Settore dei medical device: dati del 2021

L’industria italiana dei medical device, anche in un quadro epidemiologico ancora incerto, è riuscita a superare le difficoltà derivanti dall’emergenza causata dalla comparsa del Sars-Cov2. Tale considerazione trova conferma nei dati recentemente pubblicati sul sito di Confindustria Dispositivi Medici, che offrono un quadro riassuntivo dei “numeri del settore” relativi al valore della produzione, al mercato italiano, all’import, all’export, alle caratteristiche degli addetti e agli investimenti in R&D, prendendo come riferimento il 2021

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Immagine da Confindustria Dispositivi Medici

L’industria italiana dei medical device, anche in un quadro epidemiologico ancora incerto, è riuscita a superare le difficoltà derivanti dall’emergenza causata dalla comparsa del Sars-Cov2. Tale considerazione trova conferma nei dati recentemente pubblicati sul sito di Confindustria Dispositivi Medici, che offrono un quadro riassuntivo dei “numeri del settore” relativi al valore della produzione, al mercato italiano, all’import, all’export, alle caratteristiche degli addetti e agli investimenti in R&D, prendendo come riferimento il 2021

Come accade da qualche anno a questa parte, Confindustria Dispositivi Medici ha pubblicato l’aggiornamento dei dati relativi al settore italiano dei medical device sul suo sito web. Si tratta di un’importante testimonianza di come questo comparto offra un importante contributo alla crescita dell’economia nazionale nel suo complesso. Ciò anche in considerazione delle recenti polemiche che hanno accompagnato l’entrata in vigore (per ora sospesa) del payback sui medical device, una misura che potrebbe avere un impatto negativo su numerosi player che operano in questo settore.

I dati di quest’ultimo aggiornamento fanno riferimento al 2021, un anno ancora contraddistinto dall’emergenza Covid-19 ma che, soprattutto negli ultimi suoi mesi, ha registrato una certa attenuazione degli effetti della pandemia. Pertanto, il valore della produzione, il numero di addetti, la bilancia commerciale, e gli investimenti in ricerca e innovazione tecnologica hanno risentito di tali evoluzioni.

I dati di mercato dell’industria dei medical device

Il mercato interno dei medical device nel 2021 ha raggiunto 11,6 miliardi di euro, con un incremento del 2,7% rispetto all’anno precedente. Sommando questo dato con quello dell’export, che ha raggiunto i 5,7 miliardi di euro, in aumento del 5,5% rispetto al 2021, il mercato italiano ha raggiunto un valore complessivo di 17,3 miliardi di euro.

Analizzando in profondità il dato relativo al valore del mercato interno, si può osservare che la componente pubblica è stata pari a 9 miliardi di euro, con una crescita del 7,4% rispetto all’anno precedente, mentre la spesa privata in medical device è stata di 2,6 miliardi di euro, in calo del 9,9% rispetto al 2021. Inoltre, la spesa pubblica in medical device è stata pari al 7% della spesa sanitaria pubblica complessiva sostenuta nell’intero anno (era il 5,3% nel 2020).

Il valore delle importazioni ha raggiunto i 9,2 miliardi di euro, in aumento del 8,2% rispetto all’anno precedente. A seguito di questo dato, il saldo della bilancia commerciale dell’industria italiana dei dispositivi medici è risultato essere in passivo per un valore di 3,5 miliardi di euro, un divario che è aumentato del 12,9% rispetto al valore dell’anno prima. I principali mercati di esportazione sono stati rispettivamente USA, Germania e Francia, mentre i principali paesi dai quali provengono le importazioni sono stati, nell’ordine, Paesi Bassi, Germania e Belgio.

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Le caratteristiche delle aziende italiane di medical device

Il numero totale di imprese di medical device presenti in Italia nel 2021 era pari a 4.449 aziende, in calo di 97 unità rispetto all’anno precedente. Di queste aziende 1.555 sono attive nell’ambito della distribuzione, 367 in quello dei servizi, e 2.527 in quello della produzione. A livello dimensionale, il settore è costituito in stragrande maggioranza da piccole e medie imprese, poiché le grandi aziende sono solo il 6,4% del totale.

Ciascuna delle imprese si colloca in uno dei tredici comparti principali che rientrano nel settore dei dispositivi medici, mettendo in evidenza la profonda differenziazione sia di mercato che di prodotto. Di seguito viene riportato l’elenco dei singoli comparti in ordine decrescente di aziende che rientrano in essi:

  • biomedicale (quello numericamente più numeroso): 1269 aziende pari al 28,5% del totale imprese;
  • biomedicale strumentale: 581 aziende pari al 13% del totale;
  • dispositivi a base di sostanze: 501 aziende pari all’11% del totale;
  • elettromedicale e servizi integrati: 344 aziende pari al 7,7% del totale;
  • ausili: 332 aziende pari al 7,5% del totale;
  • diagnostica in vitro: 326 aziende pari al 7,3% del totale;
  • attrezzature tecniche: 311 aziende pari al 7% del totale;
  • home e digital care: 231 aziende pari al 5,2% del totale;
  • dentale: 202 aziende pari al 4,5% del totale;
  • ottica: 182 aziende pari al 4,1% del totale;
  • le restanti 170 aziende rientrano, nell’ordine, nei comparti dei servizi (1,2%), della medicina estetica (0,7%), delle protesi acustiche (0,4%), e della categoria altro (0,8%).

Lo stato dell’occupazione e degli investimenti in R&S

Riguardo il numero complessivo degli addetti al comparto, il totale, sempre al 2021, è stato di 118.837 persone, in aumento di 6.303 unità rispetto al 2020. Quelli attivi in Italia sono il 15,1% del numero totale di addetti nel settore dei medical device presenti in Europa: tale percentuale è leggermente in crescita, poiché nel 2020 essa era pari al 14,42%.

I dati del 2021 confermano ancora una volta che il 65% del totale occupati in imprese di dispositivi medici è concentrato in tre regioni: Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Quest’ultima regione assorbe da sola il 41% del totale dell’occupazione italiana del settore. In leggero aumento la quota di addetti dedicati ad attività di ricerca e sviluppo, che passa dal 7,4% del totale registrato nel 2020 al 7,6% del 2021.

Infine, occorre segnalare il forte impulso che è stato dato agli investimenti in ricerca e sviluppo. Infatti, nel 2021 il loro valore complessivo è stato di 1,4 miliardi di euro, con un aumento di circa 717 milioni di euro rispetto all’anno precedente. In particolare, più di 1,3 miliardi di euro sono stati dedicati alla ricerca di base, alla prototipazione e all’attività brevettuale, mentre 140 milioni di euro sono stati investiti nelle indagini cliniche pre-market e post-market.

Dino Biselli

Fonti Principali
Confindustria Dispositivi Medici – Il settore in numeri anno 2023

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