Industria farmaceutica italiana nel 2023

L’industria farmaceutica italiana è una delle principali protagoniste dell’industria del farmaco europea, come dimostrano i dati relativi al valore della produzione e all’export generati nel 2023. Nella sua relazione esposta durante l’Assemblea Pubblica di Farmindustria, il Presidente Marcello Cattani ha rivendicato questo ruolo da protagonista di una eccellenza italiana, indicando anche quali sono le principali sfide che le aziende farmaceutiche europee dovranno affrontare nel prossimo futuro ed esortando legislatori e regolatori ad adottare provvedimenti che siano in grado di favorire l’innovazione in questo importante settore manifatturiero.

Industria farmaceutica italiana nel 2023

L’industria farmaceutica italiana è una delle principali protagoniste dell’industria del farmaco europea, come dimostrano i dati relativi al valore della produzione e all’export generati nel 2023. Nella sua relazione esposta durante l’Assemblea Pubblica di Farmindustria, il Presidente Marcello Cattani ha rivendicato questo ruolo da protagonista di una eccellenza italiana, indicando anche quali sono le principali sfide che le aziende farmaceutiche europee dovranno affrontare nel prossimo futuro ed esortando legislatori e regolatori ad adottare provvedimenti che siano in grado di favorire l’innovazione in questo importante settore manifatturiero.

Un’Assemblea Pubblica di Farmindustria tutta improntata all’innovazione e al ruolo dell’Italia nel mondo quella che si è svolta lo scorso 4 luglio e che, come consuetudine, è stata aperta dalla relazione del Presidente Marcello Cattani. Un’impostazione ben descritta dal titolo e dal sottotitolo di copertina dell’evento: “Una visione globale per governare il cambiamento – La sfida dell’Industria farmaceutica in Italia per la competitività dell’Unione Europea“.

 

Le sfide per l’industria farmaceutica europea

Intelligenza artificiale, data driven industry, ricerca medica effettuata nello spazio, nuove tipologie di modelli di trial clinici, nuovi ambiti di R&S. Si tratta di fattori che consentiranno sempre più la personalizzazione delle terapie, in una prospettiva One Health così da rispettare la salute delle persone e del pianeta. Nel suo intervento Cattani ha voluto sottolineare che a inizio 2024 i farmaci in sviluppo nel mondo sono oltre 23.000: un record storico. Inoltre, gli investimenti in R&S previsti nel quinquennio 2023- 2028 sono di oltre 1.700 miliardi di dollari da parte delle imprese farmaceutiche.

In un contesto in così rapido mutamento l’Europa deve quindi essere più competitività e capace di attrarre investimenti, con una propria autonomia strategica. Per tali motivi il Presidente Cattani ha sostenuto la necessità di rivedere la proposta di revisione della legislazione farmaceutica, ritenuta essere un fattore che indebolisce la proprietà intellettuale.

A sostegno di questa sua posizione, Cattani ha sottolineato che il 60% dei nuovi lanci di medicinali avviene negli USA mentre quelli in UE sono meno del 30%. Inoltre, dai dati Efpia emerge che nel 2023 la Cina ha superato l’Europa come area di origine di nuovi farmaci: su 90 molecole a livello globale 28 arrivano dagli Usa, 25 dalla Cina, e 17 dall’UE.

 

Industria farmaceutica italiana: le cifre del 2023

Sfide che vedono l’industria farmaceutica italiana e le imprese che ne fanno parte come assolute protagoniste. Nel 2023 l’industria italiana del farmaco nel suo complesso, infatti, ha generato 52 miliardi di valore della produzione, con un incremento del 6,1% rispetto all’anno precedente.

Grazie a questo risultato, l’industria farmaceutica italiana ha conservato la sua leadership nell’ambito dell’Unione Europea, insieme a Germania e Francia. Il valore aggiunto complessivo generato da queste imprese del farmaco nel 2023 è stato pari a 11,9 miliardi di euro, e pari al 3,6% del totale del valore aggiunto dell’industria in senso stretto.

Pressoché stabile il numero di aziende farmaceutiche operanti in Italia, pari a 284, di cui 220 sono produttrici di specialità medicinali. Il 42% del totale delle imprese del farmaco sono a capitale italiano, mentre il 58% sono aziende a capitale estero, il 32% sono europee e giapponesi, mentre il capitale del 26% delle aziende è di provenienza USA.

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I risultati record dell’export farmaceutico

“Al primo posto a livello mondiale per crescita dell’export tra il 2021 e il 2023. È il traguardo raggiunto dall’industria farmaceutica in Italia grazie a imprese, internazionali e nazionali, che continuano a investire nel Paese”

Con questa dichiarazione il Presidente Cattani ha voluto mettere in luce lo straordinario risultato che l’industria farmaceutica italiana ha raggiunto in termini di export. Infatti nel 2023 il valore delle esportazioni farmaceutiche è stato pari a 49,1 miliardi di euro, il 3% in più rispetto al 2022. In particolare, le esportazioni di medicinali sono state pari a 41,3 miliardi di euro ed hanno rappresentato l’84% del totale del valore dell’export.

Negli ultimi dieci anni la crescita dell’export farmaceutico è avvenuta ad un tasso medio annuo del 9,6%, pari al doppio di quello dell’industria manifatturiera. Come rilevato da Cattani, l’aumento delle esportazioni farmaceutiche tra il 2021 e il 2023 è incrementato del 47%, un balzo che ha consentito all’Italia di diventare il sesto paese al mondo per export farmaceutico, con un peso sul totale globale cresciuto dal 5% nel 2018 al 6% nel 2023.

Di contro, il valore complessivo delle importazioni è stato pari a 38,4 miliardi di euro, in calo dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Nel complesso, il saldo commerciale del 2023 è stato pari a 10,7 miliardi di euro, in crescita di più di 1,6 miliardi rispetto al dato del 2022.

Industria farmaceutica italiana nel 2023

Occupazione e ricerca e sviluppo nel 2023

Il numero di addetti diretti dell’industria farmaceutica nel 2023 è stato di 70.000, a cui vanno aggiunti gli 83.100 addetti nell’indotto fornitori e i 153.100 addetti nell’indotto consumi. Il 90% del totale della forza lavoro impiegata in modo diretto è costituito da diplomati e laureati, con questi ultimi che sono pari al 54% del totale. Inoltre, la presenza di personale femminile si conferma pari a circa il 45% del totale.

Infine, nel 2023 gli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati dalle imprese del farmaco presenti in Italia sono ammontati complessivamente a 2 miliardi di euro, vale a dire il 7,4% del totale degli investimenti in Italia. Inoltre, 700 milioni di euro di questo ammontare è il volume degli investimenti destinato alla ricerca clinica. Entrando maggiormente nello specifico, il 45% del totale degli investimenti in studi clinici è dedicato a farmaci biotech e terapie avanzate, il 38% del totale è impegnato sulle malattie rare, e il 53% su studi di Fase I e II. In ultimo, gli addetti diretti dedicati alla ricerca e sviluppo sono stati 7.050, in aumento del 2,1% rispetto al 2021, equivalenti a poco più del 10% del numero degli addetti totali.

 

Dino Biselli

 

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