Farmacista e paziente: ASSIRM Talk 2023
L’intervento di Isabella Cecchini durante l’ASSIRM #Talk Pharma 2023 ha offerto una panoramica sull’evoluzione del mercato farmaceutico e su quali siano le prospettive, e le aspettative, della figura del farmacista (ospedaliero e territoriale) e del paziente. Il ruolo del farmacista sta evolvendo una rapida evoluzione che lo vede coinvolto nel processo di digitalizzazione della sanità e nei progetti del PNRR relativi ad essa. Da parte sua il paziente, preso in considerazione direttamente o attraverso le associazioni pazienti, richiede e ricerca una maggiore informazione sul suo stato di salute.

L’intervento di Isabella Cecchini durante l’ASSIRM #Talk Pharma 2023 ha offerto una panoramica sull’evoluzione del mercato farmaceutico e su quali siano le prospettive, e le aspettative, della figura del farmacista (ospedaliero e territoriale) e del paziente. Il ruolo del farmacista sta sperimentando una rapida evoluzione che lo vede coinvolto nel processo di digitalizzazione della sanità e nei progetti del PNRR relativi ad essa. Da parte sua il paziente, preso in considerazione direttamente o attraverso le associazioni pazienti, richiede e ricerca una maggiore informazione sul suo stato di salute.
Non è una certo una novità che il settore farmaceutico sia soggetto ad una continua e vorticosa evoluzione. Infatti, con l’inizio del nuovo millennio, il mercato dei farmaci ha dovuto imparare a cambiare pelle e sempre più rapidamente rapido. Ciò vale soprattutto in una realtà come quella italiana, esaminata a 360° durante l’appuntamento 2023 dell’Assirm #Talk dedicato al Pharma, intitolato “Transizioni in sanità. Siamo pronti?”.
L’evento, organizzato dall’Associazione che riunisce le aziende italiane che svolgono Ricerche di Mercato, Sondaggi di Opinione e Ricerca Sociale, è stato moderato dalla Professoressa Guendalina Graffigna. Ad esso hanno partecipato relatori di prim’ordine che hanno offerto, ognuno per la propria area di competenza, un approfondimento dinamico di come la trasformazione digitale stia impattando l’industria farmaceutica nostrana. Un quadro della situazione abbastanza generale, è stato offerto dalla presentazione di Isabella Cecchini, Senior Principal Head of Primary Market Research di IQVIA Italia.
- L’intervento di Isabella Cecchini di IQVIA Italia durante ASSIRM #Talk Pharma
- Il farmacista ospedaliero e quello territoriale nel contesto del PNRR
- Le aspettative delle associazioni pazienti emerse durante ASSIRM #Talk Pharma
- I pazienti e le informazioni sulla salute
L’intervento di Isabella Cecchini di IQVIA Italia durante ASSIRM #Talk Pharma
In particolare, Cecchini nel suo intervento dal titolo ”Nuovi scenari in sanità: ruolo, sfide e aspettative dei diversi attori” ha analizzato due filoni di indagine. La prima è relativa alle opinioni del farmacista, ospedaliero e territoriale, in relazione ai progetti di digitalizzazione previsti dal PNRR. La seconda, invece, prende in considerazione il paziente: i suoi bisogni di salute, le sue aspettative a tal riguardo, e come cerca di colmare le sue necessità di informazione.
Al fine di illustrare quale sia l’attuale contesto, Cecchini ha evidenziato come i dati relativi all’anno mobile, che si è concluso a fine giugno 2023, mostrano che il mercato farmaceutico, a valori, è cresciuto del 4,3%, raggiungendo un totale di 24,7 miliardi di euro. Poiché tale valore è suddiviso in modo quali paritario fra ambito ospedaliero e territoriale (11,4 miliardi il primo, 10,9 miliardi il secondo, e 2,5 miliardi di distribuzione in nome e per conto), appare evidente l’importanza che riveste in entrambi casi il ruolo del farmacista.

