Il capitolo sanità di Agevity: telemedicina

Con la prima edizione di Agevity, evento organizzato dal Silver Economy Network e da Assolombarda, il tema del progressivo aumento della longevità della popolazione italiana è stato affrontato in un’ottica di opportunità da cogliere piuttosto che di criticità da affrontare. Nella ricerca presentata durante questo appuntamento, intitolata “Scenario Longevità. Rapporto 2023” è stata analizzato anche l’aspetto sanitario, individuando nella telemedicina il fattore chiave per poter garantire un’assistenza sanitaria sostenibile ad un numero crescente di cittadini anziani, e suggerendo alcune azioni da mettere in atto affinché medici e pazienti siano in grado di trarre vantaggio dall’utilizzo di questa innovazione.

Conferenza Agevity 2023
Immagine da Agevity

Con la prima edizione di Agevity, evento organizzato dal Silver Economy Network e da Assolombarda, il tema del progressivo aumento della longevità della popolazione italiana è stato affrontato in un’ottica di opportunità da cogliere piuttosto che di criticità da affrontare. Nella ricerca presentata durante questo appuntamento, intitolata “Scenario Longevità. Rapporto 2023” è stata analizzato anche l’aspetto sanitario, individuando nella telemedicina il fattore chiave per poter garantire un’assistenza sanitaria sostenibile ad un numero crescente di cittadini anziani, e suggerendo alcune azioni da mettere in atto affinché medici e pazienti siano in grado di trarre vantaggio dall’utilizzo di questa innovazione.

La popolazione europea, nel suo complesso, è da anni soggetta ad un processo di invecchiamento. La diminuzione del tasso di natalità in quasi tutti i paesi europei, a cui corrisponde un aumento della longevità, sta determinando un generale aumento dell’età media della loro popolazione. In tale contesto, l’Italia rappresenta un vero e proprio caso, poiché la sua quota di residenti con più di 65 anni è la terza più alta al mondo, preceduta solamente da quella del Principato di Monaco e del Giappone.

Proprio su questo tema, lo scorso 3 ottobre 2023, si è tenuta a Milano la prima edizione di AGEVITY, un evento organizzato dal Silver Economy Network e da Assolombarda. Questo appuntamento ha offerto una visione di insieme sulla longevità, valorizzandone particolarmente l’utilità come leva per lo sviluppo sociale ed economico italiano. Ciò non significa ignorare le sfide e le criticità che dovranno essere affrontate con una popolazione sempre più anziana, bensì acquisire coscienza anche delle opportunità che tale tendenza può offrire per lo sviluppo del nostro paese.

Nel corso di questa giornata è stata presentata la ricerca “Scenario Longevità. Rapporto 2023”, un documento realizzato dal Silver Economy Network con la collaborazione di Assolombarda e di Lattanzio KIBS. In esso sono riportate le analisi sulle quali si sono basati gli interventi che si sono susseguiti durante “AGEVITY”.

L’evoluzione demografica europea e italiana

I primi capitoli del Rapporto sulla longevità sono focalizzati sull‘evoluzione demografica europea e italiana. I dati raccolti in epoca contemporanea mostrano che la popolazione dell’Unione Europea, e quella italiana, presentano attualmente un’aspettativa di vita alla nascita mai registrata prima d’ora. Questo dato, unito a quello della bassa natalità che sta caratterizzando le società europee, ha fatto sì che i cittadini europei di età pari e superiore ai 55 anni rappresentano oggi circa il 34% del totale. Inoltre, dalle stime finora effettuate si prevede che tale quota raggiunga il 41% entro il 2050.

Similmente a quanto accade in altri paesi europei, la popolazione italiana over 55 ad oggi è pari a circa il 35% del totale dei residenti, ma si stima che essa raggiungerà circa il 50% della popolazione totale entro il 2050, ben al dì sopra della media europea. Più nel dettaglio, dal 2022 al 2030, e poi fino al 2050, la popolazione con un’età inferiore ai 54 anni si ridurrà sempre in più (con un decremento in termini assoluti di 7,3 milioni di individui), mentre continuerà ad aumentare quella degli over 65 (+ 4,7 milioni).

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Telemedicina come risposta alle necessità di una popolazione più longeva

Una popolazione mediamente più anziana e con una quota rilevante di persone “senior” richiede necessariamente un ripensamento del modello di assistenza sanitaria. Per questo motivo, nel Rapporto si fa riferimento all’impiego di tecnologie digitali in sanità, e in particolare alla telemedicina. L’adozione delle soluzioni che rientrano in questo ambito rappresentano certamente una grande opportunità da cogliere, ma richiedono che medici, pazienti e caregiver siano in possesso di un certo grado di alfabetizzazione digitale.

A tal riguardo, dai dati di un’indagine condotta con il contributo non condizionante di Comarch su un campione di 813 intervistati, emerge che il livello di preparazione digitale della popolazione italiana appare essere abbastanza elevato. Infatti, il 66% del campione si sente digitalmente preparato all’utilizzo della telemedicina, e il 23% ha dichiarato che già ora utilizza servizi di telemedicina, mentre il 58% manifesta interesse nell’utilizzo dei suoi servizi anche se ancora non ne usufruisce.

I motivi indicati come decisivi per questa alta propensione all’utilizzo della telemedicina sono il miglioramento dell’esperienza del paziente in alcuni servizi. Dalla ricerca emerge che il 61% del campione considera la telemedicina utile per avere parere migliore sui risultati degli esami diagnostici. Il 52% la ritiene efficace per richiedere velocemente soccorso in caso di emergenza, e il 51% per poter videochiamare un medico per un consulto. Inoltre, il 42% del campione ritiene che la telemedicina sia necessaria per fornire i dati sul proprio stato di salute al medico di riferimento, e il 29% per effettuare visite di controllo.

Riguardo queste due voci, però, si registra un gap importante se il campione viene segmentato prendendo in considerazione solamente coloro che già utilizzano i servizi di telemedicina. Infatti, limitatamente a questo segmento, la telemedicina potrebbe migliorare il primo aspetto per il 54% del campione, mentre il secondo aspetto potrebbe registrare un miglioramento per il 49% del campione. E’ possibile quindi notare che il gap esistente fra la percentuale del segmento in questione e il totale campione è pari al 12% per il primo aspetto e al 20% per il secondo aspetto.

Le azioni proposte di Agevity per la sanità in “Scenario Longevità. Rapporto 2023”

In considerazione dei dati e delle analisi pubblicate, il gruppo di lavoro che ha realizzato Scenario Longevità ha presentato alcune proposte per trasformare l’invecchiamento della popolazione da un possibile problema ad una concreta opportunità. In particolare, per favorire la diffusione dei servizi di medicina digitale si sottolinea la necessità di implementare un’apposita infrastruttura tecnica e di diffondere un’adeguata cultura digitale tra operatori e pazienti.

Il fine da raggiungere nel prossimo futuro, infatti, è quello di formare i clinici in ambito digitale. Ciò per renderli in grado di utilizzare efficacemente il fascicolo sanitario elettronico, e di cogliere le opportunità che la trasformazione digitale in sanità offre per poter instaurare una nuova tipologia di rapporto medico-paziente. Questo significa che anche il paziente deve diventare partecipe del processo di cura o di prevenzione che lo riguarda.

In concreto, le azioni suggerite nel Rapporto a tal riguardo sono l’attualizzazione della qualità dell’informazione sanitaria, dell’editoria medica, della formazione, anche attraverso la fruizione di corsi online, e l’investimento sulla formazione del personale ospedaliero.

Dino Biselli

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