Competenze e innovazione nel life science
In due suoi contributi pubblicati in “Innovation as Strategy”, il volume pubblicato nel mese di marzo da Eversana Intouch dedicato alla trasformazione digitale in ambito life science, Francesca Filippucci, People Director Europe di Eversana, ha sottolineato come l’innovazione digitale nell’ambito dell’industria farmaceutica sia resa possibile dalle persone, in particolare dalla competenze che ne permettono lo sviluppo e l’utilizzo, e da un atteggiamento di apertura rispetto alle novità e all’apprendimento continuo.
Stethoscope on a Smartphone Depicting Modern Digital Healthcare Technology

In due suoi contributi pubblicati in “Innovation as Strategy”, il volume pubblicato nel mese di marzo da Eversana Intouch dedicato alla trasformazione digitale in ambito life science, Francesca Filippucci, People Director Europe di Eversana, ha sottolineato come l’innovazione digitale nell’ambito dell’industria farmaceutica sia resa possibile dalle persone, in particolare dalla competenze che ne permettono lo sviluppo e l’utilizzo, e da un atteggiamento di apertura rispetto alle novità e all’apprendimento continuo.
Un aspetto fondamentale dell’innovazione digitale è quello delle competenze e per tale motivo non poteva non essere trattato in “Innovation as Strategy”, il volume pubblicato nel mese di marzo da Eversana Intouch. In questa pubblicazione dedicata alla trasformazione digitale in ambito life science, Francesca Filippucci, People Director Europe di Eversana, ha affrontato questo tema attraverso due suoi contributi.
- L’evoluzione delle competenze e dei processi di innovazione nell’industria farmaceutica
- Competenze e mentalità
- Innovazione e importanza delle persone
L’evoluzione delle competenze e dei processi di innovazione nell’industria farmaceutica
In “Evolving skills and processes in pharma: sales, marketing, and medical functions” Filippucci ha analizzato come le strategie delle aziende farmaceutiche stiano trasformando i loro processi. Un’evoluzione che si rende necessaria per integrare le innovazioni tecnologiche nei processi delle aziende del settore delle scienze della vita.
L’innovazione delle funzioni aziendali
Fra le funzioni aziendali che stanno sperimentando questo percorso le maggiormente coinvolte sono quelle commerciali, quelle relative al marketing, e quelle mediche. Le attività di informazione scientifica e di vendita richiedono professionisti capaci di utilizzare strumenti avanzati di contatto, e abili nell’utilizzo dei social media. L’ottimizzazione dell’allocazione delle risorse e l’attuazione di una strategia di comunicazione mirata richiederanno che gli addetti marketing delle aziende acquisiscano una spiccata capacità di utilizzo degli strumenti di analisi data avanzata e di intelligenza artificiale. L’impiego di piattaforme digitali per semplificare la comunicazione scientifica sarà invece la principale competenza per coloro che sono occupati nella funzione medica.
L’innovazione digitale dal punto di vista di operatori sanitari e pazienti
Questa evoluzione richiede necessariamente il coinvolgimento di nuovi stakeholder come pazienti, operatori sanitari e associazioni pazienti. Il confronto con la prospettiva del paziente consente alle aziende farmaceutiche di interagire in modo più efficace con gli operatori sanitari e le istituzioni, permettendo la personalizzazione delle strategie di innovazione e soddisfacendo le esigenze dell’ecosistema sanitario.
I pazienti stanno diventando più informati e proattivi nelle loro decisioni sanitarie, mentre da parte loro gli operatori sanitari devono far fronte al mutamento dei sistemi sanitari nazionali. Occorre quindi adottare nuovi approcci incentrati sul paziente ed erogare una formazione specifica non solo a loro ma anche a professionisti della sanità. Grazie ad una maggior fiducia e a un’offerta di valore, le aziende farmaceutiche possono quindi migliorare l’esperienza del “cliente” sia esso paziente o operatore sanitario.
