Medical Device in Italia: dati 2023

Nel corso degli anni il comparto italiano dei medical device ha consolidato la sua importanza, e questa crescita gli ha permesso di diventare il terzo in Europa per valore della produzione. I dati resi disponibili da Confindustria Dispositivi Medici evidenziano un settore in salute che, nonostante le difficoltà normative e le crisi geopolitiche, è in grado di crescere e creare occupazione.

Medical Device in Italia: dati 2023

Nel corso degli anni il comparto italiano dei medical device ha consolidato la sua importanza, e questa crescita gli ha permesso di diventare il terzo in Europa per valore della produzione. I dati resi disponibili da Confindustria Dispositivi Medici evidenziano un settore in salute che, nonostante le difficoltà normative e le crisi geopolitiche, è in grado di crescere e creare occupazione.

Lo scorso 25 giugno il Parlamento Europeo ha ospitato Together for a Healthier Europe: Medical Technology Empowering Innovation, Ensuring Competitiveness. Un evento che ha evidenziato l’importanza che l’industria dei medical device ricopre in ambito europeo. Un consesso davanti al quale Confindustria Dispositivi Medici ha ribadito l’importante ruolo dell’Italia in questo comparto.

Infatti, l’industria italiana dei dispositivi medici occupa la terza posizione in Europa, dietro a quelle di Germania e Francia. I dati aggiornati sulla industry possono essere consultati sul sito di Confindustria Dispositivi Medici. Cifre che, come di consueto, offrono un quadro riassuntivo del valore della produzione, del mercato italiano, dell’import, dell’export, delle caratteristiche degli addetti e degli investimenti in R&D.

 

Il mercato dell’industria dei dispositivi medici

19 miliardi di euro: a tanto ammonta il valore di mercato complessivo che è stato generato dal comparto dei medical device nel 2023. Un dato in crescita di circa il 3,7% rispetto al valore dell’anno precedente. Il valore del mercato interno dei medical device ha raggiunto i 12,9 miliardi di euro, in crescita del 4,0% rispetto al 2022, Anche l’export è cresciuto, anche se solo dell’1,7%, attestandosi su un controvalore di 6 miliardi di euro.

Anche nel 2023 la segmentazione del valore del mercato interno è rimasta pressoché immutata. Infatti, il 75% di esso deriva dalla parte pubblica, pari ai 9,7 miliardi di euro, mentre la parte privata ha contribuito per il 25%, vale a dire per circa 3,2 miliardi.

Prendendo in considerazione le dinamiche di crescita, il segmento privato, con un incremento del 10,3% ha mostrato una maggiore vivacità. Di contro, il contributo alla crescita del mercato pubblico, pari all’1%, è stato molto limitato. Inoltre, l’ammontare della spesa pubblica in medical device è stato pari al 7,4% del totale della spesa sanitaria pubblica sostenuta nel 2023.

 

La bilancia commerciale del comparto dei medical device

Nel 2023 il valore delle importazioni ha registrato un incremento dell’1,1% rispetto all’anno precedente, attestandosi sul valore di 9,4 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale 2023 dell’industria italiana dei medical device è stato di 3,4 miliardi di euro, in linea con quella rilevata nel 2022.

I principali mercati di esportazione continuano ad essere rispettivamente USA, Germania e Francia. Immutata anche la graduatoria dei principali paesi dai quali provengono le importazioni: nell’ordine, Paesi Bassi, Germania e Belgio. Infine, l’Italia si conferma al dodicesimo posto fra i paesi esportatori di dispositivi medici.

Inoltre, per quel che riguarda le importazioni viene sottolineato che il valore di quelle provenienti dalla Cina nel 2024 sono diminuite di più del 20%. Per quanto riguarda le esportazioni, invece, sarà interessante in futuro, verificare l’impatto dei dazi introdotti recentemente dall’amministrazione USA.

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Le aziende italiane che producono medical device

Nel 2023 le aziende di medical device censite risultano essere 4.648, 7 in più rispetto a quelle registrate nel 2022. Di queste aziende, 1.511 sono attive nell’ambito della distribuzione (1.531 nel 2022), 363 in quello dei servizi (361), e 2.774 in quello della produzione (2.749). A livello dimensionale, il settore continua a confermarsi composto in stragrande maggioranza da piccole e medie imprese. Ciò poiché le grandi aziende sono solo il 6,5% del totale delle imprese che fanno parte del comparto.

Ecco l’elenco dei tredici sotto comparti dell’intera industria in ordine decrescente di aziende che rientrano in essi:

  • biomedicale (quello numericamente più numeroso): 1381 aziende pari al 29,7% del totale imprese;
  • biomedicale strumentale: 627 aziende pari al 13,5% del totale;
  • dispositivi a base di sostanze: 519 aziende pari all’11,2% del totale;
  • elettromedicale e servizi integrati: 348 aziende pari al 7,5% del totale;
  • diagnostica in vitro: 332 aziende pari al 7,1% del totale;
  • ausili: 330 aziende pari al 7,1% del totale;
  • attrezzature tecniche: 313 aziende pari al 6,7% del totale;
  • home e digital care: 240 aziende pari al 5,2% del totale;
  • dentale: 205 aziende pari al 4,4% del totale;
  • ottica: 190 aziende pari al 4,1% del totale;

le restanti 155 aziende rientrano, nell’ordine, nei comparti dei servizi (2,5%), della medicina estetica (0,7%), e delle protesi acustiche (0,3%).

 

Occupazione e investimenti in R&S dell’industria dei dispositivi medici

Il totale degli addetti al comparto nel 2023 ha raggiunto la cifra di 130.520, circa 13.000 in più rispetto all’anno precedente. Un dato che rappresenta il 16,5% del totale degli addetti attivi nel settore dei medical device in Europa.

L’insieme di Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia consolida la concentrazione degli occupati in imprese di dispositivi medici, raggiungendo il 68% del totale Italia. Nel 2022 tale quota era pari al 66%. La Lombardia assorbe da sola il 45% del totale dell’occupazione italiana del settore. A livello relativo, la quota di addetti dedicati ad attività di ricerca e sviluppo ha subito una moderata contrazione passando dal 7,8% del 2022 al 7,0% del 2023.

Infine, gli investimenti in ricerca e sviluppo hanno registrato una lieve ripresa dopo la sensibile contrazione che aveva caratterizzato il 2022 a seguito dell’esaurirsi dell’emergenza pandemia. Infatti, mentre nel 2022 il loro valore complessivo è stato di 977,9 milioni di euro, nel 2023 il loro ammontare è incrementato fino a raggiungere il miliardo di euro. In particolare, più di 900 milioni di euro sono stati dedicati alla ricerca di base, alla prototipazione e all’attività brevettuale, mentre i restanti 100 milioni di euro sono stati investiti nelle indagini cliniche pre-market e post-market.

 

Dino Biselli

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