Agevity 2024: longevità e suoi scenari

In occasione di AGEVITY 2024 è stata presentata lo seconda edizione dello studio “Scenario Longevità. Rapporto 2024”, realizzato da Silver Economy Network, in collaborazione con Assolombarda, Lattanzio KIBS e IQVIA. Demografia italiana, salute e digital health sono fra le aree principali analizzate nella pubblicazione.

Agevity 2024: longevità e suoi scenari

In occasione di AGEVITY 2024 è stata presentata lo seconda edizione dello studio “Scenario Longevità. Rapporto 2024”, realizzato da Silver Economy Network, in collaborazione con Assolombarda, Lattanzio KIBS e IQVIA. Demografia italiana, salute e digital health sono fra le aree principali analizzate nella pubblicazione.

La popolazione italiana è una delle più longeve al mondo. Infatti, anche a causa di una cronica diminuzione delle nascite, gli over 55 hanno un’incidenza pari quasi al 40% sul totale della popolazione. Non solo: gli over 65 rappresentano oggi quasi un quarto della società italiana.

Un trend, quello dell’invecchiamento del popolo italiano, che non riguarda solo il nostro paese. La popolazione europea, e in genere quella delle principali economie globali più avanzate, sono interessate da questa stessa longevità. L’Italia è solamente un paese dove tale andamento è più marcato rispetto agli altri.

 

Il Rapporto 2024 di Scenario Longevità

Un trend che pone nuove sfide in termini di gestione dello stato di salute e di digitalizzazione dei servizi in tale ambito. Non solo: occorre ripensare anche agli ambienti lavorativi e alle attuali politiche occupazionali. Un’analisi di questo tipo è stata realizzata nello “Scenario Longevità. Rapporto 2024”, presentato durante AGEVITY 2024. Giunto alla seconda edizione, il rapporto è stato realizzato da Silver Economy Network, in collaborazione con Assolombarda, Lattanzio KIBS e IQVIA.

Il rapporto condivide il prospetto sui trend demografici e generazionali, ma non solo. Esso analizza le tendenze socioeconomiche e le abitudini di consumo, attuali e future, relative alla longevità della popolazione. Nel fare ciò gli autori della ricerca si basano su cinque aree: coesione sociale, stato di salute, digital health, mental health e occupazione.

 

Salute come priorità per la longevità

Gli aspetti legati alla salute hanno certamente un carattere prioritario, in quanto elemento cardine per garantire longevità e qualità di vita. Il progressivo invecchiamento della popolazione italiana determinerà un aumento di patologie croniche e comorbidità. La più recente rilevazione dell’Osservatorio Salute IQVIA evidenzia che il 70% degli italiani adulti soffre di almeno una condizione cronica. Ancora, il 42% degli oltre 7 milioni di over 75 che oggi risiede in Italia convive con 3 o più malattie croniche. Nel 2050 si stima che oltre 5 milioni di over 65 non siano autosufficienti.

Inoltre, fra le attuali fasce adulte della popolazione vi è una presenza consistente di stili di vita a rischio. Si tratta di persone che fra 20-30 anni diventeranno i nuovi senior. Detto ciò, nel Rapporto si sottolinea che nel tempo sta crescendo la cultura della salute. Nel senso che la popolazione è più consapevole dell’importanza della prevenzione e dei comportamenti preventivi.

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Importanza della prevenzione e di una buona qualità di vita

Ciò nonostante ancora oggi un italiano su due ha un livello di “engagement” medio-basso. Questo significa che la maggior parte dei cittadini non è in grado di attivarsi autonomamente per gestire la propria salute.

Tuttavia, dai dati del Rapporto emerge che nella percezione degli italiani la possibilità di “invecchiare bene” sia legata a due fattori. Il primo è quello della prevenzione (stili di vita sani, controlli periodici), l’altro il benessere mentale e una buona qualità della vita. Questa visione integrata del benessere e della salute fisica e mentale è più accentuata proprio fra gli over 55.

 

Lo stato di avanzamento della telemedicina

Il Rapporto poi fa il punto della situazione sul processo di innovazione tecnologica della sanità italiana. Un processo che, in base alla Missione 6 del PNRR, ha come suoi obiettivi principali la medicina di prossimità e la digitalizzazione. In particolare, l’intento è potenziare e innovare la struttura tecnologica e digitale del SSN sia a livello centrale che Regionale.

Ad oggi, dal quadro offerto dall’indagine Payer Insight di IQVIA emerge che il 61% degli ospedali italiani ha attivato una cartella clinica elettronica. In più, solo il 10% delle strutture ospedaliere riferisce di aver già implementato progetti strutturati di telemedicina. Il 39% dichiara di aver attivato progetti occasionali o comunque in via di sviluppo. Di contro, il 51% non ha ancora intrapreso alcuna azione a riguardo.

 

La propensione dei cittadini all’utilizzo del digitale

Dal lato del paziente, al 2023 gli over 65 che utilizzano Internet sono pari al 57% del totale, che diventa il 29% se riferito agli over 75. Inoltre, il 40% della popolazione, e il 31% degli over 55, dichiara di fare uso regolare di app per monitorare l’attività fisica. Ancora, il 20% del totale della popolazione e il 14% degli over 55 le utilizza per monitorare le condizioni e gli indici di salute.

In aggiunta, gli over 55 hanno valutato positivamente l’esperienza di follow-up e la condivisione di esami da remoto nel 60% dei casi. Detto ciò, il 55% della popolazione dichiara di ritenersi molto o abbastanza preparato a interfacciarsi con la telemedicina. Una percentuale di consenso che però tende a diminuire leggermente con l’aumentare dell’età. Infatti, nella fascia di età 65-75 le dichiarazioni di consenso all’utilizzo della telemedicina sono pari al 43% del totale.

 

Dino Biselli

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