Adattamento e partnership
E’ necessario però anche acquisire anche la capacità di adattarsi in modo rapido ai cambiamenti in ambito regolatorio e trovare soluzioni creative a situazioni complesse, soprattutto in ambiti in cui la regolamentazione è ancora in divenire, come ad esempio per le digital therapeutics. Una necessità che si lega anche alla capacità di essere in grado di collaborare efficacemente tra culture diverse: in poche parole di fare partnership. Le aziende farmaceutiche quindi devono essere capaci di essere parte di un network che comprenda startup impegnate nell’erogazione di servizi innovativi ai pazienti, e ospedali e istituzioni per ottimizzare i loro percorsi ed esperienze.
Competenze e mentalità
Con il contributo intitolato “Skills and mindsets for the future” Filippucci sottolinea come sia assolutamente indispensabile che le competenze e la giusta mentalità vengano incorporate nelle organizzazioni delle aziende del life science. Si tratta di un passo necessario affinché si possa rispondere in modo adeguato alla crescente importanza delle nuove tecnologie, dello smart working e dell’intelligenza artificiale.
Alfabetizzazione digitale e “augmented work”
L’alfabetizzazione digitale sarà sicuramente una delle competenze maggiormente richieste poiché permetterà di mettere in atto, a chi ne sarà in possesso, il cosiddetto “augmented work”. Infatti il lavoro aumentato, che implica lo sfruttamento dell’intelligenza artificiale per eliminare le attività ripetitive e consentire agli individui di concentrarsi su aspetti complessi, è destinato a diventare un set di competenze indispensabile. Inoltre, con la crescente disponibilità di informazioni lo sviluppo di un pensiero critico, ovvero la capacità di identificare dati preziosi e analizzare oggettivamente problemi e situazioni, potrebbe essere una delle competenze più rilevanti per i futuri leader.
Apprendimento continuo come chiave per l’innovazione
Altro aspetto fondamentale da incoraggiare è l’apprendimento continuo, la capacità e volontà di ricercare proattivamente nuove competenze e rimanere aggiornati sulle tendenze, in particolare nel contesto dei processi di trasformazione digitale. Un processo di assimilazione di conoscenze che deve essere favorito e incoraggiato dalle aziende attraverso la creazione di un ambiente di lavoro sano capace di far esprimere il loro pieno potenziale. Ma non solo: occorre offrire ai propri collaboratori la possibilità di mettere in atto il lavoro agile, smart working e intelligenza emotiva.
Smart working e intelligenza emotiva
In particolare, lo smart working si estende oltre la flessibilità di lavorare da qualsiasi luogo ci troviamo, rappresentando un approccio trasformativo che costringe a concentrarsi sulla finalità da raggiungere e su come ottenere i propri risultati. Infine la necessità di essere dotati di intelligenza emotiva è diventata sempre più pressante per tutti coloro che occupano posizioni direttive e di gestione nell’organigramma di un’azienda. Infatti, è una competenza fondamentale per abilitare le forze lavoro da un punto di vista professionale, considerando anche le loro sfide personali e la loro vita al di fuori del lavoro.
Ciò significa che un “sé lavorativo” e un “sé personale” semplicemente non esistono e che ogni singolo individui va osservato e trattato come un tutto, eliminando questa separazione e incoraggiando la crescita personale che può fluire in entrambe le sfere.
Innovazione e importanza delle persone
Questi due contributi di Francesca evidenziamo in modo molto marcato come l’innovazione non si persegua solamente attraverso la tecnologia e la ridefinizione dei processi. Si tratta di aspetti importanti e fondamentali, ma che se non considerati insieme ad un’altra delle sue colonne fondamentali, le persone, essi perdono di significato. Gli individui, con la loro capacità di apprendere e di adattarsi sono i veri protagonisti dell’innovazione e le aziende, soprattutto quelle del settore life science, devono metterli in condizioni di crearla e di usufruirne.
Dino Biselli
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