Aziende pharma a capitale estero in Italia
Durante l’edizione 2023 del Forum Ambrosetti si è tenuto un panel durante il quale è stato presentato il Libro Bianco “Aumentare l’attrazione degli investimenti esteri per la competitività del Sistema-Italia. Quale strategia per l’industria farmaceutica”. In questo documento viene analizzato l’importante ruolo che le aziende farmaceutiche a capitale estero svolgono a favore non solo per la produzione e la ricerca di soluzioni terapeutiche per i pazienti, ma anche per il Sistema-Italia in termini di valore della produzione, occupazione, investimenti e ricerca

Durante l’edizione 2023 del Forum Ambrosetti si è tenuto un panel durante il quale è stato presentato il Libro Bianco “Aumentare l’attrazione degli investimenti esteri per la competitività del Sistema-Italia. Quale strategia per l’industria farmaceutica”. In questo documento viene analizzato l’importante ruolo che le aziende farmaceutiche a capitale estero svolgono in favore non solo per la produzione e la ricerca di soluzioni terapeutiche per i pazienti, ma anche per il Sistema-Italia in termini di valore della produzione, occupazione, investimenti e ricerca
Dal 1975, durante i giorni del primo fine settimana di settembre, nella cornice della Villa d’Este di Cernobbio ha luogo il Forum Ambrosetti, organizzato da The European House-Ambrosetti. L’appuntamento, arrivato alla sua 49° edizione, è un incontro internazionale di discussione che tradizionalmente tratta temi economici. Proprio in questo contesto è stato dedicato un approfondimento sulla capacità dell’Italia di attrarre investimenti esteri, e uno dei settori chiave che nell’ambito dell’economia italiana presenta tali caratteristiche è quello farmaceutico.
- Il Libro Bianco sugli investimenti delle aziende farmaceutiche a capitale estero
- I dati relativi al valore generato dalle imprese del farmaco a capitale estero
- Occupazione, produttività e payback
Il Libro Bianco sugli investimenti delle aziende farmaceutiche a capitale estero
Infatti, è stato presentato il Libro Bianco “Aumentare l’attrazione degli investimenti esteri per la competitività del Sistema-Italia. Quale strategia per l’industria farmaceutica“. Si tratta di uno studio dedicato agli investimenti esteri rivolti all’industria farmaceutica italiana, realizzato da The European House-Ambrosetti con il supporto di IAPG (gruppo aziende farmaceutiche italiane a capitale americano) e EUNIPHARMA (gruppo aziende farmaceutiche italiane a capitale europeo e nipponico). Presentato da un panel a cui hanno preso parte Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria, Nicoletta Luppi, Amministratore Delegato di MSD Italia, Lorenzo Wittum, Amministratore Delegato di Astrazeneca, Daniela Bianco, di TEH-Ambrosetti, e Daniele Franco, ex Ministro dell’Economia e delle Finanze del Governo Draghi, il Libro Bianco riporta i numeri chiave della presenza estera nel comparto farmaceutico.
In particolare, il terzo capitolo della pubblicazione, intitolato “Il contributo delle aziende a capitale estero al Sistema-Italia”, rappresenta il cuore dell’intera ricerca. In esso si analizza e quantifica il contributo apportato dalle aziende farmaceutiche a capitale estero presenti in Italia (quindi l’insieme delle multinazionali a capitale americano, europeo e giapponese).
Una prima peculiarità da prendere in considerazione è quella relativa alla dimensione d’impresa. Infatti, il 38,5% delle aziende farmaceutiche a capitale estero sono imprese di medie dimensioni, mentre il restante 55,3% è composto da grandi aziende (vale a dire con più di 250 addetti). Si tratta di una caratteristica specifica di questo segmento del settore, composto, al contrario, in maggioranza da piccole e micro imprese (il 61,5% del totale).
I dati relativi al valore generato dalle imprese del farmaco a capitale estero
L’analisi contenuta nel Libro Bianco, poi, evidenzia come le 47 aziende associate a IAPG ed EUNIPHARMA nel 2022 abbiano generato un valore della produzione di 29,3 miliardi di euro, pari al 60% dell’intero settore. Si tratta di un’incidenza in crescita rispetto a quella registrata negli anni precedenti. Infatti, nel periodo 2019-2022, il tasso di crescita annuo composto del valore della produzione di queste aziende è stato del 17,4%, maggiore rispetto al 13% che è il valore medio relativo all’intero comparto (l’intera manifattura italiana, invece, ha registrato un tasso annuo medio di crescita dello 0,2%).
Grazie al valore da loro prodotto, le aziende farmaceutiche a capitale straniero presenti in Italia generano il 70% delle esportazioni totali del settore. Inoltre, con 5,93 miliardi di euro di valore aggiunto esse rappresentano il 55% del valore aggiunto dell’intero settore del 2022. Occorre sottolineare che, per ogni euro di valore diretto generato da queste aziende nel corso dell’anno, se ne sono attivati 2,34 aggiuntivi nell’economia.
In più, un altro aspetto da sottolineare è quello della loro elevata propensione alla ricerca di farmaci e terapie all’avanguardia, poiché i loro investimenti in R&S sono oltre il 90% del totale degli investimenti in ricerca clinica effettuati in Italia. Ancora, sempre parlando di investimenti, nello scorso anno il totale degli investimenti realizzato da questo segmento di aziende, pari a 2,1 miliardi di euro, è stato il 61% del totale degli investimenti del settore.
Allargando l’orizzonte dell’analisi, le attività delle imprese farmaceutiche a capitale estero contribuiscono alla crescita economica del Paese non solo in modo diretto, ma anche attraverso l’attivazione di numerose filiere economiche. Ad esempio, nel 2022 con l’acquisto di beni e servizi per una cifra complessiva pari a 5,7 miliardi. Sempre nel 2022, il contributo complessivo (diretto, indiretto e indotto) al PIL del Paese da parte di queste aziende è stato di 19,8 miliardi di euro, pari a più dell’1% dell’intero PIL nazionale.
Occupazione, produttività e payback
In termini occupazionali queste 47 aziende impiegano oltre 31.400 addetti, vale a dire il 46% dell’intero settore farmaceutico italiano, con una crescita rispetto al 41,9% relativo al 2019. Inoltre, gli impatti positivi non si limitano al contributo diretto ma riguardano anche l’indiretto e l’indotto, poiché per ogni persona direttamente occupata dalle aziende a capitale estero in Italia, si attivano ulteriori 5,4 posti di lavoro nell’intera economia, per un totale che supera i 200.000 occupati.
Infine, rapportando il valore aggiunto generato dalle imprese farmaceutiche a capitale estero al numero di addetti è possibile misurare la loro produttività. Essa risulta essere pari a 188.700 euro per addetto, ben 32.500 euro in più rispetto a quella media del settore farmaceutico italiano. Da notare poi che circa il 98% del payback farmaceutico è versato da imprese a capitale estero, e senza interventi urgenti sulla governance l’importo pagato dalle aziende che nel 2022 è stato il 12,5% del fatturato è destinato a crescere fino al 18,2% nel 2026.
Dino Biselli

