Osservatori MIP: digital health in crescita

“Sanità Digitale: Trasformare il presente per un futuro sostenibile” è stato l’evento di presentazione della ricerca sull’evoluzione della digital health in Italia che viene realizzata con cadenza annuale dall’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano. Gli investimenti in sanità digitale sono in aumento come la maggior propensione all’utilizzo di tali strumenti sia da parte dei medici che dei pazienti/utenti. Tuttavia permangono delle criticità da risolvere, in particolare per quel che riguarda la carenza di competenze digitali da parte della maggioranza dei cittadini.

Osservatori MIP: digital health in crescita

“Sanità Digitale: Trasformare il presente per un futuro sostenibile” è stato l’evento di presentazione della ricerca sull’evoluzione della digital health in Italia che viene realizzata con cadenza annuale dall’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano. Gli investimenti in sanità digitale sono in aumento come la maggior propensione all’utilizzo di tali strumenti sia da parte dei medici che dei pazienti/utenti. Tuttavia permangono delle criticità da risolvere, in particolare per quel che riguarda la carenza di competenze digitali da parte della maggioranza dei cittadini.

Lo scorso maggio si è tenuto il convegno “Sanità Digitale: Trasformare il presente per un futuro sostenibile”. Durante l’evento si è tenuta la consueta presentazione della ricerca sulla digital health dell’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano. Una ricerca alla quale hanno collaborato Consulcesi Homnya, AMD, AME, FADOI, FIASO, SIMFER e FIMMG. Un appuntamento che rappresenta un momento per fare il punto della situazione sull’evoluzione della sanità digitale in Italia.

 

L’evoluzione degli investimenti in digital health

Un ambito, quello digital health, al quale vengono dedicati sempre più investimenti. Infatti, dai dati della ricerca emerge che nel 2023 la spesa per la sanità digitale in Italia è stata pari a 2,2 miliardi di euro.

Si tratta di un ammontare superiore al 22% rispetto a quanto speso nel 2022. Una cifra che però non ha ancora registrato un importante impatto da parte degli investimenti del PNRR. Infatti, i fondi messi a disposizione dal Piano fino ad oggi sono stati relativamente limitati.

 

Le priorità della digital health in Italia

Dal punto di vista espresso dal campione di aziende sanitarie coinvolto nella ricerca, lo sviluppo della cybersecurity è ancora la priorità da implementare. Ciò a causa del sempre maggior numero di attacchi informatici che le aziende e le istituzioni sanitarie hanno subito negli ultimi mesi.

Altro strumento ritenuto fondamentale è la Cartella Clinica Elettronica (CCE) che ancora oggi non trova diffusione nel 35% degli ospedali. Ulteriori innovazioni ritenute imprescindibili sono i sistemi di integrazione con sistemi regionali e/o nazionali.

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Lo stato di utilizzo della Telemedicina

L’utilizzo delle soluzioni di telemedicina è in linea con quello dello scorso anno. Infatti, il 35% dei medici specialisti ha dichiarato di aver utilizzato servizi di televisita, percentuale che sale al 43% fra i MMG. Per quel che riguarda il telemonitoraggio, il 33% degli specialisti ha segnalato di averne fatto ricorso, percentuale molto simile al 35% rilevato fra i MMG.

 

Il Fascicolo Sanitario Elettronico

Nel corso del 2023 il 35% dei medici specialisti e il 48% dei MMG hanno dichiarato di aver fatto ricorso al Fascicolo Sanitario Elettronico. Il FSE, in particolare, è ritenuto vantaggioso per la riduzione del tempo necessario per reperire le informazioni (per il 70% degli specialisti e il 65% dei MMG). Inoltre, esso permette la semplificazione della lettura dei documenti scambiati (70% degli specialisti e il 60% dei MMG).

Un’indagine condotta da DoxaPharma ha evidenziato un aumento del numero di cittadini che vi hanno effettuato l’accesso (41% vs il 35% rilevato lo scorso anno). A questa propensione positiva del pubblico verso questo strumento però permane una criticità a livello aziendale. Infatti, una percentuale ancora rilevante di strutture sanitarie non alimenta il FSE con i dati raccolti. Inoltre, spesso queste informazioni, quando disponibili, sono caricate a sistema in modalità non strutturata.

E’ proprio questa mancata capacità di integrazione dei dati fra uno strumento strategico come il FSE e altre soluzioni indispensabili (come la CCE) ad essere il maggior ostacolo per l’alimentazione dello stesso Fascicolo Sanitario Elettronico.

 

Opportunità e rischi dell’Intelligenza Artificiale nella digital health

Passando ai trend di innovazione tecnologica in ambito life science quello che sta riscuotendo il maggior interesse e avendo un impatto sull’intero ecosistema è quello dell’intelligenza artificiale. Infatti, la maggior parte del personale sanitario è dell’opinione che l’AI potrà essere un valido supporto per le proprie attività.

Secondo il 72% degli specialisti e il 70% dei MMG essa potrà rafforzare la medicina personalizzata. Ancora, per il 55% degli specialisti e il 66% dei MMG l’intelligenza artificiale potrà rendere maggiormente sostenibili le attività di monitoraggio di un elevato numero di pazienti cronici. Dal punto di vista dei pazienti, il 62% di un campione coinvolti nella ricerca svolta in collaborazione con Alleanza Malattie Rare, APMARR, FAND, FederASMA e Onconauti, ha dichiarato che, se usata con prudenza, l’AI possa portare più benefici che rischi e che possa aiutare il medico nel prendere decisioni più precise e rapide.

Per quanto riguarda i timori associati all’utilizzo dell’AI, tra i medici emerge il timore che l’automatizzazione di alcune attività possa condurre a errori. In particolare il 55% degli specialisti e il 59% dei MMG è dell’opinione e che l’introduzione dell’AI nella pratica clinica possa diminuire il valore del giudizio clinico basato sull’esperienza professionale.

 

Le promesse dell’IA e delle Terapie Digitali

Sempre in relazione al futuro ruolo dell’intelligenza artificiale, il 93% delle aziende dell’offerta e il 74% delle direzioni strategiche delle strutture sanitarie essa potrà dimostrare la sua capacità trasformativa nell’arco dei prossimi 3-5 anni. Una capacità trasformativa che viene attribuita alle terapie digitali, nella misura del 77% delle aziende dell’offerta e del 55% delle aziende sanitarie. Tuttavia, una loro importante diffusione non è attesa prima di 5 anni. Ciò a causa dei vincoli regolatori e l’assenza di rimborsabilità che caratterizza oggi queste opzioni terapeutiche.

 

Le competenze necessarie ai pazienti

Infine, durante i vari interventi che si sono susseguiti nel corso della presentazione è emerso che sono quattro le aree di competenze che il cittadino-paziente dovrebbe sviluppare per utilizzare in modo efficace gli strumenti di Sanità digitale. Queste quattro aree sono:

  • Digital Literacy, vale a dire le competenze tecniche relative alle funzionalità degli strumenti digitali utilizzati;
  • Digital Soft Skills, le capacità necessarie per comunicare e condividere informazioni efficacemente attraverso canali digitali
  • Health Literacy, le abilità necessarie per ricercare, elaborare e comprendere informazioni basilari per prendere decisioni informate sulla propria salute;
  • eHealth Skills, le competenze per utilizzare in modo autonomo e consapevole le tecnologie digitali nella gestione della salute personale.

 

Dino Biselli

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