Farmindustria: punti del Presidente Cattani
Durante l’Assemblea Pubblica 2025 di Farmindustria il Presidente Marcello Cattani ha tenuto il consueto discorso durante il quale non solo ha esposto i risultati raggiunti lo scorso anno dall’industria farmaceutica italiana e le sfide che essa dovrà affrontare. L’intervento ha rimarcato la consapevolezza dell’importante ruolo che l’industria del farmaco gioca in Italia e in Europa.

Durante l’Assemblea Pubblica 2025 di Farmindustria il Presidente Marcello Cattani ha tenuto il consueto discorso durante il quale non solo ha esposto i risultati raggiunti lo scorso anno dall’industria farmaceutica italiana e le sfide che essa dovrà affrontare. L’intervento ha rimarcato la consapevolezza dell’importante ruolo che l’industria del farmaco gioca in Italia e in Europa.
L’industria farmaceutica italiana è oggi pienamente consapevole del suo importante ruolo, non solo per l’Italia ma anche per l’Europa.
È questo lo spirito che traspare dalle parole del discorso che il Presidente Marcello Cattani ha pronunciato durante l’Assemblea Pubblica di Farmindustria. Un intervento che non solo ha esposto come ancora una volta le aziende del farmaco presenti in Italia abbiano contribuito alla crescita del paese. Ma anche un “j’accuse” alle istituzioni, in primis europee, che con le loro azioni rischiano di limitare questa crescita.
- Le sfide dell’industria farmaceutica italiana
- I numeri di Farmindustria sull’industria italiana del farmaco
- Gli ostacoli per l’industria farmaceutica europea
- Le richieste di Farmindustria
Le sfide dell’industria farmaceutica italiana
Le minacce all’industria farmaceutica in Italia segnalate da Cattani sono numerose. In primo luogo c’è il rischio, ora concretizzato, dei dazi americani. Sui farmaci non è stato deciso ancora nulla ma il Presidente Trump ha già dichiarato che su di essi ci sarà l’intervento dell’amministrazione americana.
Poi le normative europee che riguardano direttamente o indirettamente il settore farmaceutico. Infatti, l’Unione Europea ha introdotto normative che hanno compromesso la competitività complessiva dell’industria, come la regolamentazione dei brevetti, la legislazione farmaceutica europea e la normativa sulle acque reflue.
Infine, ci sono le normative in ambito nazionale e le riforme avviate ma da portare a termine. In primo luogo, Cattani ritiene prioritario completare la riforma di AIFA, introducendo un meccanismo di early-access per l’approvazione dei farmaci. Ma occorre anche aumentare la spesa farmaceutica dell’1%. Ciò per poi ridurre il payback, facendolo attestare almeno ai livelli del 2023. Tuttavia, la richiesta è che si superi questo meccanismo a partire dal 2027.
I numeri di Farmindustria sull’industria italiana del farmaco
I risultati realizzati dal comparto farmaceutico italiano nel 2024 parlano da sé. Complessivamente il valore della produzione ha raggiunto la cifra record di 56 miliardi di euro. Il contributo al PIL, prendendo in considerazione anche le aziende dell’indotto, è stato pari al 2%. Gli addetti diretti del settore nel 2024 sono stati 71.000 (+1,4% nel 2024 e +8% in 5 anni). Vi è stato poi un incremento del 21% di under 35 negli ultimi 5 anni. Elevata anche la presenza di donne, pari al 45% del totale.
Sempre nel 2024, l’export è stato di 54 miliardi di euro, pari ad oltre il 96% del valore generato. Tra il 2021 e il 2024 l’Italia è stato il secondo stato al mondo per crescita in valore delle esportazioni di farmaci. In più, nell’arco degli ultimi 10 anni le esportazioni farmaceutiche italiane sono aumentate del 157%, 20 punti percentuali in più della media UE (+137%). Inoltre, prendendo in considerazione la bilancia commerciale, con oltre 21 miliardi di attivo nel 2024 farmaci e vaccini sono al primo posto in Italia per surplus con l’estero.
Altra voce importante sono gli investimenti: 4 i miliardi dedicati a questo capitolo (+13% rispetto al 2023), di cui 1,7 in impianti ad alta tecnologia e 2,3 in R&S. Ancora, le domande di brevetto farmaceutico del Paese sono cresciute del 33% negli ultimi 5 anni, a fronte di un +18% della media dei big UE. Cifre importanti rese possibile dai 130 impianti delle 200 aziende che fanno parte del sistema Farmindustria.
Gli ostacoli per l’industria farmaceutica europea
Un’industria farmaceutica italiana in crescita, che ambisce ad essere la più competitiva al mondo. Un comparto però inglobato in un sistema continentale che rischia di non capire appieno il potenziale di crescita dell’industria del farmaco.
Cattani ha sottolineato che attualmente ci sono più di 24.000 farmaci in sviluppo. Non si tratta solamente di molecole, ma anche di terapie geniche, vaccini e altre innovazioni mediche. I nuovi farmaci scoperti nel biennio 2022-2024 sono stati 77 in USA, 69 in Cina e 52 in Europa. Il comparto farmaceutico europeo rischia di diventare ancora più fragile nella competizione globale. Una prospettiva che rischia di indebolire l’intera industria europea. Questo perché il settore farmaceutico UE è uno degli pilastri dell’intera struttura produttiva continentale.
Le richieste di Farmindustria
Cattani quindi ha prospettato un cambio di rotta per far sì che le regole siano aggiornate ad un mondo radicalmente diverso e in continua evoluzione rispetto al passato. La salute deve pertanto diventare una priorità, anche in chiave di sicurezza nazionale. In particolare, deve essere considerata un investimento che genera risparmi sociali ed economici capace di evitare altri costi.
Il Presidente di Farmindustria ha quindi esortato ad adottare una Life Sciences Strategy che attragga nuovamente investimenti, così da conservare la leadership globale oggi a rischio. Una strategia che non prenda in considerazione solo le imprese, ma anche la salute dei cittadini. Un piano “industry first”, che consideri l’industria l’asse portante dell’economia, della crescita, della produttività, dell’innovazione, e dell’export.
Dino Biselli
