Il report di Assosalute sul mercato SOP

Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, che riunisce le aziende italiane e internazionali che producono e commercializzano in Italia farmaci di automedicazione, nelle scorse settimane ha rilasciato la nuova edizione del rapporto “Numeri e indici dell’automedicazione”, che riporta dati e cifre relative al mercato e al suo andamento, sia in Italia che in Europa, per il 2022. Il comparto italiano dei farmaci SOP continua a riportare buoni dati di crescita e le prospettive per i prossimi anni paiono essere positive.

Il report di Assosalute sul mercato SOP

Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, che riunisce le aziende italiane e internazionali che producono e commercializzano in Italia farmaci di automedicazione, nelle scorse settimane ha rilasciato la nuova edizione del rapporto “Numeri e indici dell’automedicazione”, che riporta dati e cifre relative al mercato e al suo andamento, sia in Italia che in Europa, per il 2022. Il comparto italiano dei farmaci SOP continua a riportare buoni dati di crescita e le prospettive per i prossimi anni paiono essere positive.

La voce dei farmaci senza obbligo di prescrizione (SOP) rappresenta oggi una componente importante della spesa farmaceutica totale. Ciò vale sia per la spesa europea in generale sia per quella italiana in particolare. Questo è il principale dato di partenza contenuto nell’edizione 2023 del rapporto “Numeri e indici dell’automedicazione” realizzato e pubblicato dal Centro Studi di Federchimica Assosalute.

Il documento di Assosalute è suddiviso in cinque capitoli che, come già avvenuto nelle edizioni precedenti, analizzano l’andamento nel 2022 del mercato farmaceutico, sia europeo che italiano, i risultati del segmento dei farmaci senza obbligo di prescrizione, le previsioni di quest’ultimo negli anni a venire e la struttura del mercato italiano:

 

Il mercato europeo dei farmaci senza obbligo di prescrizione nel 2022

Il rapporto di Assosalute ha preso come riferimento i dati di 17 paesi europei, vale a dire quelli di 14 paesi UE uniti alle cifre di UK, Norvegia e Svizzera. La spesa dell’anno 2022 per i farmaci senza obbligo di prescrizione per questo gruppo di paesi europei è stata superiore a 39 miliardi di euro. Nello specifico la spesa europea per i farmaci SOP è stata pari al 17,2% del totale della spesa farmaceutica, una percentuale in aumento rispetto a quella del 16,8% relativa al 2021.

In termini relativi, nel 2022 l’aumento della spesa per farmaci SOP è stata pari al 9,0% (i paesi UE hanno registrato un incremento dell’8,8%). Analizzando i dati per singolo paese, si osserva che i cinque mercati più importanti, vale a dire Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia, costituiscono il 70,9% del mercato farmaceutico europeo dei farmaci no prescription. Tale quota raggiunge il 78,4% se a questi Paesi si aggiunge anche il dato della Polonia.

La spesa media pro capite sostenuta per i farmaci SOP per il gruppo di paesi presi in considerazione è stata di 84,5 euro, e presenta un’elevata variabilità da Stato a Stato. Infatti, si va da quella della Svizzera, pari a 200,8 euro, ai 37,7 euro della Svezia.
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I risultati del mercato no prescription italiano nel 2022 rilevati da Assosalute

Secondo i dati elaborati da Assosalute, nel 2022 in Italia sono stati venduti farmaci tramite i canali territoriali per un controvalore che supera i 17 miliardi di euro, in aumento del 4,6% rispetto al dato del 2021. Il segmento dei farmaci senza obbligo di prescrizione ha realizzato vendite per un valore complessivo di 2,873 miliardi di euro, in crescita del 19% sull’anno precedente e raggiungendo la quota del 16,8% sul totale delle vendite di farmaci tramite il canale territoriale.

Fra i vari dati riportati nel documento di Assosalute vengono mostrati anche quelli relativi al valore delle due categorie in cui è suddivisa la classe dei farmaci senza obbligo di ricetta. Nello specifico, i medicinali di automedicazione o OTC (Over The Counter o AM) hanno realizzato 2,199 miliardi di euro di vendite, equivalenti al 76,6% del totale. Di contro, i farmaci SP (Behind The Counter) hanno realizzato 673 milioni di euro, vale a dire il 23,4% del totale. Riguardo i livelli di crescita, il primo segmento ha avuto un incremento del 21,6% rispetto al 2021, mentre il la crescita del secondo è stata dell’11,2%.

