SSN: priorità e aspettative degli italiani
La sanità è considerata dagli italiani di importanza strategica e l’ambito prioritario nel quale effettuare investimenti al fine di potenziarla: sono le evidenze principali emerse dall’indagine “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo SSN”, presentata dal Presidente di Ipsos Italia, Nando Pagnoncelli, durante la sesta edizione di ”Inventing for Life Health Summit”. Altri dati interessanti derivati da questa ricerca riguardano un minor sostegno al processo di trasformazione digitale in ambito sanità e una leggera diminuzione delle fake news diffuse sugli argomenti legati alla salute.

La sanità è considerata dagli italiani di importanza strategica e l’ambito prioritario nel quale effettuare investimenti al fine di potenziarla: sono le evidenze principali emerse dall’indagine “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo SSN”, presentata dal Presidente di Ipsos Italia, Nando Pagnoncelli, durante la sesta edizione di ”Inventing for Life Health Summit”. Altri dati interessanti derivati da questa ricerca riguardano un minor sostegno al processo di trasformazione digitale in ambito sanità e una leggera diminuzione delle fake news diffuse sugli argomenti legati alla salute.
Nel mese di febbraio ha avuto luogo la sesta edizione di ”Inventing for Life Health Summit”. Un appuntamento ormai consolidato, organizzato da MSD Italia, che anche quest’anno è stato dedicato al tema “Investing for Life: la Salute conta!”. Durante l’evento, Nando Pagnoncelli, Presidente di IPSOS Italia, ha presentato i risultati emersi dalla ricerca “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo SSN”.
- Sanità e SSN priorità dei cittadini
- SSN: criticità e livello di soddisfazione
- La propensione per la transizione digitale in sanità
- Informazione e fake news in sanità
Sanità e SSN priorità dei cittadini
L’indagine, che ha coinvolto un campione di 1.000 cittadini, ha messo subito in evidenza che, per la stragrande maggioranza degli italiani, il Servizio Sanitario Nazionale è considerato essere di importanza strategica per il Paese. Infatti, il 69% del campione ritiene l’area “Salute e Sanità” quella sulla quale il governo deve investire più urgentemente rispetto alle altre, ben 14 punti percentuali in più rispetto al dato del 2022.
In particolare, il 58% dei cittadini è dell’opinione che le priorità di investimento siano i Pronti Soccorso e i Servizi di Emergenza. Il 40% del campione ritiene che l’attenzione debba essere focalizzata sull’Assistenza Ospedaliera, mentre il 31% sostiene che occorra concentrarsi sulla Prevenzione, stessa percentuale di coloro che indicano come priorità la Medicina Generale.
SSN: criticità e livello di soddisfazione
Le principali criticità individuate dai cittadini sono soprattutto le lunghe liste di attesa, siano esse per effettuare un esame diagnostico (29%), sia per effettuare una prima visita (28%). Un altro aspetto critico segnalato è quello della carenza di personale medico e sanitario, riportato dal 19% del campione. Inoltre, solo il 15% dei cittadini e dell’opinione che l’art. 32 della Costituzione sia pienamente rispettato. Al contrario, il 41% del campione ritiene che solo alcuni SSR rispettano il dettato costituzionale, e il 32% afferma che le disposizioni previste dall’art. 32 non siano del tutto tenute in considerazione.
Il fatto di ritenere l’ambito della sanità come quello assolutamente strategico per il paese, viene confermato anche dall’opinione relativa alla necessità di un aumento prioritario del finanziamento sanitario, condiviso dal 70% del campione. Un’opinione che è in parte avvalorata dal fatto che il 67% del campione si dichiara soddisfatto dell’offerta sanitaria italiana, e che il 51% di esso potenzierebbe il sistema pubblico. Inoltre, la quota di italiani che si dichiara consapevole dell’inferiorità della spesa pubblica italiana in sanità rispetto alla media europea è pari al 38%, cinque punti percentuali in più rispetto alla precedente rilevazione.
La propensione per la transizione digitale in sanità
Con l’esaurirsi dell’emergenza Covid-19, la quota di italiani convinta dell’utilità della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale nel campo sanitario è ancora ampiamente maggioritaria. Tuttavia essa ha subito una sensibile diminuzione, passando dal 79% del 2022 al 68% del 2023.
Fra i motivi addotti da coloro che ritengono necessaria la trasformazione digitale in sanità vi sono, soprattutto, quelli relativi all’automatizzazione dei compiti ripetitivi, all’uso di algoritmi in grado di rendere più accurate le diagnosi, e alla prevenzione delle malattie grazie all’analisi dei dati sui fattori di rischio per la salute. I motivi alla base dello scetticismo di coloro che ritengono inutile la trasformazione digitale, invece, sono la preoccupazione generata dall’assenza di contatto umano, la difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali, e la scarsa fiducia sull’affidabilità dell’intelligenza artificiale.
In questo contesto di crescente scetticismo nei confronti del digitale in sanità si registra una diminuzione anche il numero di cittadini favorevoli alla diffusione della telemedicina. Infatti, il 60% del campione dichiara che tale processo è una cosa favorevole, in calo di nove punti percentuali rispetto al dato del 2022.
Informazione e fake news in sanità
Un altro capitolo interessante dell’indagine condotta da Ipsos è quello riguardante l’informazione in ambito sanitario. Per il 28% degli italiani la fonte di informazione sui temi della salute è il proprio medico di famiglia, mentre per il 26% è la televisione, seguita con il 17% da internet. Non deve quindi sorprendere che il medico di famiglia sia ritenuto essere, dal 50% del campione, la fonte di informazione più attendibile.
Risulta in diminuzione, invece, la quota di italiani che dichiara di essersi imbattuta in fake news sulla sanità, anche se si tratta di una percentuale ancora consistente. Infatti, il 65% del campione ha riferito di aver avuto modo di leggere notizie false o inattendibili, in calo di nove punti percentuali rispetto al dato del 2022. I social media in primis, con il 46% e la televisione come seconda indicazione, con il 31% sono i media maggiormente indicati come “spacciatori” di fake news, che nel 58% delle volte hanno avuto come oggetto il Covid-19 e, nel 44% dei casi, i vaccini.
Dino Biselli

