Confalone (Novartis): investire in ricerca

Il comparto delle life sciences è oggi una vera e propria punta di diamante dell’industria italiana. Con queste parole Valentino Confalone, Presidente e Amministratore Delegato Novartis Italia, ha sottolineato l’importanza dell’industria farmaceutica italiana.

Confalone (Novartis): investire in ricerca

Il comparto delle life sciences è oggi una vera e propria punta di diamante dell’industria italiana. Con queste parole Valentino Confalone, Presidente e Amministratore Delegato Novartis Italia, ha sottolineato l’importanza dell’industria farmaceutica italiana.

Ospite della prima puntata di “Future in Healthcare” di SICS, Confalone ha risposto ad alcune domande di Barbara Di Chiara. L’AD di Novartis Italia ha sottolineato che il settore farmaceutico italiano ha registrato 50 miliardi di euro di produzione. Di questi, ben 49 sono stati dedicati all’export. Queste cifre rendono necessario avere una strategia e una politica industriale che consentano ad esso di crescere.

Durante l’intervista Confalone ha trattato numerose tematiche, fra le quali vi sono state le seguenti:

  • il tempo di accesso dei farmaci è troppo lungo e margini di miglioramento sono possibili, soprattutto agendo su quello regionale.
  • troppo poche le risorse aggiuntive dedicate alla sanità italiana nella legge di bilancio: 1,3 miliardi.
  • il tetto di spesa farmaceutica sugli acquisti diretti rimarrà invariato.
  • prevista una riduzione della quota del prezzo di un farmaco che viene spostata dall’industria a favore della distribuzione.
  • positivo l’allargamento della possibilità di accesso al fondo per i farmaci innovativi.

In riferimento alla ricerca sul tumore al seno, Confalone ha sottolineato che l’industria farmaceutica deve continuare ad investire nella ricerca. Una considerazione che può essere riferita a tutte le aree terapeutiche. Si tratta infatti di un ruolo fondamentale necessario per realizzare nuove soluzioni cliniche.

 

“Ma per rispondere alle sfide della salute a cui ho fatto riferimento è altrettanto importante che Novartis e tutta l’industria farmaceutica si pongano come partner delle istituzioni, delle società scientifiche, delle associazioni dei pazienti, dei cittadini per immaginare la salute del futuro. Noi lo stiamo facendo in questo momento con un progetto che si chiama “Partner per il futuro”. È un’iniziativa che coinvolge i giovani da diverse parti della società. Con loro stiamo immaginando quale sia il futuro della sanità che vogliamo e quindi cosa dobbiamo fare per arrivarci. Oltre a questo, lavoriamo in partnership con le Regioni per sviluppare soluzioni concrete su temi quali le malattie cardiovascolari, il tema del piano oncologico, per immaginare un miglioramento del percorso di cura del paziente. Non solo ricerca, ma anche miglioramento del sistema salute nel suo complesso”.

 

Tenendo conto di questi presupposti la nuova legislazione farmaceutica elaborata a livello europeo ha luci ed ombre. In particolare, la proposta di riduzione della protezione della proprietà intellettuale in ricerca e sviluppo è una minaccia agli investimenti. Infatti, ridurre la durata della protezione intellettuale rischia di inficiare la capacità dell’Europa di fare innovazione.

Infine, i sistemi sanitari nazionali devono evolvere per diventare sostenibili. Su questo punto specifico Confalone segnala che la spesa in salute non deve essere vista come un costo, ma come un investimento di lungo periodo. Occorre quindi ripensare il meccanismo attuale di budget a silos che separa la spesa in previdenza dalla spesa in salute.

 

Dino Biselli
Fonte: Daily Health Industry

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