Ricerca di Altroconsumo su carenza farmaci

Altroconsumo ha replicato un’indagine sulla carenza di farmaci già svolta nel 2021. I risultati della ricerca mostrano che una quota rilevante di cittadini ha dovuto affrontare una situazione di mancanza di medicinali anche nel 2023. Si tratta di un fenomeno già presente in passato e monitorato da AIFA, ma che si sta aggravando e che è determinato da numerose cause.

Immagine generata da AI

Ricerca di Altroconsumo su carenza farmaci
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Altroconsumo ha replicato un’indagine sulla carenza di farmaci già svolta nel 2021. I risultati della ricerca mostrano che una quota rilevante di cittadini ha dovuto affrontare una situazione di mancanza di medicinali anche nel 2023. Si tratta di un fenomeno già presente in passato e monitorato da AIFA, ma che si sta aggravando e che è determinato da numerose cause.

Nel corso degli anni la carenza di farmaci è diventata un fenomeno ricorrente per il sistema sanitario italiano e in generale per quelli europei. Una situazione che in ambito nazionale è stata analizzata oggetto di analisi da parte di numerosi centri di ricerca. Fra questi vi è anche Altroconsumo, la più grande associazione consumatori in Italia che ha condotto una propria survey. La sua indagine ha coinvolto 1014 italiani con caratteristiche che rispecchiano la popolazione generale per sesso, età anagrafica, istruzione e distribuzione geografica.

 

I dati della ricerca di Altroconsumo

Dai dati elaborati da Altroconsumo emerge che nel 2023 il 34% del campione ha dichiarato di avere sperimentato l’impossibilità di trovare i medicinali necessari nei tempi adeguati. Una percentuale di irreperibilità dei farmaci che è uguale a quella rilevata nella precedente ricerca svolta nel 2021. L’unica differenza è che allora si era ancora in un contesto pandemico, in quanto i dati riguardavano il 2020.

 

L’allungamento dei tempi di attesa

Ciò che ha subito un netto peggioramento rispetto alla precedente rilevazione è il tempo di attesa. Infatti, fatto 100 il 31% di pazienti che hanno atteso l’arrivo del farmaco richiesto, il 17% di essi ha dichiarato di aver dovuto attendere più di sette giorni. Nell’indagine del 2021 tale percentuale era pari all’8% di tale segmento.

Ancora, ad oggi il 20% ha dichiarato un tempo di attesa tra i 4 e i 7 giorni, mentre nel 2021 questa quota era del 13%. Infine, il 63% ha confermato di aver avuto accesso al farmaco entro 4 giorni. Tre anni fa tale percentuale era del 79%.

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Soluzioni alternative e rinuncia alle cure

Accanto a questa quota di persone rimaste in attesa, il 57% dei pazienti che hanno subito carenze di farmaci ha fatto ricorso ad altre soluzioni. In particolare, o utilizzando farmaci equivalenti oppure rivolgendosi ad altre farmacie. Infine, il restante 12% dei rispondenti ha dovuto rinunciare a curarsi. Costoro infatti non hanno potuto ricorrere ad una diversa alternativa, non trovando né il farmaco né un’altra soluzione.

Coloro che hanno subito maggiormente la mancata disponibilità di farmaci sono stati soprattutto i pazienti affetti da malattie gravi. Il 52% dei pazienti ha riportato problematiche anche di una certa serietà. Il 57% di costoro ha riportato ansia e preoccupazione. Il 30% invece ha riportato anche un peggioramento dei sintomi e della malattia. Il 2% ha addirittura dovuto essere ricoverato.

 

Le carenze di farmaci rilevate da Altroconsumo

Le carenze di farmaci che gli italiani hanno dovuto affrontare nel 2023 hanno riguardato medicinali molto diffusi. In primo luogo, con un quota del 15%, analgesici e antidolorifici, seguiti a distanza, con il 7%, da antibiotici e antivirali.

A seguire, le carenze per i farmaci dedicati al trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici e per i medicinali per il sistema immunitario, indicate dal 6% dei pazienti per ciascuna di queste macrocategorie. Il 5% delle segnalazioni ha riguardato i medicinali per il sistema cardiovascolare e quelli per l’apparato digerente. Infine, le patologie legate all’apparato respiratorio, al sistema endocrino, e al sistema nervoso centrale hanno sperimentato carenze segnalate dal 4% dei pazienti.

 

Le cause della mancanza di medicinali

Il principale motivo che ha causato la carenza rilevato dall’indagine di Altroconsumo è stato quello dell’eccessiva richiesta. Tale causa è stata citata nel 25% dei casi. È un’eventualità che può verificarsi nei periodi caratterizzati dalla circolazione di virus influenzali. Infatti, solitamente questi ultimi non consentono di rispondere adeguatamente alla forte richiesta in un breve lasso di tempo.

Altre motivazioni di indisponibilità segnalate sono stati la carenza di principi attivi/materie prime e problemi logistici. Entrambe questi motivi sono stati citati dal 18% dei casi. Il 12%, invece, ha segnalato problemi di produzione. Infine, l’8% ha addotto delle motivazioni commerciali.

 

Il monitoraggio dei farmaci carenti

La mancanza dei medicinali è monitorata da AIFA che redige la lista “Farmaci carenti”. A fine 2023 erano circa 3.600 i medicinali mancanti in Italia riportati in esso. Un numero compatibile con quello recentemente fornito dall’Osservatorio Nomisma sul Sistema dei farmaci equivalenti in Italia 2024. Tenendo conto del fatto che nel 2021 i farmaci carenti erano 2.400, il problema si è aggravato e non accenna a diminuire.

Dei 3.600 medicinali carenti, circa 2.000 hanno cessato la commercializzazione in modo definitivo o temporaneo. I rimanenti 1.600 non sono disponibili o lo sono in quantità ridotta per varie motivazioni (problemi produttivi, elevata richiesta, motivi commerciali). Inoltre, ben 760 non hanno un farmaco equivalente in grado di sostituirlo e ciò rende queste mancanze critiche per la salute dei pazienti.

 

Il dato di Altroconsumo sull’informazione ai cittadini

Un ultimo dato significativo offerto dall’indagine di Altroconsumo è relativo all’adeguatezza dell’informazione ricevuta dai cittadini. Una comunicazione gravemente insufficiente visto che il 48% di coloro che sono stati vittime di carenza di farmaci ha dichiarato di non essere stato informato adeguatamente.

 

Dino Biselli

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