IQVIA: le potenzialità dei biosimilari
I farmaci biosimilari possono essere un fattore in grado di garantire cure avanzate ai pazienti e, allo stesso tempo, la sostenibilità economica dei sistemi sanitari avanzati. Per sottolineare le loro potenzialità e come poterle “sbloccare”, Murray Aitken, Vibhu Tewary, e Ahmed Abouzid hanno realizzato un paper intitolato “Unlocking Biosimilar Potential – Learnings from Physicians across Therapy Areas” che è è stato pubblicato dall’IQVIA Institute for Human Data Science. Inoltre, attraverso le analisi di due ricerche (oncologi ed immunologi l’una, neurologi l’altra) gli autori hanno riportato quali siano le opinioni dei medici a riguardo
Immagine da IQVIA Institute for Human Data Science

I farmaci biosimilari possono essere un fattore in grado di garantire cure avanzate ai pazienti e, allo stesso tempo, la sostenibilità economica dei sistemi sanitari avanzati. Per sottolineare le loro potenzialità e come poterle “sbloccare”, Murray Aitken, Vibhu Tewary, e Ahmed Abouzid hanno realizzato un paper intitolato “Unlocking Biosimilar Potential – Learnings from Physicians across Therapy Areas” che è stato pubblicato dall’IQVIA Institute for Human Data Science. Inoltre, attraverso le analisi di due ricerche (oncologi ed immunologi l’una, neurologi l’altra) gli autori hanno riportato quali siano le opinioni dei medici a riguardo
Una delle innovazioni terapeutiche, soprattutto per il trattamento di determinate patologie, che sta contribuendo fattivamente alla sostenibilità dei sistemi sanitari è quella dei biosimilari. In Europa in particolare, negli ultimi 15 anni sono stati approvati più di 85 farmaci biosimilari, che hanno fornito più di 4,5 miliardi di ore di trattamento ai pazienti europei. Inoltre, secondo le stime di IQVIA, essi hanno generato un risparmio complessivo per i sistemi sanitari del vecchio continente pari a circa 30 miliardi di euro.
Proprio l’IQVIA Institute for Human Data Science ha pubblicato un paper, redatto da Murray Aitken, Vibhu Tewary, e Ahmed Abouzid ed intitolato “Unlocking Biosimilar Potential – Learnings from Physicians across Therapy Areas”, dedicato all’enorme potenziale che i farmaci biosimilari potrebbero offrire se ne venisse ottimizzato l’utilizzo.
Al fine di comprendere a quali grandezze si sta facendo riferimento, il valore totale del mercato europeo dei biosimilari nel 2021 ha raggiunto 9,7 miliardi di dollari, pari al 37% del mercato totale dei farmaci biologici in termini di giorni di trattamento.
Nei prossimi cinque anni diversi nuovi biosimilari dovrebbero essere lanciati sul mercato, e comprendere quali siano le esperienze dei medici che li hanno già impiegati e le aspettative di coloro che inizieranno ad utilizzarli in futuro sarà utile per lo sviluppo di una competitività sostenibile.
- L’opinione sui biosimilari di oncologi e immunologi
- Le prospettive dei neurologi
- Quali potenzialità per i sistemi sanitari
- I risultati che possono derivare dall’ottimizzazione dei biosimilari
L’opinione sui biosimilari di oncologi e immunologi
Per riuscire ad ottenere questo risultato, nel mese di Settembre 2022, IQVIA ha condotto un’indagine che ha coinvolto 63 oncologi ed immunologi di Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e UK. Lo scopo della ricerca era quello di comprendere quale sia stata l’esperienza di questi professionisti nell’impiego dei biosimilari con i propri pazienti.
Più del 75% dei medici intervistati ha sottolineato di essere moderatamente o molto consapevole delle caratteristiche e delle peculiarità dei biosimilari. La fonte principale di tale “conoscenza” è stata indicata nelle linee guida terapeutiche, seguite dalle riviste mediche e dai consigli e le indicazioni dei colleghi.
