Redditività R&D del pharma: report Deloitte

Si sta registrando un rallentamento nella redditività della ricerca  e sviluppo in ambito farmaceutico: è questa la sintesi molto breve dei contenuti della tredicesima edizione del report intitolata “Seize the digital momentum: Measuring the return from Pharmaceutical Innovation” pubblicata da Deloitte. Aumento dei costi, tempi di ricerca più lunghi e valore delle vendite in calo stanno incidendo sulla capacità di creare reddito da parte della ricerca biofarmaceutica, e per cercare di contrastare questa tendenza occorre puntare sulla digitalizzane, sulla creazione di reti di sperimentazione clinica e sulla sostenibilità ambientale delle ricerca.

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Redditività R&D del pharma: report Deloitte
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Si sta registrando un rallentamento nella redditività della ricerca  e sviluppo in ambito farmaceutico: è questa la sintesi molto breve dei contenuti della tredicesima edizione del report intitolata “Seize the digital momentum: Measuring the return from Pharmaceutical Innovation” pubblicata da Deloitte – Center for Health Solutions. Aumento dei costi, tempi di ricerca più lunghi e valore delle vendite in calo stanno incidendo sulla capacità di creare reddito da parte della ricerca biofarmaceutica, e per cercare di contrastare questa tendenza occorre puntare sulla digitalizzazione, sulla creazione di reti di sperimentazione clinica e sulla sostenibilità ambientale delle ricerca.

Per il settore farmaceutico la ricerca e sviluppo è una delle funzioni aziendali di importanza strategica. Una conferma in tal senso è stata offerta dalla realizzazione dei vaccini anti Covid-19: sviluppati e prodotti in tempi record, hanno rappresentato un elemento essenziale per superare l’emergenza dovuta alle diffusione della pandemia.

Nonostante ciò, la tredicesima edizione del report Seize the digital momentum: Measuring the return from Pharmaceutical Innovation relativa al 2022 e realizzata da Deloitte Center for Health Solutions, mette in evidenza come le aziende farmaceutiche abbiano una certa difficoltà nel mantenere il medesimo livello di produttività nella ricerca clinica raggiunto nel 2021.

 

Investimenti, vendite e tempistiche della ricerca clinica

Analizzando i dati contenuti nel documento nel 2022 l’ammontare degli investimenti in R&D realizzati dalle prime 20 aziende biofarmaceutiche a livello globale è stato pari a 139 milioni di dollari. Si tratta di un volume di investimenti inferiore di circa il 2% rispetto a quello elargito per il medesimo capitolo di spesa nel 2021. In termini assoluti la spesa dello scorso anno è stata di 141 milioni di dollari.

Ciò conferma che gli investimenti totali in ricerca sono oggi superiori di circa 30 milioni di dollari rispetto a prima della pandemia. Infatti, la spesa in R&D nel 2019 ammontava complessivamente a 109 miliardi. Una cifra che l’anno seguente ha raggiunto un totale di 110,5 milioni di dollari.

Interessante è anche l’evoluzione del costo medio per lo sviluppo di un singolo prodotto, dalla sua scoperta al lancio, passando per tutti i test pre-clinici e clinici previsti nel percorso di ricerca e per quello autorizzativo. Nel 2022 esso è stato di 2,284 miliardi di dollari, con un incremento di 298 milioni di dollari rispetto a quello medio registrato nel 2021. In pratica, il costo medio è ritornato ad essere in linea con i dati del 2018-2020, incremento associato all’aumento della durata media del ciclo di sviluppo dei prodotti. Ciò perché questi ultimi non hanno più usufruito dell’accelerazione regolatoria introdotta in risposta a Covid-19.

Di contro, nel 2022 il valore medio delle vendite previste per singolo prodotto della pipeline è stato pari a 389 milioni di dollari. Si tratta di un decremento di 111 milioni rispetto al picco di 500 milioni di dollari del 2021. Questo calo ha riportato il valore medio delle vendite agli stessi livelli del 2020. Esso è stato determinato dal numero elevato di beni di alto valore che hanno lasciato la pipeline nel corso degli scorsi dodici mesi.

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Il tasso di rendimento interno medio (IRR)

Dalle informazioni sopra riportate, appare evidente un ritorno ai quei trend che stavano caratterizzando gli investimenti in ricerca e sviluppo del settore farmaceutico prima della diffusione a livello globale del virus Sars-Cov2. Un’ulteriore conferma in tal senso è offerta dal tasso di rendimento interno medio. L’IRR è un indicatore della redditività della ricerca e sviluppo che si determina tenendo conto del costo medio sostenuto per lo sviluppo di un prodotto e delle vendite medie previste di tale prodotto al momento del rilascio dello stesso sul mercato.

Nello specifico, nel 2022 l’IRR è sceso all’1,2% con una sensibile diminuzione rispetto al picco del 2021, pari al 6,8%, reso possibile principalmente grazie all’elevata entità delle risorse messe in campo a seguito della pandemia.

Quindi, l’aumento dei costi nella realizzazione di un asset farmaceutico, unito al ritorno a tempistiche di implementazione pre-pandemia e ad una previsione delle vendite medie inferiore rispetto al 2021, rischiano di impattare pesantemente sulla redditività delle attività di ricerca e sviluppo.

 

Importanza di digitalizzazione e sostenibilità ambientale dei clinical trials secondo Deloitte

Per poter affrontare questa dinamica sfavorevole per la realizzazione di nuovi investimenti, il report di Deloitte sottolinea l’importanza ricoperta dalla digitalizzazione dei processi di R&D. Ciò perché, attraverso l’innovazione tecnologica, fattore che ha subito una forte accelerazione durante la pandemia, sarà possibile rafforzare la raccolta e l’analisi di dati utili per realizzare le sperimentazioni cliniche decentralizzate.

Un’altra strategia da poter seguire per migliorare la redditività della ricerca è quella dell’ampliamento della diversità degli studi clinici, affinché ai pazienti sia garantita l’equità e il miglioramento dei risultati clinici. Un altro punto che viene sottolineato è l’opportunità di orientare le proprie preferenze verso attività di ricerca e sviluppo sostenibili dal punto di vista ambientale, garantendo però che, al tempo stesso, migliorino l’efficienza.

 

Come sarà il futuro della R&D farmaceutica secondo Deloitte

In più, nel report di Deloitte viene delineato un possibile futuro per le sperimentazioni cliniche. In particolare, si prevede che con l’adozione del decentramento della sperimentazione come prassi, i clinical trials virtuali in futuro comporteranno un onere minore per i pazienti. Non solo: allo stesso tempo, essi forniranno un’enorme quantità di dati in seguito a una maggior frequenza ed un elevato volume di misurazioni.

Con la digitalizzazione e la conseguente “domiciliazione” della maggior parte delle attività correlate all’esecuzione degli studi clinici, la loro redditività e l’efficienza miglioreranno in modo sostanziale, riducendo, di conseguenza i costi necessari per lo sviluppo di farmaci.

Infine, la creazione di reti di sperimentazione clinica e la collaborazione lungo tutto l’ecosistema sanitario saranno i pilastri su cui si fonderà la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci nel prossimo futuro.

 

Dino Biselli

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