Industria farmaceutica europea: Efpia 2025
Un’industria farmaceutica europea che conferma la sua tendenza a crescere e ad investire in ricerca, nonostante i molti ostacoli, reali e potenziali, che possono minare il suo ruolo di primo piano nell’ambito dell’economia europea. Il report “The Pharmaceutical Industry in Figures – Key Data 2025” realizzato da EFPIA conferma l’industria europea del farmaco come un asset fondamentale per il continente, status che potrà essere mantenuto solamente se saranno favoriti gli investimenti, si eviteranno troppe regolamentazioni e si scongiurerà una guerra commerciale con gli USA.
Immagine da Efpia

Un’industria farmaceutica europea che conferma la sua tendenza a crescere e ad investire in ricerca, nonostante i molti ostacoli, reali e potenziali, che possono minare il suo ruolo di primo piano nell’ambito dell’economia europea. Il report “The Pharmaceutical Industry in Figures – Key Data 2025” realizzato da EFPIA conferma l’industria europea del farmaco come un asset fondamentale per il continente, status che potrà essere mantenuto solamente se saranno favoriti gli investimenti, si eviteranno troppe regolamentazioni e si scongiurerà una guerra commerciale con gli USA.
Nel corso di questi ultimi anni l’industria farmaceutica europea ha dimostrato di essere un asset per l’economia dell’intero continente. In particolare, ha dimostrato di essere in grado di rispondere, dopo qualche timidezza iniziale, alla sfida della pandemia. Infatti, non solo è riuscita a garantire la disponibilità di farmaci prodotti superando il pericolo di possibili carenze. Ma è stata parte fondamentale di quel processo che ha consentito di ricercare e produrre in tempi strettissimi i vaccini per contrastare Covid-19.
Oggi, l’industria europea del farmaco deve fronteggiare sfide di altra natura: il superamento della globalizzazione e l’imposizione di dazi molto alti sui prodotti importati negli USA. Occorre quindi partire da questo stato della realtà per comprendere appieno la rilevanza di questo comparto. Un’importanza che emerge dai dati contenuti nel report “The Pharmaceutical Industry in Figures – Key Data 2025” pubblicato da Efpia.
Numeri, quelli del rapporto annuale, che rischiano però di sperimentare uno stop nel loro incremento non solo per le politiche commerciali portate avanti dall’amministrazione statunitense. Ci sono, infatti, anche le continue regolamentazioni portate avanti in ambito europeo, insieme ad alcune pratiche messe in atto a livello statale (vedi il payback in Italia). Normative che rischiano di far diminuire la propensione ad investire sul nostro continente da parte dei grandi player farmaceutici globali, in favore di USA e Cina.
- I dati dell’edizione 2025 del rapporto Efpia
- Il valore della produzione dell’industria farmaceutica europea
- Gli addetti del settore farmaceutico e dell’indotto in Europa
- Industria farmaceutica europea ancora debole nella ricerca e sviluppo
- Bilancia commerciale dell’industria farmaceutica europea
I dati dell’edizione 2025 del rapporto Efpia
Nel 2024 il mercato farmaceutico mondiale in ambito etico ha raggiunto un valore a prezzi ex fabrica pari a 1.413,61 miliardi di euro (contro i 1.288,3 miliardi). Il Nord America (USA+Canada) con il 54,8% del valore totale (+1,5% rispetto al 2023), si conferma ancora una volta come l’area territoriale più importante del mercato globale. L’industria europea del farmaco ha mantenuto una quota pari al 22,7% del totale. Leggera contrazione, invece, per l’industria cinese che ha generato il 7,1% delle vendite globali (7,5% nel 2023), e per la farmaceutica giapponese che si è fermata al 4% (4,3% lo scorso anno).
Tuttavia, una tendenza consolidata, evidenziata dai dati IQVIA, vede i primi cinque mercati europei aver effettuato solo il 15,8% del totale di vendite di farmaci innovativi durante il periodo compreso tra il 2018 e il 2023. Una quota che continua ad essere sempre molto minoritaria rispetto a quella degli USA, i quali l’anno consolidata ulteriormente fino a raggiungere il 66.9%. Quindi, la persistenza di alcune criticità regolatorie a livello continentale e nei singoli stati membri non consente l’accesso ai pazienti delle soluzioni terapeutiche innovative in tempi rapidi.

I dati relativi all’industria farmaceutica europea riportati nella tabella qui sopra evidenziano come anche nel per il 2024 si stimi un crescita in termini di valore della produzione, di investimenti in ricerca e sviluppo, esportazione e bilancia commerciale, e di occupazione rispetto al 2023.