Inoltre, il 63% dei medici ha riferito che la loro percezione dei farmaci biosimilari si è evoluta nel tempo, diventando progressivamente molto più positiva rispetto alle proprie opinioni iniziali. Ancora, l’83% dei medici ha riportato di aver maturato una percezione positiva (o molto positiva) dei biosimilari dopo aver accumulato esperienza nel loro utilizzo. Tali dati trovano conferma nel fatto che il 63% dei medici ha affermato di trattare oltre il 50% dei propri nuovi pazienti con biosimilari.
Le prospettive dei neurologi
In parallelo, sempre nel mese di settembre del 2022, IQVIA ha condotto un’altra indagine che ha coinvolto 61 neurologi provenienti dai medesimi paesi di quella descritta in precedenza. Il target degli specialisti in neurologia è stato scelto in quanto essi, fino ad oggi, non hanno avuto nessun biosimilare fra le opzioni terapeutiche a loro disposizione. Tale stato di cose, però sta subendo un cambiamento, in quanto proprio nel corso del 2023 è attesa la disponibilità del biosimilare di natalizumab.
Dall’indagine svolta è emerso che il 54% dei neurologi intervistati si è dichiarato moderatamente o molto informato riguardo i biosimilari in generale e su come impiegarli nella loro area terapeutica di competenza. Inoltre, ben il 70% ha espresso una percezione positiva o molto positiva dei farmaci biosimilari, indipendentemente dal fatto di aver sperimentato o meno un loro uso diretto.
Anche in questo caso, i neurologi intervistati si dichiarano pronti ad utilizzare i biosimilari quando questi saranno disponibili sul mercato. Inoltre, il 48% di loro prevede addirittura di utilizzarli in oltre il 50% dei propri pazienti. In più, l’80% dei neurologi nutre molte aspettative positive sull’impatto che i farmaci biosimilari potranno avere nel trattamento della sclerosi multipla, tanto da essere in attesa delle linee guida aggiornate con le indicazioni relative al loro impiego.
Quali potenzialità per i sistemi sanitari
Ciò che appare chiaro dai dati forniti da queste due indagini condotte da IQVIA, e dalle considerazioni che da essi derivano, è una generale e progressiva attenuazione delle preoccupazioni dei clinici sulla bio-comparabilità dei biosimilari con i farmaci di riferimento. Questa tendenza, nel caso di oncologi ed immunologi, è dovuta principalmente alla maggior esperienza acquisita nell’uso di questo tipo di farmaci. Tuttavia, come testimoniato da molti dei medici che hanno preso parte alle rilevazioni, l’apprendimento peer-to-peer può essere un valido aiuto per aumentare la fiducia nell’uso di questa tipologia di farmaci.
La governance clinica dei sistemi sanitari dovrà quindi prendere in seria considerazione questi approcci, così da migliorare la formazione dei medici e garantire un mercato sostenibile per i biosimilari. Infatti, man mano che sempre più specialisti acquisiranno esperienza con essi, il risparmio in termini di costi per i sistemi sanitari saranno sempre maggiori.
Ad esempio, si stima che in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito i farmaci generici e biosimilari che dovrebbero essere lanciati nei prossimi cinque anni per il trattamento della sclerosi multipla potrebbero ridurre i costi, rispetto a quelli attuali, nell’ordine di 4,5-5,5 miliardi di euro.
I risultati che possono derivare dall’ottimizzazione dei biosimilari
Questi risparmi, poi, potranno essere reinvestiti per migliorare l’accesso ai farmaci biologici esistenti e finanziare la ricerca di nuovi trattamenti. Oppure, potrebbero essere destinati all’implementazione di una migliore assistenza sanitaria, sia a livello ospedaliero che territoriale.
Ciò detto, questo report di IQVIA dovrebbe far comprendere quanto sia necessario fare tesoro degli insegnamenti tratti dall’esperienza dei medici sul campo. Solo attraverso la capacità di comprensione e di utilizzo che essi saranno in grado di mettere in atto, sarà possibile ottimizzare l’uso dei biosimilari e fare in modo che il mercato diventi sostenibile.
Non essere in grado (o, peggio, non avere la volontà) di agire in base su tali basi, significherebbe perdere un’importante opportunità per rendere sostenibile la spesa farmaceutica nell’ambito dei sistemi sanitari.
Dino Biselli

