Paziente cronico e propensione al digitale
“Sfide e opportunità nell’aderenza terapeutica dei pazienti cronici: l’apporto della tecnologia” è una ricerca condotta da DoxaPharma e Qwince che analizza in sintesi le caratteristiche dei pazienti affetti da malattie croniche, il loro grado di aderenza alla terapia e la loro propensione all’utilizzo di strumenti digitali per la gestione dei numerosi aspetti legati a questo tipo di patologie. Dall’indagine emerge un certo apprezzamento per piattaforme digitali utili per prenotare visite, amministrare referti, entrare in contatto con i medici, prenotare farmaci ed effettuare teleconsulti.
Immagine da Qwince

“Sfide e opportunità nell’aderenza terapeutica dei pazienti cronici: l’apporto della tecnologia” è una ricerca condotta da DoxaPharma e Qwince che analizza in sintesi le caratteristiche dei pazienti affetti da malattie croniche, il loro grado di aderenza alla terapia e la loro propensione all’utilizzo di strumenti digitali per la gestione dei numerosi aspetti legati a questo tipo di patologie. Dall’indagine emerge un certo apprezzamento per piattaforme digitali utili per prenotare visite, amministrare referti, entrare in contatto con i medici, prenotare farmaci ed effettuare teleconsulti.
L’invecchiamento della popolazione costituisce uno dei più grandi problemi che lo Stato italiano deve affrontare. Già oggi, secondo i dati e le proiezioni pubblicate da Istat a fine settembre 2023, i residenti con un’età superiore ai 65 anni sono pari al 23,8% del totale. Entro il 2050, tale fascia di età potrebbe costituire il 34,5% della popolazione totale. Si tratta di una prospettiva che renderebbe necessario affrontare numerose problematiche a livello, economico, sociale, culturale e, soprattutto, sanitario.
Infatti, una quota crescente di popolazione anziana significa un numero sempre maggiore di persone affette da malattie croniche. La gestione delle cronicità per un gran numero di pazienti richiede un intervento strutturato che sia in grado di garantire assistenza e trattamenti in un quadro di risorse economiche, organizzative e umane molto limitate.
Una misura della sfida che l’Italia si troverà ad affrontare nel prossimo futuro è stata resa disponibile dalla ricerca “Sfide e opportunità nell’aderenza terapeutica dei pazienti cronici: l’apporto della tecnologia” condotta da DoxaPharma e Qwince. I dati dello studio sono stati ottenuti da un campione composto da 305 pazienti cronici e 101 caregiver. Nello specifico, la ricerca, come indicato dal titolo, ha come sua finalità principale quella di descrivere quale sia il rapporto del paziente cronico con l’impiego di tecnologie digitali per gestire le sue patologie e per migliorare l’aderenza alle terapie.
- Le caratteristiche del paziente cronico
- Prevenzione, trattamento e aderenza alla terapia
- Il supporto dell’innovazione digitale
Le caratteristiche del paziente cronico
Dai dati riportati nello studio emerge che i pazienti cronici intervistati hanno una buona propensione all’utilizzo di strumenti tecnologici, anche nelle fasce d’età più mature. Infatti, in media il campione possiede quattro device: il 92% degli intervistati ha a sua disposizione uno o più smartphone, mentre l’84% un computer. In più, l’88% del campione si connette quotidianamente a internet e il 60% rimane connesso almeno quattro ore al giorno.
Una quota importante del campione è affetta da più patologie croniche. Le malattie croniche più diffuse sono l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, con una maggiore prevalenza fra i pazienti “senior”, seguite da depressione e ansia, particolarmente accentuate tra i giovani. Il 50% dei pazienti del campione ha affermato che la malattia cronica ha un impatto negativo sulla qualità della vita.
