Spesa in digital health in aumento (lento)
Cybersecurity, Cartella Clinica Elettronica, integrazione fra sistemi nazionali e regionali, telemedicina e altro ancora: quelli elencati sono solo alcuni degli ambiti di investimento in sanità digitale che le strutture sanitarie italiane intendono intraprendere nel 2023. Tuttavia, i dati mostrati durante il convegno dal titolo “Sanità Digitale: vietato fermarsi!”, organizzato dall’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, riportano sì una spesa in digital health alta come mai finora, ma ben al di sotto delle attese che si sono generate a seguito della pandemia e ai progetti contenuti nel PNRR…
Immagine di Osservatori Digital Health

Cybersecurity, Cartella Clinica Elettronica, integrazione fra sistemi nazionali e regionali, telemedicina e altro ancora: quelli elencati sono solo alcuni degli ambiti di investimento in sanità digitale che le strutture sanitarie italiane intendono intraprendere nel 2023. Tuttavia, i dati mostrati durante il convegno dal titolo “Sanità Digitale: vietato fermarsi!”, organizzato dall’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, riportano sì una spesa in digital health alta come mai finora, ma ben al di sotto delle attese che si sono generate a seguito della pandemia e ai progetti contenuti nel PNRR…
Cresce, ma in misura minore rispetto a quelle che erano le aspettative anche solo di un anno fa. E’ questo uno dei messaggi emersi durante il convegno “Sanità Digitale: vietato fermarsi!” organizzato dall’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano. Un appuntamento diventato consuetudine, non solo per le premiazione dei vincitori del Premio Innovazione Digitale in Sanità 2023, ma anche per la condivisione della dei risultati della ricerca realizzata dall’Osservatorio.
- I contenuti dell’Osservatorio Sanità Digitale
- Gli investimenti in digital health previsti dalle strutture sanitarie
- La digital health per i pazienti
- Lo stato della diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico
I contenuti dell’Osservatorio Sanità Digitale
Il dato principale che il Professor Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Sanità Digitale, ha mostrato durante la sua presentazione è il valore della spesa in sanità digitale realizzata in Italia nel 2022: 1,8 miliardi di euro. Si tratta di un livello superiore del 7% rispetto a quanto sborsato nel 2021, quando tale cifra era pari a 1,69 miliardi di euro. Inoltre, il livello raggiunto nel 2022 segna il nuovo massimo mai registrato fino ad oggi per la spesa italiana in digital health.
Apparentemente tale dato pare essere positivo, ma nel suo commento il Professor Corso ha sottolineato come, almeno fino a questo momento, non vi è alcuna accelerazione nel finanziamento di tale capitolo di spesa, nonostante quanto previsto dallo Missione 6 Salute del PNRR. Inoltre, l’utilizzo delle risorse legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si sta rivelando una sfida ardua, visti i ritardi che si stanno accumulando nella sua esecuzione.
Entrando nel dettaglio, i principali destinatari della spesa in sanità digitale del 2022 sono state principalmente le strutture sanitarie, che hanno impiegato 1,3 miliardi di euro delle risorse totali. Seguono poi le Regioni, con una spesa di 420 milioni, gli MMG con 77 milioni, ed infine, il Ministero della Salute con 21,1 milioni di euro.
Gli investimenti in digital health previsti dalle strutture sanitarie
Da un’indagine condotta su 72 strutture sanitarie sono poi emersi quali saranno gli ambiti di investimento previsti per il 2023. Il 58% del campione ha dichiarato che investirà in cybersecurity e nell’adeguamento al GDPR, il 54% nell’implementazione della Cartella Clinica Elettronica, e il 51% nell’integrazione con sistemi regionali e/o nazionali. Meno citate, invece, alcune voci relative a servizi rivolti direttamente al cittadino: infatti, solo il 49% del campione ha fatto riferimento ai servizi digitali al cittadino, e il 46% ai servizi di telemedicina.
Sempre con riguardo agli investimenti previsti per l’anno in corso, il 36% del campione di strutture sanitarie ha dichiarato che l’investimento per l’implementazione delle Cartelle Cliniche Elettroniche sarà effettuato attraverso l’impiego dei fondi messi a disposizione dal PNRR. Il 32% ha indicato che farà ricorso a tali risorse per la realizzazione dell’integrazione con sistemi regionali e/o nazionali, percentuale che scende al 26% per servizi digitali al cittadino e per quelli di telemedicina.
In aggiunta a ciò, il campione di strutture sanitarie ha indicato quelle che sono le barriere all’innovazione digitale. Per il 58% di esse le risorse economiche destinate a tale scopo sono troppo scarse, mentre per il 52% la cultura digitale presente all’interno dell’organizzazione della propria struttura è limitata. Il 49% delle strutture sanitarie, inoltre, dichiara che non è chiaro come poter utilizzare le risorse messe a disposizione del PNRR, e il 48% segnala che mancano le competenze necessarie per poter utilizzare gli strumenti digitali.
La digital health per i pazienti
Di molto interesse anche i risultati di una ricerca svolta sui pazienti relativamente ad alcune delle tecnologie di supporto a domicilio. Alcune di esse sono già abbastanza diffuse: in particolare le App per la salute sono utilizzate dal 38% dei pazienti cronici o con problematiche gravi. Inoltre, il 29% del campione ha dichiarato di impiegare già dei dispositivi indossabili per il monitoraggio dei parametri clinici.
Alla domanda relativa a quali tecnologie i pazienti sono interessati ad utilizzare in futuro, il 49% di essi ha dichiarato il proprio interesse per le tecnologie di realtà virtuale o aumentata, il 48% per i sensori di monitoraggio ambientale, il 47% per gli assistenti vocali che forniscono informazioni e supporto in ambito salute, ed infine il 42% per i robot assistivi.
Lo stato della diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico
Fra le varie sessioni di approfondimento che si sono tenute durante la conferenza, quella relativa al Fascicolo Sanitario Elettronico ha permesso, attraverso i dati di una rilevazione condotta in collaborazione con Doxa Pharma, di apprendere quale sia l’attuale stato di diffusione nell’utilizzo di questo importante strumento. Dai dati rilevati è emerso che l’impiego del FSE da parte di cittadini e pazienti nell’ultimo anno si è stabilizzato rispetto all’incremento riscontrato durante il periodo pandemico.
Fra i cittadini in generale, il 77% dei rispondenti ha affermato di averlo utilizzato per l’accesso ai certificati vaccinali, mentre il 31% ha dichiarato di aver fatto ricorso al FSE per accedere alle ricette elettroniche e per prenotare esami e visite, e il 26%, infine, per accedere ai referti. Fra i pazienti invece, quest’ultima funzione è quella ad essere maggiormente utilizzata (il 75%) seguita a stretto giro dall’accesso alle ricette elettroniche (74%). Inoltre, l’utilizzo del fascicolo per l’accesso ai certificati vaccinali è stato effettuato dal 58% dei pazienti, mentre il 46% ha dichiarato di utilizzarlo per la prenotazione di esami e visite.
Infine, tra i servizi più interessanti per il futuro il campione intervistato ha segnalato, per il 67%, la possibilità di visualizzare l’andamento dei propri parametri clinici e, per il 65%, l’opportunità di consultare informazioni specifiche sulla propria patologia.
Dino Biselli

