Deloitte: attese del life science sul 2025

Una survey realizzata da Deloitte che ha coinvolto un campione di 150 executives di aziende del settore life science presenti in USA, Europa, Cina e Giappone,  evidenzia il cauto ottimismo per l’anno in corso. Risultati positivi che saranno condizionati da alcune tendenze, fra le quali le principali sono: digitalizzazione, strategie R&D, fusioni e acquisizioni, gestione della supply chain e coinvolgimento dei pazienti.

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Deloitte: attese del life science sul 2025
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Una survey realizzata da Deloitte che ha coinvolto un campione di 150 executives di aziende del settore life science presenti in USA, Europa, Cina e Giappone,  evidenzia il cauto ottimismo per l’anno in corso. Risultati positivi che saranno condizionati da alcune tendenze, fra le quali le principali sono: digitalizzazione, strategie R&D, fusioni e acquisizioni, gestione della supply chain e coinvolgimento dei pazienti.

Il 2025 del settore life science sarà un anno improntato all’ottimismo. Un sentiment che si è manifestato nelle opinioni espresse in risposta al sondaggio realizzato al Deloitte US Center for Health Solutions. Una survey, i cui risultati sono stati pubblicati nel report 2025 life sciences outlook che ha raccolto le interviste di 150 dirigenti di alto livello (C-suite) appartenenti a aziende farmaceutiche, biotecnologiche, di biosimilari e di dispositivi medici.

Un campione, interpellato tra agosto e settembre 2024, che comprende dirigenti provenienti da USA, Europa, Cina e Giappone. Inoltre, le interviste con tre dirigenti aziendali hanno offerto un’ulteriore conferma al cauto ottimismo emerso dai risultati dell’indagine.

Da tali considerazioni sono emerse le principali tendenze che guideranno il business nei prossimi mesi. In particolare, i principali trend riguarderanno digitalizzazione, strategie R&D, fusioni e acquisizioni, gestione della supply chain e coinvolgimento dei pazienti.

 

Il ruolo della trasformazione digitale nel 2025

L’industria farmaceutica e dei dispositivi medici continuerà a puntare sulla trasformazione digitale. Infatti, il 60% dei dirigenti ha dichiarato di considerare l’Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) un asset strategico per il 2025. Inoltre, quasi il 60% degli intervistati prevede di aumentare gli investimenti in AI generativa lungo tutta la catena del valore.

Deloitte stima che nei prossimi cinque anni gli investimenti in intelligenza artificiale da parte delle aziende biofarmaceutiche potrebbero generare fino all’11% di valore aggiunto in rapporto ai ricavi nei vari settori funzionali. Inoltre, per alcune aziende medtech l’implementazione dell’IA potrebbe portare a risparmi sui costi fino al 12% del fatturato totale entro i prossimi due o tre anni.

Potenzialità che richiedono un approccio strategico nell’implementazione dell’IA generativa. In particolare, facendo sì che l’infrastruttura necessaria sia in grado di permettere lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale su larga scala.

 

Due driver fondamentali individuati da Deloitte: ricerca e portfolio

Il prezzo e l’accesso ai farmaci e ai dispositivi medici sono spesso considerati come gli aspetti più rilevanti per il life science. Non è un caso quindi che il 47% degli intervistati stima che prezzo e accesso avranno un impatto significativo sulle loro strategie nel 2025. Di contro, il 49% del campione si attende comunque un impatto moderato.

Inoltre, il 37% degli intervistati considera la concorrenza dei farmaci generici e dei biosimilari come una delle principali tendenze da monitorare. Ancora, il 30% indica la scadenza dei brevetti (patent cliff) come un fattore di particolare preoccupazione. Infatti, un’analisi di EvaluatePharma prevede che l’industria biofarmaceutica rischia di dover affrontare oltre 300 miliardi di dollari di vendite in meno entro il 2030.