Tuttavia, in genere, lo stato d’animo del paziente cronico in relazione alla patologia non è del tutto negativo. I timori e le difficoltà dei pazienti sono compensati dalla loro capacità di reazione, caratteristica che è stata riscontrata in particolare nel 40% dei pazienti con un’età compresa tra i 61 e i 70 anni. Il paziente cronico giovane vive la malattia più negativamente rispetto all’anziano, fatto che si ripercuote sulla sua salute mentale. Infatti, il 68% degli intervistati tra i 30 e i 40 anni ha ammesso di aver avuto, o di avere, la necessità di un sostegno psicologico per far fronte a problemi di depressione e ansia causati dalle patologie croniche da cui sono affetti.
Prevenzione, trattamento e aderenza alla terapia
Circa l’80% dei pazienti cronici ha affermato che la prevenzione sia estremamente importante, e ciò trova conferma nei dati riguardanti la frequenza con la quale vengono effettuate le visite di controllo. Infatti, il 93% del campione ha dichiarato di eseguire esami diagnostici e visite specialistiche con una regolarità media di circa tre mesi. Elevata anche l’aderenza alla terapia, con l’80% dei pazienti che ha confermato di assumere i farmaci per la patologia cronica di cui sono affetti, propensione che diventa del 100% per i pazienti con comorbidità.
Il 55% del campione assume due o più farmaci, l’87% almeno una volta al giorno e il 35% più volte nell’arco della giornata. Il 66% degli intervistati ha dichiarato di mettere in atto varie “strategie” per non dimenticare di assumere il farmaco (posizionare la confezione in un luogo specifico della casa, impostare sveglie, utilizzare promemoria sullo smartphone o app specifiche). Nonostante ciò, il 71% dei pazienti ha confessato di aver dimenticato l’assunzione dei farmaci almeno una volta nei sei mesi precedenti la rilevazione. I pazienti giovani sono quelli meno propensi all’adesione della terapia: l’82% dei questo segmento del campione ha confermato tale assunto.
Il supporto dell’innovazione digitale
Al fine di offrire un supporto per migliorare l’aderenza terapeutica, la tecnologia digitale può agevolare il monitoraggio, anche da remoto, delle condizioni di salute e facilitare la comunicazione tra pazienti, operatori sanitari e medici. Tale possibilità trova un apprezzamento proprio da parte dei pazienti, come confermato dall’82% del campione che ha affermato di ritenere utile un servizio digitale di questo tipo.
In particolare, il 74% degli intervistati ha espresso la propria disponibilità all’utilizzo di servizi e piattaforme digitali che agevolino il processo di prenotazione di visite ed esami di controllo. Ancora, il 71% dei pazienti ha dichiarato di essere interessato alla semplificazione dell’archiviazione dei documenti diagnostici resa possibile dai tool digitali. Percentuale che non deve sorprendere poiché ancora oggi il 77% dei pazienti conserva documenti ed esiti cartacei in apposite cartelline.
Di segno inverso, invece, la disponibilità ad effettuare consulti online, poiché solo il 19% degli intervistati ha utilizzato anche servizi web o app per consultare un medico negli ultimi sei mesi. Ciò dimostra quanta importanza sia ancora attribuita dal paziente cronico al contatto fisico nella relazione con i propri clinici di riferimento.
Fra le modalità d’interazione disponibili, oltre ad app di messaggistica e specifiche, il 24% degli intervistati si è dimostrato interessato a piattaforme dedicate alla comunicazione tra medici, farmacisti e pazienti. Tuttavia, attualmente tali strumenti sono utilizzati solamente dal 7% del campione.
Tenendo conto di tutte le considerazioni fin qui esposte, non deve sorprendere che il 75% dei pazienti si sia dichiarato favorevole alla possibilità di utilizzare una piattaforma digitale che metta a disposizione, in modo integrato, tutta una serie di servizi in grado di migliorare la loro qualità di vita. In particolare, oltre il 70% ricorrerebbe all’uso di una piattaforma digitale per prenotare visite, amministrare referti e rimanere in contatto con i medici, il 65% per prenotare farmaci e il 54% per effettuare teleconsulti.
Dino Biselli