Il farmacista ospedaliero e quello territoriale nel contesto del PNRR
Quindi entrambi questi ruoli rientrano fra i numerosi stakeholder interessati, a vario titolo, all’implementazione dei progetti previsti dalla Missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La figura del farmacista ospedaliero, in particolare, è soggetta sempre più ad un’evoluzione che non lo vede più limitato allo svolgimento di un’attività meramente tecnico-amministrativa, logistica, organizzativa e clinica. L’”ambizione” odierna del farmacista ospedaliero è quella di essere coinvolto nelle commissioni incaricate della composizione dei prontuari. E non solo di quelli ospedalieri: secondo questo nuovo approccio il farmacista ospedaliero deve essere coinvolto anche nella composizione dei prontuari regionali, laddove essi sono presenti.
Ma andando ancora oltre, il farmacista ospedaliero dovrebbe prendere parte ai network strutturati fra ospedali in ambito regionale e interregionale, e partecipare ai tavoli e alle commissioni per la gestione dei fondi PNRR. Il che si tradurrebbe in un maggior impulso nel portare a termine l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico e delle cartelle cliniche informatizzate. Attività che sarebbero seguite poi da una maggior richiesta di investimento di risorse dedicate alla farmacia ospedaliera e alla formazione dedicata alla figura del farmacista ospedaliero.
Uno sviluppo delle attività digitali che rappresenta una frontiera ormai prossima alla quale deve puntare anche il farmacista territoriale. Attualmente, con i suoi 95 milioni di accessi al mese, il mondo delle farmacie sul territorio, nel suo complesso, svolge un ruolo fondamentale nella fornitura di servizi sanitari di prossimità ai pazienti. Tuttavia, per assumere un vero e proprio ruolo di farmacia di servizi, la farmacia territoriale dovrà essere in grado di cogliere le opportunità messe a sua disposizione dall’innovazione digitale. Monitoraggio delle politerapie e dell’aderenza terapeutica nei pazienti cronici, la richiesta di ADI con collegamento virtuale con l’ASL, i display digitali interattivi, i teleconsulti gestiti dalla farmacia: sono solo alcuni esempi di servizi che, da qui a pochi anni, le farmacie territoriali dovranno necessariamente essere in grado di erogare.
Le aspettative delle associazioni pazienti emerse durante ASSIRM #Talk Pharma
L’altro protagonista dell’intervento di Cecchini è il paziente, preso in considerazione sia in modo diretto sia attraverso l’opinione espressa dai soggetti deputati a dare loro rappresentanza: le associazioni pazienti. Queste ultime stanno cercando di approfondire sempre più la loro collaborazione con l’industria farmaceutica, che finora si è concentrata su attività di informazione, sensibilizzazione ed educazione rivolte a pazienti e al pubblico in genere. In prospettiva, però, le associazioni pazienti hanno dimostrato grande interesse per progetti da implementare nel campo della telemedicina e nello sviluppo dei patient support program.
Non deve quindi sorprendere che le associazioni pazienti hanno espresso la necessità di acquisire maggiori competenze in ambito relazionale e comunicativo per favorire il dialogo con istituzioni. Ma subito dopo queste, il panel di associazioni che ha preso parte all’indagine ha segnalato come necessità lo sviluppo di competenze in ambito manageriale/comunicativo e nella gestione dei progetti.
I pazienti e le informazioni sulla salute
Infine, i dati raccolti direttamente dai pazienti, sempre più anziani, con una quota in crescita di persone affette da comorbidità e da problematiche legate alla salute mentale, hanno evidenziato come essi stanno aumentando il loro tasso di proattività. Tale contesto fa assumere un’importanza fondamentale all’informazione e, di conseguenza, a come il paziente riesce ad ottenerla. Dai dati forniti da Cecchini, otto italiani su dieci ricercano informazioni sulla salute. In dettaglio, il 73% dichiara di rivolgersi al proprio MMG, mentre il 45% effettua ricerche sul web, il 32% si rivolge ai medici specialisti, e il 23% fa riferimento alla figura del farmacista.
Dino Biselli
