AIFA: spesa per farmaci nei primi mesi 2024
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AIFA ha pubblicato i dati relativi al monitoraggio della spesa farmaceutica per il periodo gennaio-aprile 2024. La spesa si è attestata, a livello nazionale, a 8.016,3 milioni di euro. Lo scostamento in termini assoluti è di 1.249,9 milioni di euro rispetto alle risorse complessive preventivate.
In termini relativi, tale scostamento porta l’incidenza della spesa farmaceutica sul FSN provvisorio del 2024 al 18,13%. Una percentuale sensibilmente più alta rispetto al 15,30% preventivata. Inoltre, la spesa farmaceutica nel primo quadrimestre del 2024 è aumentata del 12% rispetto a quella dello stesso periodo dello scorso anno.
AIFA sottolinea che la dinamica della spesa farmaceutica nei primi 4 mesi dell’anno è influenzata in modo determinante dagli acquisti diretti. Infatti, è stato del 17% l’aumento di questa voce di spesa di farmaci acquistati direttamente dalle Regioni. Tale incremento è dovuto principalmente al maggior consumo di farmaci ospedalieri oncologici.
Inoltre, la spesa per i farmaci venduti in farmacia ha avuto un incremento del 2,3%. Quest’ultimo aumento ha la sua ragione nella nuova modalità di remunerazione delle farmacie. Nello specifico, a partire da marzo 2024, il nuovo schema interviene disancorando l’agio per il farmacista dal prezzo del medicinale e incamerando la remunerazione aggiuntiva introdotta dopo la pandemia.
L’andamento dei dati di spesa conferma quanto si verifica anche negli altri Paesi avanzati, ossia la sempre maggiore incidenza dei farmaci altamente innovativi, senza alcuna alternativa terapeutica, che in Italia da soli valgono il 38,6% della spesa pubblica per i medicinali, che in Europa si prevede in crescita di 59 miliardi di dollari da qui al 2027. Certo, qualcosa in più si può fare sul piano dell’appropriatezza, definendo a livello locale percorsi di cura e controlli più efficaci per contenere il fenomeno dell’iperprescrizione.
Lavoro che non compete all’AIFA, la quale attraverso la contrattazione dei prezzi tra i più bassi d’Europa e le 342 ricontrattazioni avvenute in poco più di sei mesi, fa di tutto per contenere la crescita della spesa. Crescita che resta tuttavia ineluttabile e richiederebbe un approccio non più a silos del suo controllo, in considerazione dei risparmi dei costi sociali e sanitari che l’innovazione farmaceutica sta apportando e sempre più apporterà in futuro” – Robert Nisticò, Presidente AIFA
Nel complesso, la spesa convenzionata ha registrato nei primi 4 mesi dell’anno un avanzo di 208 milioni di euro rispetto al tetto programmato del 6,8% del FSN. In più, la spesa da tetto è cresciuta di 63 milioni di euro rispetto a quella registrata nel medesimo periodo nel 2023.
L’aumento della spesa per acquisti diretti da parte delle Regioni nel periodo gennaio-aprile è, in valori assoluti, pari a circa 799 milioni di euro rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Un aumento guidato dalla crescita di 828 milioni di euro degli acquisti da parte delle Regioni di medicinali a carico del SSN. Un incremento del 18,9%, che sale al 20,8% se si considerano i farmaci di fascia H ospedalieri, prevalentemente oncologici.
Di contro, si è avuta la riduzione del 6,8% della spesa per i farmaci innovativi fuoriusciti dall’apposito Fondo ed entrati nel computo della spesa soggetta al tetto degli acquisti diretti. Infine, nei primi quattro mesi del 2024 la spesa sostenuta dalle Regioni per l’acquisto di medicinali di fascia C è stata inferiore di quasi il 13%.
Infine, il monitoraggio del tetto degli acquisti diretti, pari all’8,3% del FSN, registra uno sfondamento di 1,47 miliardi di euro rispetto alla spesa programmata. Nei primi quattro mesi dell’anno la spesa per acquisti diretti delle Regioni registra una percentuale sul FSN dell’11,8%.
Dino Biselli
Fonti: AIFA