Tale imminente scadenza dei brevetti è destinata ad aumentare l’interesse per le fusioni e acquisizioni (M&A). Non a caso il 77% degli intervistati che prevede un incremento di tali operazioni nel 2025.

 

Nuova strategie di R&D

La metà dei dirigenti del settore medtech e il 56% di quelli biofarmaceutici prevede che occorrerà ripensare le strategie di R&D e sviluppo dei prodotti nei prossimi 12 mesi. Ciò per contrastare il calo della produttività nelle attività di ricerca. Infatti, quasi il 40% degli intervistati ha sottolineato l’importanza di migliorare la produttività della R&D per contrastare il declino dei rendimenti nel settore.

Per rispondere a questa sfida, alcune aziende biofarmaceutiche stanno facendo ricorso all’intelligenza artificiale e ai digital twins (gemelli digitali). Circa il 20% del campione sta valutando le strategie di portafoglio per bilanciare le capacità di innovazione con le esigenze di mercato.

Inoltre, il 32% degli intervistati nel settore biofarmaceutico ha dichiarato di voler dare priorità a innovazioni come le terapie cellulari e geniche. Il 30% degli intervistati nel settore medtech, invece, ha dichiarato che considererebbe nuove modalità e piattaforme, mentre il 24% ha scelto lo sviluppo di dispositivi medici di Classe III come priorità rispetto a dispositivi di Classe II o I.

 

Le risposte alla prevista volatilità del business nel 2025

Circa un terzo degli intervistati ha espresso preoccupazione per possibili cambiamenti normativi negli Stati Uniti. Il 37%, invece, è preoccupato per le modifiche regolatorie globali e le incertezze geopolitiche. Il 36% del campione sta anche valutando l’impatto di scenari futuri imprevedibili come l’inflazione, una possibile recessione economica e interruzioni nella catena di approvvigionamento e nella produzione.

Per rispondere a queste sfide, le aziende life science stanno implementando delle strategie chiave per il 2025 che includono:

  • Rafforzamento delle catene di approvvigionamento, fattore considerato critico dal 48% dei dirigenti del settore medtech e dal 30% dei dirigenti del settore biofarmaceutico.
  • Ottimizzazione dei modelli operativi e riduzione dei costi, fattore che quasi il 60% dei dirigenti che lo considera una priorità e il 27% che “molto importante”.
  • Rafforzamento della sicurezza informatica, i cui investimenti, per il 24% degli intervistati, sono classificati come “molto importanti”, e, per il 43% “importanti”.
  • Preparazione a nuovi obblighi di sostenibilità.

 

Le aspettative dei clienti emerse dall’indagine di Deloitte

Secondo l’indagine di Deloitte, le preferenze e le aspettative dei clienti plasmeranno le strategie aziendali nel 2025 e oltre. Il 36% dei dirigenti ha sostenuto che il miglioramento dell’esperienza del cliente, il suo coinvolgimento e la sua fiducia sono una priorità. Inoltre, il 29% ha affermato di voler investire in una strategia di engagement con i clienti.

Le aziende biofarmaceutiche mostrano una maggiore urgenza nell’affrontare le esigenze di coinvolgimento dei clienti rispetto alle aziende medtech. Inoltre, le aziende delle scienze della vita stanno sfruttando le tecnologie digitali per personalizzare le interazioni con i clienti.

 

Le trasformazioni attese per il 2025

Il settore delle scienze della vita, quindi, si prepara a una trasformazione significativa nel 2025, trainata dai progressi digitali e dalle innovazioni scientifiche. Nonostante la crescente pressione competitiva e l’incertezza economica, la maggior parte dei dirigenti globali rimane ottimista sul futuro.

Infatti, il 75% di loro del settore si dichiara ottimista riguardo all’anno a venire, un ottimismo alimentato dalle forti aspettative di crescita. In particolare, per il 2025 il 68% degli intervistati prevede un aumento dei ricavi e il 57% un’espansione dei margini nel 2025.

 

Dino Biselli

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