Nuovi modelli organizzativi delle aziende healthcare
Un’indagine condotta da Job In Pharma, in collaborazione con KeyPartners, e presentata durante il Job In Pharma Summit promosso da Edra, ha evidenziato come oggi le aziende in ambito life sciences siano impegnate nella ridefinizione dei loro modelli organizzativi allo scopo di rispondere meglio ai nuovi bisogni di salute. Evoluzione delle competenze e digitalizzazione dei processi sono gli elementi ritenuti più importanti per ottenere tale obiettivo, mentre il senso di appartenenza e l’upskilling sono i fondamenti su cui si basa l’evoluzione del modello organizzativo aziendale in questa fase storica

Un’indagine condotta da Job In Pharma, in collaborazione con KeyPartners, e presentata durante il Job In Pharma Summit promosso da Edra, ha evidenziato come oggi le aziende in ambito life sciences siano impegnate nella ridefinizione dei loro modelli organizzativi allo scopo di rispondere meglio ai nuovi bisogni di salute. Evoluzione delle competenze e digitalizzazione dei processi sono gli elementi ritenuti più importanti per ottenere tale obiettivo, mentre il senso di appartenenza e l’upskilling sono i fondamenti su cui si basa l’evoluzione del modello organizzativo aziendale in questa fase storica.
Sia l’industria farmaceutica che quella dei dispositivi medici si trovano oggi ad affrontare dei cambiamenti epocali. Non si tratta di tendenze e fattori che rappresentano un’assoluta novità. Infatti sono trend già in essere dagli anni passati, come ad esempio la digitalizzazione, la carenza di competenze, la ricerca clinica. La pandemia, e l’emergenza che ne è derivata, hanno rappresentato un fattore di accelerazione nell’offerta di soluzioni a tali criticità.
Ciò ha reso necessario, da parte delle aziende attive nel life sciences, l’avvio di un ripensamento dei modelli manageriali, delle strutture organizzative e degli strumenti utili per la valorizzazione del capitale umano dell’intero settore. Questi temi sono stati approfonditi durante il Job In Pharma Summit, evento promosso da Edra con il patrocinio di Farmindustria e della Fondazione Telethon.
L’esigenza di adattare l’organizzazione e la strategia delle organizzazioni farmaceutiche è emersa in modo chiaro dai dati da un’indagine proprio di Job In Pharma. Condotta in collaborazione con KeyPartners, essa è intitolata “Nuovi modelli organizzativi e nuove esigenze delle aziende – Indagine CEO e HDR 2023”, ed è stata presentata da Lucia Miceli ed Enrico Gambardella.
- I risultati della ricerca sui modelli organizzativi
- Le priorità che le direzioni si attendono di dover affrontare
- Le sfide per la funzione HR
I risultati della ricerca sui modelli organizzativi
L’indagine, che ha coinvolto oltre 400 CEO e HR Partners, ha messo in luce come oggi la quasi totalità delle aziende life science sono impegnate nella ridefinizione dei modelli organizzativi. Infatti, ben il 96% delle imprese attive in ambito healthcare sta operando in tal senso, con il 53% delle aziende che hanno deciso di agire autonomamente e il 43% di ricorrere al supporto di consulenti esperti di organizzazione e processi aziendali.
Le competenze e la loro evoluzione sono considerate l’elemento più importante per lo sviluppo dei nuovi modelli organizzativi. Infatti, la media di adesione su tale punto è stata pari a 3,31 su un punteggio massimo pari a 4, mentre il 50% del campione lo ha indicato al primo posto fra quelli sottoposti alla sua attenzione. Importanti anche i livelli di adesione ricevuti dal fattore relativo alla digitalizzazione dei processi, che ha ottenuto una media di 2,83 ed è stata selezionata come prima scelta dal 30% del campione.
Ma, tenendo conto del momento storico attuale, in ambito aziendale su quali fondamenta si possono far poggiare tali elementi di sviluppo dei modelli organizzativi? A questa domanda il 57% panel intervistato ha ritenuto che il senso di appartenenza al proprio posto di lavoro sia la base su cui strutturare la nuova organizzazione aziendale, raggiungendo un grado di adesione di 4,25 su un massimo di 5.
Il secondo elemento maggiormente preso in considerazione su cui basare lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi è l’upskilling. Infatti, il 15% del campione lo ha selezionato come prima opzione, mentre il grado di adesione medio è stato di 3,5. Altro fondamento considerato è stata la corporate responsibility: il 13% degli intervistati lo ha segnalato come primo elemento, con un tasso di adesione di 2,89.
Le priorità che le direzioni si attendono di dover affrontare
L’adozione di nuovi modelli organizzativi richiede anche che i vertici aziendali stabiliscano quali azioni intraprendere e una loro scala delle priorità. Uno dei quesiti posto al campione che ha partecipato alla ricerca condotta da Job in Pharma ha riguardato proprio questo argomento.
La priorità maggiormente segnalata dai rispondenti è stata quella relativa alla comprensione dei bisogni del contesto e dello sviluppo di risposte adeguate. Infatti, il 36% del campione l’ha selezionata come prima risposta e il grado di adesione è stato pari a 3,6 su una scala che va da 1 a 5. A breve distanza è seguita dalla necessità di coniugare la missione aziendale con lo sviluppo del contesto sociale in cui opera l’azienda con il 32% di scelta come prima risposta e 3,21 come grado di adesione. Infine, anche la priorità di incentivare l’evoluzione delle competenze utili per affrontare le sfide attuali ha ottenuto un grado di adesione di 3,21, nonostante l’indicazione come primo voto sia avvenuta solamente nel 19% dei casi.
Le sfide per la funzione HR
Infine, attraverso una domanda dedicata espressamente agli HR Director si è affrontato il tema delle principali sfide che l’evoluzione del modello organizzativo aziendale pone al loro ruolo. L’organizzazione in modo tempestivo delle competenze necessarie in risposta all’evoluzione del contesto è stato il prossimo impegno maggiormente citato come primario, con il 34% del campione, nonché quello che ha ottenuto la maggior adesione, con un punteggio di 2,88 in una scala che va da 1 a 4.
Lo sviluppo di nuove strategie di employer branding allo scopo di rendere l’azienda più attrattiva per i talenti del settore è stata la seconda attività maggiormente votata al primo posto, da parte del 30% del campione, ottenendo un grado di adesione pari a 2,72. Rilevanti anche la citazione in prima posizione, con il 28%, e il grado di adesione, pari a 2,52, della sfida consistente nel riforgiare una nuova cultura aziendale nell’era del lavoro ibrido.
Dino Biselli