Il valore della produzione dell’industria farmaceutica europea
Il valore della produzione complessivo dell’industria farmaceutica europea nel 2023 ha raggiunto i 405 miliardi euro. È la prima volta nella quale l’industria europea nell’industria del farmaco in Europa supera quota “400”. Ma le stime per il 2024 sono ancora più rosee, con un valore della produzione complessiva previsto che dovrebbe raggiungere i 440 miliardi di euro.
Le cifre 2024 relative ai singoli paesi mostrano che il primo Stato europeo in termini di valore della produzione è stato l’Irlanda, con poco meno di 67,7 miliardi di euro. Segue l’Italia, che con una sensibile crescita ha raggiunto i 52 miliardi di euro, e la Svizzera con quasi 48,9 miliardi di euro. A seguire vi sono la Germania con 37,5 miliardi di euro e il Regno Unito con 30,5 miliardi di euro. Più indietro Danimarca, con un valore della produzione di 29,7 miliardi di euro, il Belgio con un totale di poco superiore ai 29,1 miliardi di euro, e la Francia con circa 28,2 miliardi di euro.
Gli addetti del settore farmaceutico e dell’indotto in Europa
Anche il livello occupazionale del settore farmaceutico europeo nel 2023 ha raggiunto il suo massimo assoluto. Gli addetti diretti dell’industria europea del farmaco, infatti, hanno superato il numero di 940 mila. Tuttavia, le stime per il 2024 prevedono che il numero di coloro che opereranno nelle aziende del settore raggiungerà circa 950 mila. Ancora una volta, quindi, il comparto farmaceutico europeo si conferma essere uno di quelli che offrono le maggiori opportunità occupazionali a livello continentale.
Infatti, accanto alle cifre riferite agli addetti diretti sopra riportati, occorre aggiungere anche il numero di quelli operanti nell’indotto. Per offrire una stima degli addetti totali coinvolti nell’industria farmaceutica europea occorre moltiplicare per tre i dati sopra presentati: in tal modo si ha la stima che somma agli addetti diretti anche coloro che sono attivi nell’indotto.
Industria farmaceutica europea ancora debole nella ricerca e sviluppo
Nel 2023 anche gli investimenti in R&D hanno oltrepassato una soglia a suo modo significativa. Infatti, hanno superato i 50 miliardi di euro, attestandosi poco sopra i 52 miliardi, 5 in più rispetto al 2022. Inoltre, le previsioni per il 2024 stimano che la cifra complessiva investita in queste attività raggiungerà i 55 miliardi di euro. Nel 2023 gli investimenti nella ricerca farmaceutica in Europa sono stati elargiti principalmente dal Regno Unito, con 10,18 miliardi di euro di controvalore. Seguono a stretta misura, Germania (con 9,93 miliardi) e Svizzera (con 9,16 miliardi di euro). Più indietro la Francia, con 5,9 miliardi, e il Belgio, con 5,65 miliardi.
L’aspetto occupazionale di questa funzione aziendale nel 2023 ha visto una sostanziale stasi rispetto al 2022, con il numero del totale addetti che operavano in essa pari a poco più di 123,5 migliaia di persone. Inoltre, anche la stima per il 2024 è pari a 130.000 unità, come quella precedentemente prevista per il 2023.
Come già nel 2023, anche nel 2024 l’Europa ha affrontato una crescente concorrenza non solo da parte degli USA ma anche dalla parte di Cina e Corea del Sud. In particolare, nel 2023 la Cina ha superato gli USA (28 la prima contro i 25 dei secondi) come produttore di nuove sostanze attive lanciate per la prima volta sul mercato mondiale. In questo ambito l’Europa ormai si è assestata in terza posizione con una produzione di 18 NAS.
Bilancia commerciale dell’industria farmaceutica europea
Infine, prendendo in considerazione la bilancia commerciale, la differenza a valori fra importazioni ed esportazioni nel 2023 è stata positiva per più di 193 miliardi di Euro, mentre per il 2024 si stima che l’avanzo commerciale si sia attestato sui 220 miliardi di Euro.
Le esportazioni per il 2023 sono state quantificate in circa 661,5 miliardi di euro, per il 2024 si stima che raggiungano la cifra di 705 miliardi di euro. Le importazioni del 2023 sono state pari a circa 468 miliardi di euro, mentre la previsione per il 2024 è di circa 485 miliardi di euro.
I paesi che hanno realizzato il maggior controvalore di export nel 2023 sono stati la Germania (112 miliardi), la Svizzera (96 miliardi), il Belgio (77,88 miliardi) e l’Irlanda (77,47 miliardi). Di contro, i paesi che hanno importato di più sono stati: la Germania (69,78 miliardi), il Belgio (68,79 miliardi) e la Svizzera (55,1 miliardi).
Dino Biselli
