Terapie digitali: i dati dell’Osservatorio
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Le terapie digitali sono state importanti protagoniste del convegno “Life Science: il digitale per accelerare la trasformazione” durante il quale sono stati presentati i dati dell’Osservatorio Life Science Innovation della School of Management del Politecnico di Milano. Mentre in alcuni paesi le DTx hanno già accesso al rimborso, in Italia manca ancora una normativa di riferimento.
Il capitolo delle terapie digitali sembra essere tornato al centro dell’attenzione dell’ecosistema della digital health. Non che nei mesi scorsi non ci si sia occupati di tale argomento a vari livelli. Tuttavia, dopo una prima parte del 2024 di apparente calma, l’interesse sulle DTx pare essersi risvegliato. Sull’onda di questa tendenza, nel prossimo futuro MioPharma Blog dedicherà una rubrica proprio alle terapie digitali.
Con una cadenza mensile, laddove possibile, il blog pubblicherà un post sulle digital therapeutics e le novità che le riguardano. La prima tappa di questo nuovo percorso ha come riferimento la ricerca sulle DTx presentati durante il convegno “Life Science: il digitale per accelerare la trasformazione”.
- La ricerca sulle terapie digitali dell’Osservatorio Life Science Innovation
- Lo sviluppo delle terapie digitali in Italia
- Impatti o opportunità delle DTx per aziende, provider e pazienti
- L’opinione dei medici
La ricerca sulle terapie digitali dell’Osservatorio Life Science Innovation
Durante questo evento sono stati presentati i dati elaborati dall’Osservatorio Life Science Innovation della School of Management del Politecnico di Milano. Da queste informazioni emerge che a livello internazionale sono 93 le terapie digitali censite al luglio 2024. Il 37% di queste sono dedicate all’area della psichiatria, il 14% all’endocrinologia, il 10% alla reumatologia e il 10% all’oncologia.
Il modello di business maggiormente adottato nell’impiego delle DTx è di tipo B2b. In pratica, le terapie digitali sono rimborsate da un’assicurazione a seguito della prescrizione da parte del medico. Il prezzo medio proposto dal produttore di una digital therapeutics è poco più di 500 euro per un ciclo di trattamento della durata di 90 giorni. Una cifra che ha registrato un aumento di circa il 10% rispetto al dato rilevato nel 2023.
Lo sviluppo delle terapie digitali in Italia
L’Italia non ha ancora adottato una normativa di riferimento specifica per questi dispositivi medici. Attualmente è in discussione in Parlamento una Proposta di Legge, la numero 1208, presentata nel giugno 2023. Con essa si mira a definire ambiti d’uso per le DTx, istituire organi per la valutazione e il monitoraggio delle soluzioni. Inoltre, con tale proposta, tesa ad implementare un quadro normativo chiaro, si intende incentivare maggiori investimenti in questo ambito.
In questo contesto molto incerto, solo il 18% delle aziende che realizzano DTx ha già avviato sperimentazioni per il mercato italiano. A queste si aggiunge un altro 27% di esse che ha manifestato un interesse ad eseguire delle sperimentazioni. Tuttavia, l’assenza di un quadro normativo specifico a livello nazionale rappresenta il principale ostacolo allo sviluppo per l’80% delle aziende dell’offerta. Inoltre, per oltre il 70% un altro ostacolo è l’impossibilità di ottenere il rimborso per le DTx.
Impatti o opportunità delle DTx per aziende, provider e pazienti
Ma quale sarà l’impatto delle digital therapeutics nel prossimo futuro? E quali opportunità potrebbero rappresentare per i sistemi sanitari? L’Osservatorio ha analizzato questi aspetti, coinvolgendo nella sua ricerca i diversi attori che possono essere impattati dal loro utilizzo.
Secondo il 77% delle aziende dell’offerta e il 55% delle aziende sanitarie, le terapie digitali avranno un impatto rilevante in un orizzonte di circa cinque anni. Dal canto loro i pazienti italiani dimostrano molto interesse per questa innovativa opzione terapeutica. Infatti, dalla ricerca emerge che il 65% sarebbe disposto a utilizzare una terapia digitale proposta dal medico curante.
In particolare, il 77% dei pazienti sarebbe disposto a farne ricorso se consentisse il miglioramento dello stile di vita e dello stato di salute. Inoltre, il 72% di loro utilizzerebbe le DTx se esse permetterebbero l’acquisizione di una maggior consapevolezza della propria patologia. Tuttavia, il 71% dei pazienti ha sottolineato l’importanza che le terapie digitali rispondano alle proprie esigenze specifiche. Ancora, il 70% dei rispondenti userebbe le DTx nel caso servano a migliorare la relazione con il medico curante.
L’opinione dei medici
Per quanto riguarda i medici, circa metà dei medici specialisti e degli MMG coinvolti nella ricerca sarebbe disponibile a prescrivere una DTx se ne avesse la possibilità. In particolare, per il 72% degli specialisti e il 69% degli MMG l’utilizzo di una terapia digitale sarebbe auspicabile nel caso in cui il paziente abbia le competenze digitali per un corretto utilizzo.
In più, il 68% degli specialisti ritiene che grazie alle terapie digitali si possa avere a disposizione un maggior numero di dati a supporto sia della ricerca clinica. Infine, il 65% sempre degli specialisti è dell’opinione che esse possano rendere disponibili le informazioni necessarie per prendere decisioni cliniche più consapevoli.
Dino Biselli

