Le proposte di Meridiano Sanità per il SSN

Il 20 e 21 novembre si è svolto l’evento di presentazione del XVIII Rapporto Meridiano Sanità, realizzato da The European House-Ambrosetti con il contributo non condizionante di bioMérieux, GSK, MSD, Pfizer, Sanofi e Teva. L’appuntamento, patrocinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, è stato focalizzato sul tema “Prevenzione e innovazione per l’evoluzione sostenibile del sistema sanitario e la crescita economica dell’Italia”, che è stato di ispirazione anche per le 15 linee di azione, elaborate dal team che ha realizzato il Rapporto, tese a offire delle soluzioni percorribili per rendere sostenibile il nostro SSN.

The European House Ambrosetti

Le proposte di Meridiano Sanità per il SSN
The European House Ambrosetti

Il 20 e 21 novembre si è svolto l’evento di presentazione del XVIII Rapporto Meridiano Sanità, realizzato da The European House-Ambrosetti con il contributo non condizionante di bioMérieux, GSK, MSD, Pfizer, Sanofi e Teva. L’appuntamento, patrocinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, è stato focalizzato sul tema “Prevenzione e innovazione per l’evoluzione sostenibile del sistema sanitario e la crescita economica dell’Italia”, che è stato di ispirazione anche per le 15 linee di azione, elaborate dal team che ha realizzato il Rapporto, tese a offire delle soluzioni percorribili per rendere sostenibile il nostro SSN.

Durante novembre, mese pieno di importanti appuntamenti per il settore life science, non poteva mancare la presentazione del XVIII Rapporto Meridiano Sanità, la pubblicazione realizzata da The European House-Ambrosetti con il contributo non condizionante di bioMérieux, GSK, MSD, Pfizer, Sanofi e Teva. Infatti, nei giorni 20 e 21 del mese si è tenuto il Forum Meridiano Sanità, quest’anno incentrato sul tema “Prevenzione e innovazione per l’evoluzione sostenibile del sistema sanitario e la crescita economica dell’Italia”. L’evento, patrocinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, come sua consuetudine è stato caratterizzato da numerosi interventi, diretti da Andrea Pancani il primo giorno, e da Annalisa Manduca il secondo.

 

Sanità italiana in affanno e proposte di Meridiano Sanità

Sia la lettura del documento che i testi degli interventi in sala certificano il momento di difficoltà che sta vivendo il nostro sistema sanitario e in generale la società italiana nel suo complesso. Un affanno che segue un biennio durante il quale si sono prima dovute affrontare una pandemia e le sue conseguenze, per poi misurarsi con delle crisi internazionali che hanno indebolito il quadro economico internazionale.

Questa attuale fase di stagnazione economica e le incertezze relative all’attuazione del PNRR accentuano una situazione di debolezza del servizio sanitario nazionale. Un SSN che oggi non sembra in grado di garantire i bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana e con sempre più cittadini affetti da malattie croniche.

Presupposti che emergono non solo dai dati e dalle analisi contenute nel Rapporto, ma anche dalle 15 linee di azione, raggruppate in tre ambiti d’intervento prioritari, elaborate per offrire delle possibili soluzioni per curare un malato molto importante per la società italiana: il suo sistema sanitario.

 

Maggiore attenzione su prevenzione e promozione della salute

Il primo di questi ambiti di intervento è incentrato sulle attività di promozione della salute e di prevenzione, al fine di garantire la sostenibilità della sanità pubblica. Per raggiungere tali obiettivi si propone l’aumento degli investimenti in prevenzione e l’attuazione dei Piani Nazionali della Prevenzione e delle Cronicità. Inoltre, si sottolinea l’importanza di aumentare i tassi di copertura vaccinale fino a quelli previsti dagli obiettivi di sanità pubblica, e di mettere in atto tutte le azioni necessarie per contrastare l’antimicrobico resistenza.
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Rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale

L’evoluzione e il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale, invece, sono il focus del secondo ambito di intervento prioritario. In particolare, i ricercatori di TEH-Ambrosetti propongono di accelerare la messa in atto dei Piani previsti dal PNRR e dai Fondi Europei. Per fare ciò, è necessario proseguire nel processo di potenziamento del capitale umano del sistema sanitario a livello ospedaliero e territoriale, già avviato durante la pandemia, e perseguire con forza la trasformazione digitale in sanità.

Un capitolo importante è quello della ridefinizione della governance e del modello di finanziamento della spesa farmaceutica. A tal proposito, è ritenuto necessario ribilanciare le risorse tra i tetti di spesa, rideterminandone il valore sulla base dell’innovatività e del fabbisogno assistenziale, e prevedere il superamento del meccanismo del payback. In aggiunta, si suggerisce che la spesa farmaceutica e quella dei dispositivi medici siano regolamentate con l’introduzione di meccanismi di flessibilità nel modello di valutazione dell’innovazione, adottando quindi un approccio value based.

Altro punto critico da risolvere in questo ambito è quello relativo al completamento della riforma dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Ciò deve avvenire con la revisione dei meccanismi di prezzo e rimborso che prevedano l’adozione di logiche di value-based pricing, e definendo meccanismi di accesso precoce ai farmaci innovativi. Occorre poi semplificare la normativa per i trial clinici al fine di rendere l’Italia più competitiva nel panorama internazionale in tema di tempi di approvazione, facilità di arruolamento dei pazienti e decentralized clinical trial.

 

Investire in salute per far crescere il Paese

Infine, le azioni previste nel terzo ambito prioritario di intervento sono dedicate interamente all’investimento di nuove risorse in ambito salute, considerata uno dei principali driver di crescita socio-economica del Paese. In particolare, si ritiene assolutamente necessario colmare il gap con gli altri principali Paesi europei sul livello di risorse pubbliche destinate al capitolo sanità in relazione al PIL. Ciò impone un ripensamento complessivo della struttura della spesa sanitaria pubblica, capace di tenere in debito conto degli impatti positivi che essa ha sugli altri capitoli della spesa pubblica (superamento della logica a silos).

Oltre a ciò, nell’ambito del dibattito europeo sul nuovo Patto di Stabilità e Crescita l’Italia si dovrebbe fare promotrice di una proposta di riclassificazione delle spese sanitarie, in modo che almeno i fondi impiegati in prevenzione vengano ricompresi fra gli investimenti.

Altro strumento suggerito nel Rapporto è quello della partnership pubblico-privato, con l’implementazione di modelli sperimentali di finanziamento come gli Health Impact Bond. In ultimo, ma non meno importante di quanto esposto finora, viene segnalata l’urgenza di definire un Piano Nazionale delle Life Sciences. La finalità di questo strumento è fornire una piattaforma, sia normativa che organizzativa, in grado di attrarre nuovi investimenti in ricerca e produzione e formare i talenti da impiegare nell’intero comparto.

 

Dino Biselli

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