Le prime dieci M&A nel pharma del 2022
Nel 2022 le operazioni di fusione e acquisizione nel comparto farmaceutico hanno realizzato un controvalore di 65 miliardi di dollari a livello globale, ben al di sotto delle potenzialità del settore e delle aspettative che si erano suscitate ad inizio anno. E’ da questo dato che parte il report “The top 10 biopharma M&A deals of 2022”, pubblicato da Fierce Pharma, attraverso il quale la nota rivista online statunitense specializzata nel life science descrive le prime dieci operazioni di fusione e acquisizione a livello globale in ordine di valore

Nel 2022 le operazioni di M&A (fusione e acquisizione) nel comparto farmaceutico hanno realizzato un controvalore di 65 miliardi di dollari a livello globale, ben al di sotto delle potenzialità del settore e delle aspettative che si erano suscitate ad inizio anno. E’ da questo dato che parte il report “The top 10 biopharma M&A deals of 2022”, pubblicato da Fierce Pharma, attraverso il quale la nota rivista online statunitense specializzata nel life science descrive le prime dieci operazioni di fusione e acquisizione a livello globale in ordine di valore
Il 2022 prometteva di essere un anno di svolta nelle fusioni e acquisizioni in ambito farmaceutico. Ciò in ragione della stima della liquidità potenzialmente disponibile posseduta complessivamente dalle aziende del farmaco, valutata essere pari a circa 1,7 trilioni di dollari. Invece, come ben sottolineato dall’articolo “The top 10 biopharma M&A deals of 2022”, redatto da Eric Sagonowsky, Kevin Dunleavy, Fraiser Kansteiner, Angus Liu e Zoey Becker, e pubblicato da Fierce Pharma, tutte le aspettative di importanti movimenti societari nel comparto biofarmaceutico sono andate deluse.
Il valore complessivo delle operazioni M&A del 2022
Infatti, le dieci maggiori operazioni di M&A nel settore biofarmaceutico portate a termine nel 2022 hanno realizzato un controvalore complessivo pari a circa 65 miliardi di dollari. Un risultato sicuramente in crescita rispetto ai 53 miliardi di valore relativi agli accordi realizzati nel corso del 2021. Tuttavia, è un valore molto lontano da quello del 2020, quando il controvalore complessivo delle operazioni è ammontato a 97 miliardi di dollari. Se poi si prende in considerazione il 2019, il controvalore delle fusioni e acquisizioni in quell’anno è stato di oltre 200 miliardi di dollari.
Poco prima della pandemia, infatti, sono state portate a termine due mega operazioni. La principale ha visto Bristol Myers Squibb acquisire Celgene per 74 miliardi di dollari. La seconda ha visto come protagonista AbbVie che ha incamerato Allergan con circa 63 miliardi di dollari di esborso.
Oggi questi megadeals paiono essere diventati di difficile attuazione. Questo perché gli enti regolatori dell’antitrust, ed in particolare la Federal Trade Commission degli USA, hanno iniziato a porre sempre maggiori condizioni per consentirne la loro attuazione. Infatti, a causa delle dimensioni dei soggetti coinvolti, questo tipo di operazioni potrebbero danneggiare la concorrenza e determinare un aumento dei prezzi dei farmaci.
Le prime dieci operazioni di fusione e acquisizione del 2022
Ma quali sono state le maggiori operazioni di M&A che hanno avuto luogo a livello globale nel corso del 2022? Ecco riportate qui di seguito, in ordine decrescente, le prime dieci operazioni descritte nel report di Fierce Pharma.
1 – Amgen e Horizon Therapeutics
A dicembre 2022 Amgen ha acquisito Horizon Therapeutics per 27,8 miliardi di dollari realizzando, in extremis, la più importante operazione dell’anno.
2 – Pfizer e il franchising CGRP di Biohaven
Preceduta da un accordo di marketing, l’operazione che ha visto l’acquisizione del franchising CGRP di Biohaven da parte di Pfizer ha avuto un controvalore di 11,6 miliardi di dollari.
3 – Pfizer e Global Blood Therapeutics
Nel mese di agosto 2022, dopo una lunga gara di offerte con Johnson & Johnson, Pfizer ha concluso l’acquisizione di Global Blood Therapeutics per un controvalore di 5,4 miliardi di dollari.
4 – Bristol Myers Squibb e Turning Point Therapeutics
Si tratta di un’operazione che ancora oggi presenta delle incognite, ma solo il tempo potrà dire se i 4,1 miliardi di dollari messi sul piatto da BMS per acquisire Turning Point Therapeutics saranno stati in grado di generare il valore atteso.
5 – Amgen e Chemocentryx
Dopo anni accordi contraddistinti da accelerazioni e frenate, Amgen è riuscita finalmente ad acquisire ChemoCentryx, innovativa azienda biofarmaceutica, per un controvalore di 3,7 miliardi di dollari.
6 – Biocon e la divisione biosimilari di Viatris
Avendo già collaborato in passato con Mylan, l’azienda che con la divisione di farmaci generici di Pfizer ha dato vita a Viatris, per Biocon è stato abbastanza naturale acquisire, per 3 milioni di dollari, la pipeline dei biosimilari di Viatris quando quest’ultima ha deciso di metterla in vendita.
7 – GSK e Affinivax
Dopo anni di una strategia di M&A improntata ad un sostanziale immobilismo, GSK ha cambiato la sua politica in materia di acquisizioni. Una delle operazioni che hanno sancito questo cambio di passo è stata proprio il merge con Affinivax del valore di 2,1 miliardi di dollari.
8 – GSK e Sierra Oncology
L’accordo con Sierra Oncology è stato il primo ha sancire il nuovo corso in termini di M&A di GSK. L’azienda biofarmaceutica britannica è riuscita a realizzare questa operazione con un esborso di 1,9 miliardi di dollari.
9 – UCB e Zogenix
La società biofarmaceutica Zogenix si è messa sul mercato e dalla gara che ne è derivata è emersa come vincitrice UCB. La multinazionale belga ha acquisito Zogenix per un controvalore di 1,76 miliardi di dollari.
10 – Sumitomo e Myovant
Negli ultimi anni le aziende giapponesi sono state protagoniste di numerose operazioni di fusioni e acquisizioni. Ciò ha rappresentato un cambio di strategia epocale per l’industria biofarmaceutica nipponica, tradizionalmente non molto incline a questo genere di accordi. Nel 2022 la più grande operazione che ha coinvolto una multinazionale biofarmaceutica giapponese è stata quella che ha visto Sumitomo acquisire Myovant per un controvalore di 1,7 miliardi di dollari.
Dino Biselli
