analizzate nell’introduzione del Rapporto, scritta a due mani da Francesco Longo e Alberto Ricci.

 

Il declino demografico della popolazione italiana

La dinamica demografica della popolazione italiana è da anni contraddistinta da un progressivo declino del numero di abitanti, che la pandemia non ha fatto altro che aggravare. Si tratta di un problema complesso ed articolato, approcciato in modo del tutto inadeguato da parte della classe dirigente italiana che pare in grado di adottare solamente dei provvedimenti tampone di breve respiro e di non affrontare le complessità che lo caratterizzano nel suo insieme.

Sono due i principali aspetti sui quali si riscontra un profondo scollamento fra narrazione pubblica e realtà fattuale: la possibilità di ricorrere a politiche migratorie e di integrazione in modo da far aumentare nel breve termine il numero di abitanti presenti sul territorio dello Stato, e l’adozione di provvedimenti seri e strutturati in grado di far aumentare il numero delle nascite, per far sì che nel lungo periodo il bilancio demografico italiano ritrovi un certo equilibrio.

 

La spesa pubblica in sanità nel Rapporto OASI

Le risorse pubbliche messe a disposizione per il fondo sanitario, dopo essere aumentate durante gli anni della pandemia, nel 2023 dovrebbero raggiungere il 6,6% in rapporto al PIL. Si tratta di una percentuale in linea con quella del 2019, anche se in numeri assoluti la quantità di fondi stanziati è molto più alta rispetto al passato.

Detto ciò, nel capitolo si sottolinea che con un tale livello di finanziamento il sistema sanitario rischia di non essere in grado di offrire tutte le prestazioni di sanità richieste, in particolare a causa dell’elevata inflazione che sta contraddistinguendo l’economia italiana (e non solo) negli ultimi mesi. Questa “fatica” crescerà ancora di più in futuro: il fattore dell’invecchiamento della popolazione (ricordato in precedenza) richiederà un aumento quantitativo e qualitativo dell’offerta sanitaria che mal si concilia con l’attuale trend di contenimento, in rapporto al PIL, delle risorse dedicate al capitolo sanità.

Partendo da questo presupposto, gli autori fanno presente che la crescita del gap tra risorse e bisogni, non è oggetto di alcun confronto pubblico e che quindi, ad oggi, non si ha alcun indizio su quale sia la priorità che il SSN dovrebbe perseguire prioritariamente nel momento in cui dovessero mancare le risorse finanziarie necessarie per garantire i LEA nella loro interezza.

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Rapporto OASI sul PNRR: importante occasione ma pochi fondi

Gli impegni e gli investimenti previsti dal PNRR, con la sua “dote” di 15,6 miliardi di Euro (a cui si aggiungono 4 miliardi di fondi complementari) destinati alla sanità, rappresentano un’occasione per espandere e innovare tecnologicamente l’offerta del SSN.

Va però sottolineato che se anche queste cifre, considerate in aggregato, appaiono essere molto ingenti, dopo una rapida analisi ci si rende conto che, in ultima istanza si tratta di 3 miliardi in più all’anno da aggiungere al fondo sanitario esistente (anche se classificati in conto capitale e non in spesa corrente). In pratica, in termini relativi è il 2,5% all’anno sulla spesa pubblica totale in sanità.

Tenendo conto di questo dato, gli autori del capitolo sottolineano che si tratta di un valore abbastanza modesto, considerando l’età media delle infrastrutture e delle tecnologie installate (il 27% delle unità immobiliari delle aziende del SSN risale a prima del 1946, il 30% al Dopoguerra (1946-69)).

L’obiettivo, in ultima analisi, deve essere quello di aumentare il rapporto costo-efficacia del SSN, allineando maggiormente la configurazione dei servizi all’epidemiologia e ai bacini di utenza effettivi. Tuttavia, questi processi riallocativi saranno tecnicamente complessi e richiederanno l’adozione di decisioni politicamente scomode e difficili da comunicare a determinati segmenti della cittadinanza.

 

Le dirigenze aziendali acquisiscono maggiore autonomia

Dopo la lezione del Covid-19 si sta gradualmente affermando una narrazione che pone al centro del dibattito il tema della ri-centralizzazione del SSN a livello nazionale. Quindi, in apparenza, seguendo il filo logico della comunicazione di questo intento, lo spazio di azione per il management aziendale nei prossimi anni potrebbe subire ancora un’ulteriore riduzione, dopo quella a cui è stato sottoposto dalle politiche regionali attuate nell’ultimo decennio.

In realtà, proprio l’analisi delle esperienze di accentramento regionale del recente passato può far ritenere che lo spazio di autonomia del management delle aziende sanitarie negli anni sia paradossalmente aumentato. Infatti, il livello aziendale ha più volte definito priorità che sarebbero state di competenza decisionale dei livelli centrale e regionale.

La conferma di questa divaricazione tra narrazioni, all’origine di crescenti aspettative, e le reali possibilità, limitate dalle scarse risorse finanziarie e umane disponibili, è riscontrabile in particolare nell’indeterminatezza che caratterizza la maggior parte documenti nazionali. Infatti, in essi molto spesso non è contenuto alcun elemento di programmazione e nessun criterio specifico di misurazione, lasciando quindi un’ampia discrezionalità di azione proprio al management aziendale nella definizione di questi aspetti.

 

In conclusione, i punti riassunti in precedenza sono solo una parte dei temi presentati nel Rapporto, che nell’edizione di quest’anno, oltre alla tradizionale presentazione dei dati e dei processi della sanità italiana, dedica molto spazio alle progettualità del PNRR, alla riorganizzazione dei servizi territoriali, alla trasformazione dei modelli organizzativi e alla digitalizzazione in sanità. Anche in questi casi, l’approccio seguito dal team di ricercatori che ha realizzato il rapporto è stato quello, meritorio, di contrapporre dati ed evidenze ai “castelli d’aria” costruiti da una narrativa in sanità molto spesso non corrispondente alla realtà delle cose.

 

Dino Biselli

 

Ulteriori Risorse
Convegno Presentazione Rapporto OASI 2022

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