Digital health: spesa 2024 in crescita

Investimenti in digital health in aumento, soprattutto grazie al PNRR; cybersicurezza, cartella clinica elettronica, telemedicina, integrazione sistemi  regionali e/o nazionali come principali ambiti di intervento. Sono questi i dati messi in evidenza dalla ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano presentata durante il convegno “Sanità Digitale: i germogli della trasformazione”.

Digital health: spesa 2024 in crescita

Investimenti in digital health in aumento, soprattutto grazie al PNRR; cybersicurezza, cartella clinica elettronica, telemedicina, integrazione sistemi  regionali e/o nazionali come principali ambiti di intervento. Sono questi i dati messi in evidenza dalla ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano presentata durante il convegno “Sanità Digitale: i germogli della trasformazione”.

La digitalizzazione della sanità italiana nel coro del 2024 ha registrato importanti progressi. La realizzazione delle piattaforme di Telemedicina e lo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico sono i risultati più evidenti di questi sforzi. Ma la tradizionale ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano ha messo in evidenza i vari ambiti nei quali il processo di digitalizzazione in sanità sta avanzando.

Quindi non sorprende che il titolo del convegno di presentazione sia stato “Sanità Digitale: i germogli della trasformazione”. Germogli che sono “spuntati” anche grazie ai fondi del PNRR e alla realizzazione delle iniziative previste in esso.

 

Il totale degli investimenti in digital health nel 2024

Il principale dato di riferimento condiviso durante il convegno è stato quello, ormai usuale, sugli investimenti in digital health nel 2024. Una cifra che ha raggiunto i 2,47 miliardi di euro, il 12% in più rispetto a quella registrata nel 2023.

Come di consueto le strutture sanitarie hanno fatto la parte del leone. Infatti, complessivamente il loro livello di spesa in ambito digital health è stato di 1,79 miliardi. Seguono le Regioni, con 580 milioni. Molto più distanziati troviamo i MMG, con 64 milioni, AGENAS con 22 milioni, e il Ministero della Salute con 20 milioni.

 

Gli ambiti di digital health nei quali si è investito

Investimenti in digital health che hanno principalmente riguardato la cybersicurezza. Un ambito considerato rilevante da ben il 92% degli 85 Direttori di aziende sanitarie intervistati per realizzare la ricerca. Un settore nel quale il 69% di questi stessi Direttori, coinvolti da FIASO, ha previsto un aumento degli investimenti nel corso del 2025.

Il 47% di questo campione prevede di investire anche per la Cartella Clinica Elettronica e per gli strumenti di integrazione con sistemi regionali e/o nazionali. Ambiti considerati rilevanti rispettivamente dal 77% e dal 73% degli intervistati. Anche i servizi di telemedicina, con il 75% sono considerati di rilievo, ma “solo” il 41% dei Direttori ha programmato investimenti in tale settore.

Da notare che il 63% del campione, una percentuale relativamente bassa, ritiene rilevanti gli investimenti in IA e Machine Learning. Eppure il 40% dei Direttori dichiara di aver programmato investimenti in quest’area nel corso del 2025.

 

Le criticità attese

I dati esposti finora sembrano delineare un quadro della situazione positivo, in netto miglioramento rispetto a quello degli anni passati. Tuttavia, le aziende sanitarie segnalano delle criticità che rendono lo stato della situazione meno roseo di quanto possa apparire.

Infatti, il 57% dei Direttori manifesta una certa incertezza sulle risorse disponibili al termine del PNRR. Inoltre, il 55% rinnova la segnalazione sulla mancata disponibilità di risorse economiche per effettuare gli interventi di digitalizzazione necessari. In pratica, una volta che con i fondi del PNRR saranno realizzate tutte (o quali) le strutture previste, occorrerà adoperarsi affinché si individuino le risorse necessarie per garantirne l’operatività.

Considerando che occorrerà investire anche in ambiti non coperti dal PNRR, per il futuro sarà necessario mettere in atto una gestione attenta, capace di trovare un equilibrio fra spesa corrente e investimenti in conto capitale. Inoltre, altri possibili ostacoli indicati sono la carenza di competenze (40%) e la scarsa cultura digitale nelle organizzazioni (34%).

 

Professionisti sanitari e Generative AI

Fra i vari focus offerta all’attenzione del pubblico, non poteva mancare quello relativo all’utilizzo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale da parte dei professionisti sanitari. In particolare, è stata rilevata una crescita molto importante relativa all’utilizzo di strumenti di Generative AI (GENAI).

La ricerca ha coinvolto tre campioni: 484 medici specialisti, 222 MMG e 3853 infermieri. Dai risultati emerge che i maggiori utilizzatori di strumenti GENAI sono gli MMG. Infatti, ben il 46% di loro dichiara di utilizzarli. Seguono gli specialisti con il 26%, e gli infermieri con il 19%. Tuttavia, i dati mostrano che il 90% dei professionisti ha utilizzato piattaforme generaliste. Mentre solo meno del 20% ha fatto ricorso a piattaforme dedicate specificatamente all’ambito sanitario.

 

Impatto in sanità della GENAI nel prossimo futuro

Ma quale sarà l’impatto della GENAI da qui a cinque anni? Interrogati su specifici ambiti di applicazione, poco meno della metà della generalità dei professionisti ha indicato la ricerca di informazioni e la generazione di documenti di sintesi come le funzioni che otterranno i maggiori benefici. Più limitata invece (intorno al 20%) la quota di coloro che si attende benefici anche nel supporto alle diagnosi e all’elaborazione dei piani di cura.

Infine, circa la metà di tutti e tre i campioni selezionati (MMG poco sopra il 50%, mentre specialisti e infermieri sotto tale soglia) si attende che la GENAI possa permettere la riduzione del tempo di attività dedicato alla “burocrazia”. Un risparmio che l’Osservatorio ha quantificato in una settimana lavorativa all’anno per gli specialisti e in due settimane lavorative all’anno per i MMG.

 

Dino Biselli

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