Nomisma: le “Fab13” continuano a crescere
Le Fab13, le tredici aziende farmaceutiche a capitale italiano che sono parte di Farmindustria, nel corso degli anno hanno dimostrato una buona capacità di crescita, confermata da un aumento dell’export e degli investimenti. Il rapporto stilato dall’Osservatorio Nomisma “Le Fab13: la farmaceutica a capitale italiano”, mette in luce anche come, a livello occupazionale, il numero di addetti diretti, indiretti, e dell’indotto impegnate nel contribuire alla produzione di queste particolare aziende del farmaco e pari a 60.000 unità

Le Fab13, le tredici aziende farmaceutiche a capitale italiano che sono parte di Farmindustria, nel corso degli anni hanno dimostrato una buona capacità di crescita, confermata da un aumento dell’export e degli investimenti. Il rapporto stilato dall’Osservatorio Nomisma “Le Fab13: la farmaceutica a capitale italiano”, mette in luce anche come, a livello occupazionale, il numero di addetti diretti, indiretti, e dell’indotto impegnate nel contribuire alla produzione di queste particolare aziende del farmaco e pari a 60.000 unità
Continuano a non avere una dimensione comparabile a quelle che caratterizzano le Big Pharma, sono ancora caratterizzate da un azionariato e da una gestione di tipo familiare, e nel corso del tempo hanno rafforzato ancora di più il loro legame con il tessuto economico sociale italiano. In pratica, dopo essere passato qualche anno da quando sul blog è stato pubblicato l’articolo “Le Fab13 descritte da Nomisma”, l’identità delle Fab13 non ha subito variazioni di rilievo.
Soprattutto, non pare essere venuta meno quella capacità di rispondere alle avversità che hanno permesso ad Abiogen Pharma, Alfasigma, Angelini, Chiesi, Dompé, Ibn Savio, Italfarmaco, Kedrion, Mediolanum, Menarini, Molteni, Recordati e Zambon di essere fra le protagoniste dell’industria farmaceutica nazionale. Tale constatazione si fonda sulle cifre e sulle analisi contenute nell’Osservatorio Nomisma “Le Fab13: la farmaceutica a capitale italiano”.
- I risultati ottenuti dalle Fab13e
- I dati sull’occupazione delle Fab13
- La rilevanza delle aziende farmaceutiche a capitale italiano
I risultati ottenuti dalle Fab13
Infatti, nel 2022 le tredici aziende farmaceutiche a capitale italiano, di dimensioni medio-grandi, nel loro insieme hanno realizzato un giro d’affari pari a 14,3 miliardi di euro. Ciò corrisponde ad un tasso di crescita dei ricavi del 12,6% rispetto al 2021. Il 72,6% del totale delle vendite è realizzato all’estero, e vi è stata una crescita dell’export del 14,9% nell’ultimo anno. Un processo di internazionalizzazione in continua progressione poiché la quota estera è passata dal 52% del 2007 al 67% del 2017 del fatturato totale.
Inoltre, nel report si sottolinea l’elevata propensione agli investimenti delle Fab13, il cui valore nel 2022 ammontava a 3,4 miliardi di euro. Un aumento del 25% rispetto al livello di investimenti del 2021, e un’incidenza sui ricavi annuali pari al 23,7%. Nello specifico, 1,6 miliardi di euro sono stati investimenti a sostegno dell’attività di R&S, con un incremento del 14,5% rispetto all’anno precedente. 1,3 miliardi di euro, invece, sono stati impiegati per l’acquisizione di aziende, prodotti e licenze, con un balzo del +50% rispetto al 2021.
Riguardo il trend di spesa in R&S, l’Osservatorio Nomisma evidenzia come, nell’ultimo triennio, vi sia stata un’accelerazione negli investimenti in questo ambito. Infatti, se l’investimento medio annuo nel periodo 2010-2019 si è attestato a circa 723 milioni di euro, tra il 2020 e il 2022 tale importo ha raggiunto 1.404 milioni. Inoltre, nell’ultimo triennio il ritmo medio di crescita degli investimenti in R&S è stato del 13,5%. Inoltre, l’incidenza degli investimenti in R&S sui ricavi è passata dal 8,1% nel 2019 al 11,1% nel 2022.
Ciò dimostra che le difficoltà economiche occorse in questo periodo, a causa della pandemia e delle incertezze geopolitiche, non hanno scalfito né la capacità né la volontà delle aziende farmaceutiche a capitale italiano di investire nello sviluppo dei loro prodotto e nell’innovazione dei processi.
I dati sull’occupazione delle Fab13
Per quel che riguarda l’occupazione, nel 2022 le fab 13 hanno impiegato complessivamente 43.736 addetti nel mondo (+1,3% rispetto al 2021), di cui 14.534 unità in Italia. Gli addetti nelle filiali e negli impianti situati negli Stati esteri sono, nella maggioranza dei casi, delle figure commerciali. Di contro, il personale occupato in Italia, dove sono presenti molti headquarters e sedi di processi decisionali e strategici, è impegnato nella ricerca e sviluppo e nell’ambito produttivo.
Infine, Nomisma, attraverso l’utilizzo delle Tavole Input Output, ha stimato quale sia l’impatto indiretto, a livello occupazionale, sul sistema Paese da parte delle Fab13. Da queste analisi risulta che quasi 21 mila addetti sono riconducibili in via indiretta alle attività delle tredici aziende a capitale italiano. A questi si aggiungono altri 24 mila occupati per l’effetto indotto. In pratica la stima definitiva del totale degli impiegati, direttamente o indirettamente, lungo le attività della filiera farmaceutica raggiunge quasi 60 mila addetti.
La rilevanza delle aziende farmaceutiche a capitale italiano
Tali dati permettono di comprendere quale sia la rilevanza di questo gruppo di imprese del farmaco a capitale italiano nell’insieme dell’industria farmaceutica italiana, uno dei comparti più importanti e vitali dell’industria manifatturiera nazionale. L’impatto indiretto che si genera sulla rete di fornitura e sui settori che partecipano alla filiera di produzione e commercializzazione di un farmaco è infatti molto rilevante. Basti pensare che fornitori di prodotti chimici di base e aziende di imballaggio e confezionamento dei prodotti farmaceutici sono realtà produttive del nostro paese che rappresentano un vanto di eccellenza produttiva a livello globale.
Le prossime sfide che attendono le Fab13 sono le biotecnologie, le terapie geniche e la digitalizzazione di processi e della sanità. Tutte opportunità che queste aziende dovranno saper cogliere per continuare a competere e a crescere.
Dino Biselli
