Industria Farmaceutica Europea: dati EFPIA
European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA) ha pubblicato il report “The Pharmaceutical Industry in Figures – Key Data 2024” che offre un quadro aggiornato dei risultati e delle prospettive dell’industria farmaceutica europea. L’industria del farmaco in Europa è ancora in crescita in termini di valore della produzione ma il suo livello di innovazione inizia ad essere inferiore rispetto a quello di alcuni paesi emergenti come la Cina e la Corea del Sud.

European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA) ha pubblicato il report “The Pharmaceutical Industry in Figures – Key Data 2024” che offre un quadro aggiornato dei risultati e delle prospettive dell’industria farmaceutica europea. L’industria del farmaco in Europa è ancora in crescita in termini di valore della produzione ma il suo livello di innovazione inizia ad essere inferiore rispetto a quello di alcuni paesi emergenti come la Cina e la Corea del Sud.
L’industria farmaceutica europea è un comparto essenziale per garantire la salute dei cittadini del vecchio continente. È questa la premessa del report “The Pharmaceutical Industry in Figures – Key Data 2024”, il rapporto annuale pubblicato da Efpia. L’industria europea del farmaco è una delle protagoniste fondamentali della ricerca clinica, e di conseguenza della realizzazione di trattamenti innovativi e del loro accesso ai pazienti. È proprio questa serie di attività ad aver permesso oggi ai cittadini europei di vivere più a lungo e godere di una miglior qualità di vita.
- I dati dell’edizione 2024 del rapporto Efpia
- Industria farmaceutica europea e valore della produzione ancora in aumento
- Le dinamiche relative all’occupazione
- Industria farmaceutica europea più debole nella ricerca e sviluppo
I dati dell’edizione 2024 del rapporto Efpia
L’impegno in tal senso dell’industria farmaceutica europea è testimoniato anche dalla crescita del settore in un mercato mondiale pari a 1.288,299 miliardi di euro in base ai prezzi ex fabrica. E’ vero che l’industria farmaceutica statunitense, il cui valore della produzione del 2023 è stato pari al 53,3% del totale delle vendite globali, si conferma essere quella più vivace a livello globale. Detto ciò, l’industria del farmaco dei primi cinque mercati europei (Italia, Germania, Francia, Uk e Spagna) ha mantenuto una quota pari al 22,7% del totale. Una quota che sopravanza di molto quella del 7,5% detenuta dall’industria cinese e del 4,3% realizzata dall’industria giapponese.
Occorre tuttavia sottolineare che, secondo i dati di IQVIA, le vendite di farmaci innovativi effettuate dai primi cinque mercati europei durante il periodo compreso tra il 2018 e il 2023 sono state il 15,8% del totale globale. Si tratta di una quota molto limitata se raffrontata con quella degli USA, pari al 64.4%. Inoltre è inferiore di un punto percentuale a quella che ha caratterizzato il periodo 2016-2021. Tali dati evidenziano la persistenza di alcune criticità regolatorie a livello continentale e nei singoli stati membri che non consentono di mettere a disposizione dei pazienti delle soluzioni terapeutiche innovative in tempi rapidi.

I dati riassuntivi dello stato dell’industria farmaceutica europea che sono riportati nella tabella mostrata qui sopra evidenziano come per il 2023 si stimi un crescita in termini di valore della produzione, di investimenti in ricerca e sviluppo e di occupazione rispetto a quelli del 2022. Il risultato della bilancia commerciale, invece, è previsto in leggera contrazione, a causa principalmente di un leggera diminuzione del valore delle esportazioni.

Industria farmaceutica europea e valore della produzione ancora in aumento
I dati 2022 relativi ai singoli paesi mostrano che lo Stato europeo primo in termini di valore della produzione si conferma la Svizzera, con poco più di 56,6 miliardi di euro, seguita dall’Italia, che con una sensibile crescita ha raggiunto i 49 miliardi di euro, e dal Belgio con quasi 41 miliardi di euro. A seguire vi sono la Germania con 37,4 miliardi di euro, e la Francia con 32,8 miliardi di euro. Più indietro il Regno Unito, con un valore della produzione di 29 miliardi di euro, la Spagna con un totale di poco inferiore ai 23 miliardi di euro, e la Danimarca con circa 21,5 miliardi di euro.
Le dinamiche relative all’occupazione
Il livello di occupazione del settore farmaceutico europeo si mantiene ancora su numeri molto alti, anche se per il momento la spinta alla crescita occupazionale pare essersi arrestata. Il comparto farmaceutico europeo, quindi, si conferma essere uno di quelli che a livello continentale offre la possibilità di cogliere le maggiori opportunità occupazionali. Infatti, prendendo in considerazione occupati diretti ed addetti operanti nell’indotto, l’industria del farmaco assorbe una quota rilevante della forza lavoro di tutta Europa.
Prendendo in considerazione i dati consolidati al 2022 il numero di operatori diretti che l’industria farmaceutica europea occupa è pari a poco meno 894.500 addetti, con una previsione al 2023 che vede un totale di 900.000 individui. Inoltre, questi numeri devono essere moltiplicati per tre se agli addetti diretti si sommano anche coloro che sono attivi nell’indotto.
Industria farmaceutica europea più debole nella ricerca e sviluppo
Nel 2022 gli investimenti in R&D nell’industria farmaceutica europea sono stati pari a 47 miliardi di Euro. La stima degli investimenti in ricerca e sviluppo che saranno messi in campo nel 2023 è di 50 miliardi di euro. Per quel che riguarda l’occupazione attiva in questa fondamentale funzione aziendale, nel 2022 il totale addetti che operavano in essa è stato pari a poco meno di 123,5 migliaia di persone, mentre la stima per il 2023 è pari a 130.000 unità. In Europa, nel 2022 è stata la Svizzera, con 9,5 miliardi di euro, ad essere il paese che investe maggiori risorse negli investimenti in ricerca e sviluppo in ambito farmaceutico. A pochissima distanza, segue la Germania con 9,3 miliardi euro, mentre Regno Unito occupa la terza piazza di questo podio virtuale con poco più di 6,8 miliardi di euro.
Nonostante queste cifre, l’Europa sta affrontando una crescente concorrenza da parte delle economie emergenti. Infatti, paesi come Cina e Corea del Sud stanno registrando una rapida crescita nel mercato e negli ambienti di ricerca. Basti pensare che nel 2023 la Cina ha superato l’Europa come produttore di nuove sostanze attive lanciate per la prima volta sul mercato mondiale, rispettivamente con 25 e 17 nuove sostanze, mentre gli Stati Uniti sono ancora in testa con 28 su un totale di 90. Si tratta di un’ulteriore conferma che l’equilibrio geografico del mercato farmaceutico si sta spostando gradualmente verso le economie emergenti in rapida crescita.

Infine, prendendo in considerazione la bilancia commerciale, la differenza a valori fra importazioni ed esportazioni nel 2022 è stata positiva per più di 208 miliardi di Euro, mentre per il 2023 si stima che l’avanzo commerciale si sia attestato sui 215 miliardi di Euro.
Dino Biselli
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