Il CDMO italiano sempre primo in Europa
Prometeia, in collaborazione con Farmindustria, ha pubblicato il report “Il CDMO farmaceutico – I risultati dell’indagine Farmindustria-Prometeia del 2022”, realizzato da Alessandra Benedini, Cristina Rossi e Roberta Scannavini, mette in luce i progressi registrati del segmento CDMO del mercato farmaceutico nell’ultimo decennio: una crescita guidata da Italia, Germania e Francia. Il report dedica anche un’approfondimento al settore del CDMO italiano, che nel co rso dell’ultimo decennio ha conosciuto una forte crescita della produzione delle esportazioni

Prometeia, in collaborazione con Farmindustria, ha pubblicato il report “Il CDMO farmaceutico – I risultati dell’indagine Farmindustria-Prometeia del 2022”, realizzato da Alessandra Benedini, Cristina Rossi e Roberta Scannavini, mette in luce i progressi registrati dal segmento CDMO del mercato farmaceutico nell’ultimo decennio: una crescita guidata da Italia, Germania e Francia. Il report dedica anche un approfondimento al settore del CDMO italiano, che nel corso dell’ultimo decennio ha conosciuto una forte crescita della produzione delle esportazioni
Il comparto del CDMO italiano è una delle consolidate eccellenze della nostra economia, e del settore farmaceutico italiano in particolare. Infatti, le Contract Development and Manufacturing Organization, o meglio conosciute come aziende per conto terzi, hanno da sempre contribuito in maniera determinante ai buoni risultati che, nell’ultimo decennio, sono stati raggiunti dall’industria farmaceutica nazionale.
Anche la pandemia di Covid-19 non sembra aver intaccato la capacità delle aziende italiane del comparto CDMO. Anzi, dai risultati esposti nel report intitolato “Il CDMO farmaceutico – I risultati dell’indagine Farmindustria-Prometeia del 2022“, redatto a cura delle Dottoresse Alessandra Benedini, Cristina Rossi e Roberta Scannavini, e pubblicato da Prometeia in collaborazione con Farmindustria, le imprese del CDMO farmaceutico hanno consolidato ancora di più il loro risultati e la loro importanza a livello europeo.
I dati del report, relativi al 2020, tengono conto dell’integrazione alla lista dei CDMO europei con l’inserimento di 26 nuovi soggetti aziendali fra nuove imprese e integrazioni di gruppi CDMO. Le integrazioni sono state rilevanti in tutti i paesi, con la sola eccezione della Spagna.
Il CDMO in Europa
Le cifre pubblicate nel report indicano che il CDMO farmaceutico a livello europeo ha ottenuto ottimi risultati in termini di generazione di valore della produzione. Infatti questa ultima è stata complessivamente pari a 11,8 miliardi di euro. Un risultato che è stato reso possibile dal fatturato che è stato prodotto dai tre paesi europei leader in questo segmento del mercato farmaceutico: insieme essi hanno realizzato più di 7,2 miliardi di Euro di valore, pari al 61,3% dell’intero fatturato europeo.
Questi tre paesi sono, nell’ordine di importanza: Italia, Germania e Francia:
- l’Italia conferma ancora una volta il suo primato europeo nel CDMO, con un fatturato pari a 2,69 miliardi di euro, equivalenti al 22,8% del totale in Europa;
- al secondo posto in questa particolare graduatoria c’è la Germania, con un valore della produzione pari a 2,447 miliardi di euro, corrispondente al 20,7%
- infine al terzo posto c’è la CDMO farmaceutica della Francia, che con i suoi 2,104 miliardi di euro di fatturato, ha raggiunto il 17,8% del totale, che rappresenta un arretramento rispetto al dato del 2019.
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Come è evoluto il mercato europeo
I ricercatori di Prometeia hanno poi analizzato l’evoluzione del mercato europeo del CDMO nel periodo 2011-2020. In questo lasso di tempo, il mercato nel suo complesso è cresciuto di 4 miliardi di euro, il 51,6% in più.
In questo decennio, fra i principali paesi di questo segmento di mercato, Italia e Germania ha consolidato la loro quota, passando, rispettivamente, dal 19% e dal 17% al 23% e al 21%. A seguire, Francia e UK che hanno mantenuto stabili le loro quote: la prima ha conservato il 18% del mercato, mentre UK è passato dal 12% all’11%.
Tenendo conto dei dati sopra esposti, il 30% della crescita registrata in questo ultimo decennio (1,2 miliardi di euro su 4) è per il 30% del totale è stata realizzata da imprese operanti in Italia. Nello stesso periodo, il contributo della Germania alla crescita è stato di un miliardo di euro, mentre quello della Francia di 730 milioni.
L’approfondimento sull’Italia
Nel consueto focus di approfondimento dell’evoluzione del CDMO italiano, i ricercatori di Prometeia evidenziano che nel periodo fra 2010-2022, il fatturato medio annuo del comparto in Italia è stato pari al 12,5%, e nell’intero periodo al 150%.
L’analisi del valore della produzione suddiviso per specializzazioni produttive nel periodo 2010-2021, riporta che il 50-53% del fatturato annuo è stato generato dal segmento “iniettabili“. Nello stesso periodo si è assistito ad un progressivo aumento del segmento “alta attività e biologico” che, dal 5% del 2010, ha raggiunto una quota pari a poco più del 20% nel 2021. Questa crescita relativa è avvenuta a scapito del segmento dei “non iniettabili” che, al contrario, sono passati dal 42% del 2010 al 27% del 2021.
Riguardo i mercati di sbocco della produzione delle CDMO italiane, anche in questa rilevazione, in continuità con le precedenti, si sottolinea come la tendenza che dal 2010 vede il canale estero in continuo incremento si sia ulteriormente consolidata. Infatti, mentre un decennio fa le esportazioni assorbivano il 57% del fatturato generato in Italia, nel 2020 tale quota è stata del 75%, per poi raggiungere l’81% nel 2021. Tale livello dovrebbe confermarsi nel 2022, in quanto si stima che la quota di produzione italiana dedicata ai mercati esteri sarà l’82%.
Focalizzando ancora di più l’attenzione sull’export, le stime effettuate per il 2022 mettono in risalto come il 75% delle esportazioni sarà rivolto verso gli USA (31%), Unione Europea (23%), UK (17%) e Giappone (4%). Si prevede che, rispetto al dato del 2020, l’export verso gli USA registrerà un incremento di 13 punti percentuali, mentre quello verso UK calerà del 9%.
Infine, prendendo in considerazione gli investimenti, per il 2022 si stima un ritorno ad una quota del 15% rispetto al fatturato, al medesimo livello della percentuale del 2020 e inferiore del 6% rispetto al dato del 2021. Il 70% degli investimenti viene destinato alla catene produttive, principalmente per installarne di nuove (54%) e per ammodernare quelle esistenti (15%).
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Dino Biselli
Fonti Principali
Il CDMO farmaceutico – I risultati dell’indagine Farmindustria-Prometeia del 2022
