Come evolve la sanità digitale in Italia

Il White Paper “Una visione di futuro per la Sanità italiana. Innovazione e benessere visti dalle aziende Ict” pubblicato da Anitec-Assinform evidenzia come il mercato della sanità digitale in Italia sia in continua crescita. In esso è contenuta un’analisi svolta da NetConsulting Cube che  mette in evidenza come la tecnologia che attualmente registra il miglior mix di valore di mercato e tasso di crescita sia il cloud, mentre fra le tecnologie di digital trasformation da implementare il principale obiettivo da raggiungere è quello della telemedicina. Attualmente, però, gli sforzi delle strututre sanitarie sono concentrati principalmente sull’integrazione applicativa dei dati clinici.

Immagine: Anitec-Assinform

Cover WP Anitec-Assinform su sanità digitale in Italia
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Il White Paper “Una visione di futuro per la Sanità italiana. Innovazione e benessere visti dalle aziende Ict” pubblicato da Anitec-Assinform evidenzia come il mercato della sanità digitale in Italia sia in continua crescita. In esso è contenuta un’analisi svolta da NetConsulting Cube che  mette in evidenza come la tecnologia che attualmente registra il miglior mix di valore di mercato e tasso di crescita sia il cloud, mentre fra le tecnologie di digital trasformation da implementare il principale obiettivo da raggiungere è quello della telemedicina. Attualmente, però, gli sforzi delle strutture sanitarie sono concentrati principalmente sull’integrazione applicativa dei dati clinici.

Negli ultimi anni il mercato italiano della digital health sta registrando una crescita costante, con un valore stimato a fine 2023 pari a 2,236 miliardi di euro. Un incremento che dovrebbe continuare anche negli anni a venire, con un tasso medio di crescita annuale del 10%. Tanto che per il 2026 si stima che questo mercato raggiunga un valore di 3.063 miliardi di euro.

Sono questi i dati principali contenuti nel White Paper “Una visione di futuro per la Sanità italiana. Innovazione e benessere visti dalle aziende Ict” realizzato da Anitec-Assinform. Si tratta di informazioni e analisi la cui raccolta ed elaborazione, da parte dell’Associazione delle imprese Ict aderente a Confindustria, è stata affidata a NetConsulting Cube. Quest’ultima per tale scopo nel 2022 ha condotto una survey che ha coinvolto un totale di 190 fra Aziende Ospedaliere e Sanitarie pubbliche, aziende sanitarie private, e Direzioni Sanitarie Regionali.

 

Mercato e tasso di crescita delle tecnologie per la sanità digitale

La voce di spesa che assorbe il maggior numero di risorse è quella dedicata all’area IT, la cui stima per il 2023 è pari a quasi 1,873 miliardi di Euro, mentre i fondi dedicati ai contenuti digitali è (e rimarrà) residuale. Inoltre, analizzando la composizione della spesa IT, si sottolinea che 1,143 miliardi di euro di essa è assorbita dai servizi, 451 milioni dalle componenti software e 278 milioni dall’hardware. Occorre poi sottolineare che l’incremento della spesa per servizi registrerà una crescita maggiore rispetto a quella delle altre due componenti.

Il report analizza poi l’evoluzione di quelle che sono le principali tendenze di investimento in sanità digitale da parte delle aziende sanitarie italiane. Da tali approfondimenti emerge che il cloud è la tecnologia con il miglior mix fra la sua dimensione del mercato e il suo tasso di crescita futuro. Infatti, ad oggi il volume di mercato del cloud in ambito sanitario è pari a più di 200 milioni di euro, a cui è associato un tasso di crescita di circa il 30%.

Considerando singolarmente queste metriche, attualmente la tecnologia con la maggiore quota di mercato è l’IoT, anche se registra un tasso di crescita del 10%. Di contro, la tecnologia con il maggior tasso di crescita è l’intelligenza artificiale, con un incremento del suo mercato poco più alto del 35%, anche se il suo attuale controvalore è di 20 milioni di euro.

Di un certo interesse i mix relativi alla Cyber Security e ai Big Data: entrambe le tecnologie, infatti, registrano un tasso di crescita di circa il 20% e con un valore di mercato, rispettivamente, di 50 e 100 milioni di euro.

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Gli obiettivi di digital trasformation

La ricerca svolta da NetConsulting Cube mette poi in evidenza che il principale obiettivo di digital trasformation perseguito dalla maggior parte delle aziende ospedaliere, nello specifico il 72% del campione interpellato, è l’adozione della telemedicina. A seguire, il 68% ha indicato come prioritari i progetti in ambito infrastrutturale, il 62% l’introduzione (o l’estensione d’uso) delle Cartelle Cliniche Elettroniche, e il 60% la modernizzazione del sistema informativo ospedaliero.

Un minor interesse, al momento, viene manifestato per lo sviluppo dell’interoperabilità operativa, indicata dal 43% del campione, per la gestione unificata dei dati e per la digitalizzazione dei processi non ancora informatizzati (entrambe queste voci sono state indicate dal 39% del campione). Ancora scarsa la considerazione sull’introduzione dell’intelligenza artificiale, indicata solo dal 21% delle strutture sanitarie.

A livello pratico, invece, le azioni intraprese dalle strutture sanitarie sono state concentrate principalmente sull’integrazione applicativa dei dati, attività indicata dal 64% del campione interpellato. A seguire, il 47% delle strutture ha dedicato i propri sforzi all’adozione di piattaforme applicative di mercato, mentre il 42% di esse si è concentrata sull’adozione di FHIR. Più limitato il numero di aziende che ha intrapreso l’adozione del cloud (34%), l’impiego di nuovi sistemi approvativi digitali (31%), e l’implementazione di nuovi paradigmi, come l’intelligenza artificiale (21%).

 

L’integrazione dei dati clinici con gli SSR

Infine, l’indagine di NetConsulting Cube ha analizzato il livello di integrazione dei dati delle strutture sanitarie del territorio di un sistema regionale e la presenza di una strategia della gestione dei dati provenienti dal territorio. Da questa analisi emerge che solo il 20% delle regioni ha un’integrazione completa dei dati clinici provenienti dal loro territorio, mentre nel 40% dei casi l’integrazione completa riguarda solo i dati amministrativi. In generale, ad oggi l’80% delle regioni prese in considerazione ha provveduto ad un’integrazione parziale dei dati clinici, e la maggior parte di esse ha dichiarato di aver continuato il programma di implementazione anche nel 2023.

 

Dino Biselli

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