Migliori ospedali al mondo: classifica 2024

Newsweek e Statista hanno pubblicato la World’s Best Hospitals 2024, la nuova edizione della graduatoria dei migliori ospedali al mondo. Mayo Clinic di Rochester (Minnesota – USA) si conferma ancora come la prima struttura ospedaliera a livello globale, e gli Stati Uniti sono ancora lo Stato con più strutture presenti in graduatoria.

Migliori ospedali al mondo: classifica 2024

Newsweek e Statista hanno pubblicato la World’s Best Hospitals 2024, la nuova edizione della graduatoria dei migliori ospedali al mondo. Mayo Clinic di Rochester (Minnesota – USA) si conferma ancora come la prima struttura ospedaliera a livello globale, e gli Stati Uniti sono ancora lo Stato con più strutture presenti in graduatoria.

Nel mese di febbraio è stata pubblicata la versione 2024 della World’s Best Hospitals, la graduatoria dei primi 2.400 ospedali al mondo, realizzata dalla collaborazione fra Newsweek e Statista. La classifica di quest’anno ha tenuto in considerazione le strutture ospedaliere presenti in 30 paesi al mondo, due in più (Cile e Malesia) rispetto alla rilevazione del 2023.

 

Classifica 2024 degli ospedali di Newsweek e Statista

Al vertice della graduatoria si conferma la Mayo Clinic di Rochester (Minnesota), seguita dal Cleveland Clinic di Cleveland (Ohio). La prima vera novità della classifica di quest’anno è rappresentata dal terzo posto riconosciuto al Toronto General – University Health Network di Toronto (Ontario). La struttura canadese, quindi è riuscita a piazzarsi prima di The Johns Hopkins Hospital di Baltimora (Maryland), che ha conservato la sua quarta posizione, e del Massachusetts General Hospital di Boston (Massachusetts), che è disceso dalla terza alla quinta posizione.

Gli USA si confermano lo Stato con un numero di strutture ospedaliere di qualità maggiore rispetto a quelli degli altri paesi. Infatti, sono statunitensi 43 degli ospedali della Global Top 250, vale a dire la graduatoria delle prime 250 strutture presenti in classifica. Il secondo paese con il maggior numero di aziende ospedaliere presenti in questa lista dei migliori è la Germania con 23 strutture. Seguono la Corea del Sud con 17 strutture, la Francia con 16, il Giappone con 15, l’Italia con 14, la Spagna con 13, e il Regno Unito con 11.

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Gli ospedali al di fuori degli USA

Il primo ospedale europeo in graduatoria è il tedesco Charité – Universitätsmedizin Berlin di Berlino, che si piazza in sesta posizione, sopravanzando lo svedese Karolinska Universitetssjukhuset di Stoccolma, che scivola in settima posizione generale. La prima struttura ospedaliera asiatica si conferma essere il Singapore General Hospital, che però passa dalla nona all’undicesima posizione generale.

L’Hospital Israelita Albert Einstein di Sao Paulo del Brasile è ancora una volta il primo del Sud America, e nella graduatoria attuale si posiziona in ventottesima posizione generale, sei in più rispetto al 2023. Il Royal Prince Alfred Hospital di Camperdown in Australia è valutato ancora come primo dell’Oceania, e guadagna dieci posizioni generali arrivando ad occupare la cinquantaseiesima piazza.

La singola città che ha più ospedali presenti fra i primi 250 al mondo è ancora Seoul, con ben 13 strutture, seguita, a pari merito, da Londra, Parigi, Toronto e Madrid con sei strutture ciascuna.

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Il ranking delle strutture ospedaliere italiane

Il Policlinico Gemelli di Roma si conferma essere il primo ospedale italiano presente in classifica, posizionandosi al trentacinquesimo piazzamento generale (era al trentottesimo nel 2023). A seguire, al cinquantaduesimo posto assoluto, vi è il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano e, al cinquantasettesimo posto, l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano – Gruppo San Donato.

L’Istituto Clinico Humanitas di Milano occupa la sessantacinquesima posizione generale, seguito subito dopo dal Policlinico Sant’Orsola di Bologna-Malpighi.

 

La metodologia utilizzata per selezionarli e valutarli

Il documento intitolato “World’s Best Hospitals 2024 – Methodology” illustrata le fonti dei dati utilizzati per stilare la classifica e dove sono state reperite, e descrive i processi di analisi dati e di determinazione del ranking generale e di quelli relativi ad ogni singolo paese.

Il primo passo è stato quello di stabilire su quali paesi focalizzare l’analisi e i principali fattori che ne hanno determinato la selezione sono stati: il tenore di vita e l’aspettativa di vita, le dimensioni della popolazione, il numero di strutture e la disponibilità di dati.

Il numero di ospedali considerati per ciascun paese varia in base al numero di quelli esistenti, alla dimensione media dell’ospedale (per approssimazione, valutata in base al numero di posti letto) e alla disponibilità di dati nel rispettivo paese. Occorre sottolineare che sia la classifica globale che quelle nazionali non includono strutture ospedaliere specializzate ma sono composte solamente da ospedali generali.

Ogni ospedale di ciascun paese è stato valutato con un punteggio basato su quattro diverse fonti di dati:

  • raccomandazioni di un totale di 80.000 esperti in ambito medico e sanitario (medici, dirigenti ospedalieri, operatori sanitari);
  • dati sulla soddisfazione del paziente già disponibili;
  • metriche sulla qualità dell’ospedale;
  • implementazioni di misure di esito riferite dal paziente (PROM).

Il punteggio di ogni singolo ospedale è stato ottenuto attraverso la ponderazione di questi indicatori. La valutazione tra i diversi gruppi di esperti nel suo complesso ha pesato il 45% (40% nazionale, 5% internazionale), l’esperienza del paziente il 16,25%, le metriche di qualità ospedaliera il 32,25%, e l’implementazione delle valutazioni di esito su riscontri dei pazienti-PROM il 3,5%.

 

Dino Biselli

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