I giudizi di cittadini e medici sul SSN

In occasione del 45° compleanno del SSN, Fnomceo ha organizzato un convegno durante il quale è stata presentata una ricerca dal titolo “Il Sistema Sanitario Nazionale. Indagine su Opinione Pubblica e Personale Medico” realizzato dall’Istituto Piepoli. Dai dati di tale indagine emergono alcune considerazioni: un generale apprezzamento dei cittadini per il servizio sanitario della propria regione, una netta propensione per la sanità pubblica, la soddisfazione per le innovazioni digitali già implementate e un certo scetticismo sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in sanità.

Immagine di FNOMCeO e Istituto Piepoli

Il Sistema Sanitario Nazionale. Indagine su Opinione Pubblica e Personale Medico
Immagine di FNOMCeO e Istituto Piepoli

In occasione del 45° compleanno del SSN, Fnomceo ha organizzato un convegno durante il quale è stata presentata una ricerca dal titolo “Il Sistema Sanitario Nazionale. Indagine su Opinione Pubblica e Personale Medico” realizzato dall’Istituto Piepoli. Dai dati di tale indagine emergono alcune considerazioni: un generale apprezzamento dei cittadini per il servizio sanitario della propria regione, una netta propensione per la sanità pubblica, la soddisfazione per le innovazioni digitali già implementate e un certo scetticismo sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in sanità.

Nel 2023 il Servizio Sanitario Nazionale italiano ha compiuto il suo 45° compleanno. Infatti, era il 23 dicembre 1978 quando venne approvata definitivamente la Legge n.833 intitolata “Istituzione del servizio sanitario nazionale”. Una ricorrenza che è stata celebrata in un momento nel quale il SSN si trova a dover affrontare un periodo difficile della sua storia. Ciò a causa soprattutto delle criticità emerse a seguito della pandemia e della scarsità di risorse disponibili per la sanità pubblica. Tutto questo in un contesto demografico nazionale che vede aumentare la quota di popolazione anziana.

Proprio per celebrare questo traguardo, lo scorso 23 ottobre Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, ha organizzato a Roma un convegno dal titolo Valore salute: Ssn volano di progresso del Paese. I 45 anni del Servizio sanitario nazionale, un’eccellenza italiana. Durante questo evento sono stati presentati dei dati molto interessanti relativi al grado di importanza che l’opinione pubblica, e il personale medico, attribuiscono al SSN. Risultati ottenuti grazie ad una ricerca intitolata Il Sistema Sanitario Nazionale. Indagine su Opinione Pubblica e Personale Medico realizzata dall’Istituto Piepoli, che a tale scopo, ha intervistato un campione di 1.000 cittadini italiani e 300 professionisti sanitari, sia medici che odontoiatri.

 

Il giudizio della popolazione sulla sanità italiana

Il 54% del campione di cittadini intervistato (leggermente sovra rappresentato nella fascia 15-19 anni) si è dichiarato molto (9%) o abbastanza (45%) soddisfatto del Servizio Sanitario della propria Regione. In particolare, prendendo in considerazione il fattore demografico, i più soddisfatti sono gli individui con un’età inferiore a 35 anni (65% di giudizi positivi), mentre i meno soddisfatti sono coloro ricompresi fra i 55 e i 75 anni d’età (45%).

Netta anche la spaccatura a livello geografico, con un maggior numero di cittadini del Nord-Ovest e del Nord-Est, rispettivamente il 61% e il 67%, che si è dichiarato soddisfatto, rispetto al 41% dei residenti nelle regioni meridionali e nelle isole.

Un sistema sanitario italiano che, secondo l’opinione del 76% del campione intervistato, deve essere gestito in prevalenza dal settore pubblico. In particolare, il 36% ritiene che la sanità deve essere solamente pubblica, mentre il 40% considera possibile la convivenza fra pubblico e privato, ma anche che il primo deve essere prevalente. Da segnalare che il 20% del campione è dell’opinione che la gestione della sanità debba essere gestita dal pubblico e dal privato in egual misura.

Inoltre, il 69% degli intervistati ritiene che la gestione odierna della sanità italiana risponda maggiormente alle esigenze di bilancio piuttosto che a quelle di salute. Una posizione più diffusa fra coloro che hanno un’età compresa fra i 55 e i 75 (75%) e che vivono nelle regioni del Nord-Ovest (77%).
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L’accesso alle prestazioni non rimborsate e il giudizio dei professionisti sanitari

La ricerca ha poi analizzato quale sia la propensione dei cittadini a risparmiare per far fronte ad eventuali spese sanitarie. Dalle interviste emerge che solo il 22% del campione si sta muovendo in tal senso. D’altronde i risparmi, anche se non dedicati a questo scopo sono, come dichiarato dal 65% del campione, le prime fonti dalle quali attingere per poter usufruire di prestazioni sanitarie a pagamento, e quindi non rimborsate dal SSN. In aggiunta, è indicativo che il 7% degli intervistati abbia dichiarato che, nel caso non disponga delle risorse necessarie, rinuncia ad usufruire di queste prestazioni sanitarie. Ciò significa che circa 3 milioni di cittadini italiani non riescono ad accedere alle diagnosi e alle terapie di cui hanno bisogno.

Nonostante ciò, la soddisfazione per l’assistenza sanitaria è elevata: il 67% del campione ha espresso un giudizio positivo, con il 35% che la ritiene accettabile, il 29% che la giudica abbastanza soddisfacente e il 3% che si ritiene molto soddisfatto. Non deve quindi sorprendere che il 46% dei cittadini intervista ritiene che la sanità italiana sia da considerare un settore in grado di creare ricchezza, e un ambito che deve essere fra le priorità del governo.

Analizzando i dati relativi ai medici, il 91% del campione interpellato ha espresso l’auspicio che la sanità sia governata dalle competenze professionali e non soltanto da esigenze economiche e amministrative. Inoltre, il 90% ritiene che il ruolo dei medici debba essere prevalente nelle decisioni relative alla sanità, soprattutto per ciò che riguarda l’organizzazione clinica (49%). Tuttavia, ben il 36% dei medici ha dichiarato di non avere a disposizione tutto il tempo necessario per dedicare la dovuta attenzione a tutti i propri pazienti. Il 59% di questo segmento ha segnalato che il principale motivo di questa carenza è dovuto all’eccessiva burocrazia.

 

La propensione all’innovazione digitale del SSN

Infine, sono di un certo interesse i dati relativi allo sviluppo digitale dei servizi sanitari. In particolare, i cittadini hanno dato un giudizio molto positivo (21% del campione), o di generale apprezzamento (53%) delle innovazioni digitali introdotte negli ultimi anni (come ad esempio la ricetta elettronica).

Al contrario, emerge molto scetticismo nel momento in cui si prospetta un futuro utilizzo dell’intelligenza artificiale. Infatti, il 69% del campione della popolazione ha affermato che non ricorrerebbe in nessun caso all’utilizzo di una piattaforma di AI per farsi curare. Il 28%, invece, accetterebbe di farlo solamente se essa fosse affiancata da un supporto medico.

I professionisti sanitari, di contro, si sono dichiarati più propensi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto delle loro attività. Infatti, il 20% dei medici ha indicato di essere pronto già da oggi a sfruttare questa opportunità. Inoltre, il 40% si dimostra aperto a questa possibilità, ma solo dopo aver sostenuto un’adeguata formazione professionale.

 

Dino Biselli

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