La crescita continua del biotech italiano

Ogni anno Federchimica Assobiotec ed ENEA pubblicano il report che descrive ed aggiorna lo stato dell’industria biotecnologica italiana. L’edizione 2023 del “BioInItaly – Le imprese di biotecnologie in Italia” mostra come il settore biotech italiano, dominato dal segmento della salute umana, anche nel 2022 abbia registrato una crescita nel fatturato e negli investimenti. Viene poi evidenziato l’importante ruolo delle poche aziende di grandi dimensioni, che in aggregato generano una quota molto importante del fatturato, realizzano la maggior parte degli investimenti ed occupano il maggior numero di addetti.

BioInItaly 2023 - Assobiotec

Ogni anno Federchimica Assobiotec ed ENEA pubblicano il report che descrive ed aggiornalo stato dell’industria biotecnologica italiana. L’edizione 2023 del “BioInItaly – Le imprese di biotecnologie in Italia” mostra come il settore biotech italiano, dominato dal segmento della salute umana, anche nel 2022 abbia registrato una crescita nel fatturato e negli investimenti. Viene poi evidenziato l’importante ruolo delle poche aziende di grandi dimensioni, che in aggregato generano una quota molto importante del fatturato, realizzano la maggior parte degli investimenti ed occupano il maggior numero di addetti.

Il 2022 del comparto italiano del biotech è stato un anno di consolidamento degli importanti risultati ottenuti durante le fasi conclusive della pandemia di Covid-19. In questo suo percorso, caratterizzato da una continua crescita, l’industria italiana delle biotecnologie conferma la sua strategicità per il sistema produttivo italiano.

Tutto ciò emerge dai dati contenuti nel report “BioInItaly 2023 – Le imprese di biotecnologie in Italia – Aggiornamento Congiunturale 2023”. Il documento, realizzato con cadenza annuale, grazie alla collaborazione tra Federchimica Assobiotec ed ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), è quello pubblicato più di recente ed è stato presentato lo scorso 18 luglio.

 

Le aziende del biotech italiano

A fine 2022 le imprese biotech presenti in Italia erano 823, il numero più alto mai registrato. Di queste, 312 sono attive nella ricerca e sviluppo del biotech, di cui 292 a controllo italiano. In più, il numero delle startup innovative è 244, equivalente al 29,6% del totale. La quota delle aziende biotecnologiche attive in ambito salute umana, riferita al 2021, è pari al 49% del totale.

A livello dimensionale, il numero di microimprese (1-9 addetti) è quello maggiormente prevalente, ed è pari al 66% del totale. Le piccole imprese (10-49 addetti) sono il 16,1% del totale, e quelle medie (59-249 addetti) sono il 10,2%. Infine, le grandi aziende (250 addetti e oltre) sono pari al 7,7% del totale.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, le prime quattro regioni (Lombardia, Lazio, Toscana e Piemonte) rappresentano il 52% del totale del numero di imprese. La regione leader continua ad essere la Lombardia, seguita dal Lazio e dalla Toscana (fortemente specializzate nell’ambito della salute umana). Focalizzando l’attenzione limitatamente al Sud Italia, che rappresenta circa il 20% delle imprese presenti sul territorio italiano, le regioni guida sono la Campania, con poco meno dell’8%, e la Puglia, con poco più del 4%.

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Fatturato, investimenti ed addetti

Le stime sul fatturato generato dall’intero comparto biotecnologico mostrano che anche nel 2022 si è registrata una crescita sul 2021 che, seppur lieve (poco meno dello 0,6%) ha raggiunto il record storico di 13,6 miliardi di euro. Di contro, il segmento delle imprese biotech attive in ambito R&S è diminuito di circa 207 milioni di euro, registrando per il 2022 un ammontare di 3,351 miliardi di euro. Da sottolineare, invece la crescita delle aziende a controllo italiano, che nel 2022 si stima abbiano generato un fatturato di 2,137 miliardi di euro, il 24% rispetto all’anno precedente.

Prendendo in considerazione il 2021, il 74% del totale fatturato del settore biotech è stato realizzato dal segmento della salute umana.

Riguardo gli investimenti in ricerca e sviluppo, la stima di quelli effettuati dall’intero comparto italiano del biotech nel 2022 è stata pari a 1,848 miliardi di euro, di cui 588 milioni specificatamente dedicati alle attività biotecnologiche. Le aziende biotech che rientrano nel segmento della salute umana nel 2021 hanno effettuato l’85% dell’ammontare totale degli investimenti.

In riduzione, invece, il numero totale di addetti, che è passato da 13.812 del 2021 a 13.784 del 2022. Con riferimento a questi ultimi, 4.940 sono impiegati nel settore della ricerca e sviluppo.

 

Dati segmentati per dimensione d’impresa

Nel report vengono poi offerte ulteriori analisi ottenute dalla segmentazione dei dati precedentemente illustrati. In particolare, viene evidenziato che il 77% del fatturato totale del comparto biotech è stato realizzato dalle aziende di grandi dimensioni, mentre la quota generata da quelle medie è stata del 17,9%, quella delle aziende piccole del 4,1%, e quella delle aziende micro del 0,9%. Cifre che corrispondono sostanzialmente a quelle riferite al segmento della salute umana.

Similarmente all’analisi effettuata sui dati relativi al fatturato, anche l’importo totale degli investimenti in R&S intra-muros nell’ambito biotech effettuati nel 2022 è stato suddiviso per dimensione d’impresa. Da tale esame, anche questo relativo al 2021, mette in evidenza come anche negli investimenti, nel settore della salute umana, sono le grandi aziende quelle più attive visto che erogano il 55% del totale del comparto di questo capitolo di spesa. Il 29% degli investimenti è stato realizzato dalle aziende medie, il 10% dalle piccole medie, e il 6% da quelle micro.

Infine, considerate in aggregato le quattro regioni italiane dove si concentra la maggior parte delle attività del biotech italiano, esse rappresentano oltre il 90% del fatturato, l’80% degli investimenti in R&S intra-muros, e l’80% degli addetti.

 

Dino Biselli

 

Ulteriori Risorse
Presentazione Report “BioInItaly 2023 – Le imprese di biotecnologie in Italia – Aggiornamento Congiunturale 2023”

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