Analizzando i dati in base alla segmentazione regionale, il 2022 è stato un anno nel quale si sono registrati tassi di crescita positivi per la spesa per farmaci SOP su tutto il territorio nazionale. Nello specifico, le Regioni del Nord, con un +19,6% hanno ottenuto una crescita di poco superiore a quella delle Regioni del Centro, pari a +18,7%, e a quella delle Regioni del Sud, pari a +18,1%.

 

Le previsioni di Assosalute sul mercato dei SOP per il prossimo triennio

Nel report sono presenti anche alcune previsioni di sviluppo del mercato italiano dei farmaci senza prescrizione medica. Dall’analisi effettuata su tutta una serie di dati, che tengono conto del trend storico, dell’emergenza dovuta alla pandemia di Covid-19, dell’andamento della stagione influenzale e di una probabile stabilità del quadro regolatorio, sono state realizzate alcune stime.

Queste ultime prevedono che nel 2023 il mercato SOP cresca del 9,7%, un trend in aumento che si ritiene che continui anche nel 2024, con un +5,0%, e nel 2025, con il + 3,8%. In particolare, si ritiene che l’incremento per l’anno in corso sarà dovuto principalmente ad una crescita a doppia cifra del segmento dell’AM, pari al +10,5%. Di contro, la crescita del segmento SP sarà limitata solamente al 7%.

Inoltre, la suddivisione della spesa per farmaci SOP per gli anni a venire dovrebbe rimanere invariata per quanto riguarda la sua scomposizione geografica, con più del 50% del totale che sarà effettuata dalle Regioni nel Nord, circa il 21% dalle Regioni del Centro, e per il restante 27% circa dalle regioni del Sud.

 

L’industria dei farmaci SOP in Italia

L’industria italiana dei farmaci senza obbligo di prescrizione nel 2022 contava 200 imprese, di cui il 72% opera in sole tre regioni: Lombardia, Toscana e Lazio. In pratica l’industria dei medicinali senza obbligo di prescrizione è suddivisa in due poli farmaceutici: uno lombardo (la Lombardia è la singola regione con il maggior numero di aziende sul suo territorio) e uno tosco-laziale.

Prendendo come riferimento la specializzazione d’impresa, 30 aziende dedicano la loro attività esclusivamente alla produzione e commercializzazione di medicinali di automedicazione, 72 sono impegnate nella produzione dei soli farmaci SP, mentre le restanti 98 producono/commercializzano entrambe le categorie di medicinali.

A livello dimensionale, il comparto è composto per il 66% da aziende che rientrano nella fascia di fatturato inferiore ai 2,5 milioni di euro, mentre sono solo 32, pari al 16% del totale, le imprese con fatturati superiori ai 10 milioni di euro, e 16 le imprese che superano i 50 milioni di euro di fatturato.

Le vendite sul territorio dei farmaci SOP avvengono attraverso 19.997 farmacie, 4.028 parafarmacie e 494 corner della GDO. Invece, a fine aprile 2023 erano 1.088 farmacie e 350 tra parafarmacie e corner della GDO gli esercizi autorizzati alla vendita on line di farmaci no prescription.

Il giro di affari generato dall’e-commerce, che è una quota di mercato ancora residuale rispetto alle vendite “tradizionali” poiché è pari al 5,2% dell’intero segmento di libera vendita (farmaci non prescription + altri prodotti), nel 2022 ha registrato una crescita del 24,7%, raggiungendo un valore di quasi 691 milioni di euro. Il peso dei farmaci no prescription su tale cifra è pari a poco meno dell’11% del totale relativo alla libera vendita, equivalente ad un giro d’affari di 73,7 milioni di euro.

Quindi, seppur in crescita del +35,6%, tali dati confermano che il ricorso a internet per l’acquisto di medicinali senza obbligo di ricetta è ancora un fenomeno marginale, visto che ad oggi che il canale online pesa circa il 2,5% del fatturato complessivo del settore dei farmaci senza obbligo di prescrizione.

 

Dino Biselli

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