Meridiano Sanità 2025: le 10 proposte

Da vent’anni è tradizione che nel periodo autunnale venga pubblicato il Rapporto Meridiano Sanità realizzato da The European House-Ambrosetti, con l’analisi aggiornata dello stato della sanità italiana e europea e dell’evoluzione dell’ecosistema life science.  Parte fondamentale del Rapporto sono le azioni proposte, elaborate da TEHA, formulate per far progredire la sanità italiana e rafforzare il sistema produttivo delle scienze della vita.

Immagine da The European House-Ambrosetti

Meridiano Sanità 2025: le 10 proposte
Immagine da The European House-Ambrosetti

Da vent’anni è tradizione che nel periodo autunnale venga pubblicato il Rapporto Meridiano Sanità realizzato da The European House-Ambrosetti, con l’analisi aggiornata dello stato della sanità italiana e europea e dell’evoluzione dell’ecosistema life science.  Parte fondamentale del Rapporto sono le azioni proposte, elaborate da TEHA, formulate per far progredire la sanità italiana e rafforzare il sistema produttivo delle scienze della vita.

Lo scorso 13 ottobre ha avuto luogo la presentazione della XX edizione del Rapporto Meridiano Sanità. Un’occasione che, oltre a celebrare un anniversario ventennale, ha riunito i principali protagonisti dell’ecosistema del life science italiano. Un forum, organizzato come sempre da The European House Ambrosetti, quest’anno dedicato al tema “Salute, Società, Economia: alla ricerca di un nuovo equilibrio”. Non a caso, questo motto è anche il titolo del primo capitolo del Rapporto.

In un contesto globale segnato da incertezza geopolitica, instabilità economica e una profonda transizione demografica, la salute si conferma non solo un diritto fondamentale, ma non solo. Essa rappresenta anche un investimento strategico e un driver di crescita per l’intero sistema Paese.

Le analisi condotte da TEHA Group hanno evidenziato nodi strutturali ancora irrisolti. In particolare occorre affrontare una sostenibilità finanziaria di lungo periodo abbastanza precaria, una scarsa valorizzazione del capitale umano sanitario (si stima una carenza di oltre 175.000 unità tra medici e infermieri) e persistenti disuguaglianze territoriali. Sono emerse quindi dieci linee di azione concrete, pilastri fondamentali per l’evoluzione del SSN e per generare e condividere valore.

 

Le azioni per la salute di Meridiano Sanità: Prevenzione, Innovazione e Capitale Umano

Questa prima macro-area delinea le strategie fondamentali per rafforzare resilienza e competitività del sistema sanitario, agendo su quattro leve interconnesse.

La prima è il potenziamento della prevenzione, fattore cruciale per promuovere la buona salute. Un processo che dovrebbe coinvolgere tutto l’arco della vita, attraverso l’incentivazione e l’adesione a screening e a attività di immunizzazione. TEHA suggerisce di allargare la platea dell’offerta gratuita degli screening oncologici e cardio-metabolici. Inoltre, propone l’aggiornamento del Calendario di immunizzazione.

La seconda leva è l’accesso veloce all’innovazione, con l’adozione di normative e processi che riducano i tempi di accesso dei pazienti a terapie e tecnologie innovative. TEHA propone di fare leva sul Tavolo Tecnico di Coordinamento AIFA-Regioni e sulla semplificazione dei processi di procurement. Inoltre, da molta importanza al riconoscimento dell’innovatività terapeutica. Una valutazione che, oltre all’efficacia clinica, deve considerare anche gli effetti sulla qualità della vita e le ricadute sul sistema economico e sanitario.

Il supporto alle Regioni nel miglioramento continuo dell’erogazione dei LEA e nella riduzione delle disuguaglianze di salute è il terzo fattore proposto da TEHA. Occorre quindi creare le condizioni necessarie per introdurre l’innovazione nell’organizzazione e nell’erogazione dei servizi sanitari. In particolare, ciò può avvenire attraverso l’implementazione di PDTA e i relativi KPI. Occorre poi aggiornare periodicamente gli indicatori di monitoraggio del Nuovo Sistema di Garanzia e del Piano Nazionale Esiti. Solo così si potenzia la capacità di misurare qualità e quantità delle prestazioni erogate.

La valorizzazione del capitale umano è la quarta leva necessaria per rafforzare la resilienza del sistema, potenziando e valorizzando medici e infermieri. Garanzia di contratti stabili, salari più competitivi e percorsi di carriera chiari sono azioni che devono essere poste in essere per perseguire questo obiettivo. Inoltre, occorre sviluppare competenze specifiche, introducendo nuove figure professionali come i data scientist e gli infermieri di ricerca.

 

Comunicazione, Coesione e Trasformazione Digitale: il contesto della società

La costruzione di un nuovo equilibrio richiede che le politiche per la salute si intersecano con i driver sociali, demografici ed economici.

Il primo driver è il miglioramento dell’alfabetizzazione sanitaria, in modo che si si diffonda l’adozione di comportamenti salutari. I professionisti sanitari devono essere coinvolti in questo processo con il ruolo di punti di riferimento autorevoli. Inoltre, è importante che si usino nuovi linguaggi per affrontare temi cruciali come la salute mentale e la prevenzione rivolta a giovani e donne.

Il tema delle politiche demografiche e del lavoro è il secondo driver da affrontare. In particolare, attraverso politiche pubbliche coordinate che incentivino la natalità, aumentino la partecipazione al lavoro di donne e giovani, e favoriscano l’attrazione di capitale umano qualificato dall’estero.

Il terzo driver di questa area ha come protagonista la trasformazione digitale data-driven della sanità. Sono quindi necessari investimenti mirati in infrastrutture, raccolta e standardizzazione dei dati, e la piena interoperabilità dei sistemi esistenti. Non ultimo TEHA sottolinea l’importanza di accelerare l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e dei dati sintetici sanitari per migliorare l’efficienza, abilitare applicazioni predittive e rafforzare la competitività della ricerca italiana.

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Sostenibilità della sanità italiana e attenzione all’ecosistema del life science

Il finanziamento del SSN e il crescente ruolo dell’industria richiedono una revisione delle risorse messe a disposizione e un piano strategico che prenda in considerazione i player dell’intera filiera delle scienze della vita.

La prima azione proposta sollecita sia un aumento degli investimenti in sanità pubblica sia la riforma della sanità integrativa. Il sistema sanitario deve essere rafforzato (e trasformato) con risorse adeguate- Nel contempo occorre avviare una riforma della sanità integrativa a supporto del SSN.

Altra fattore, che si ricollega alla prima leva delle azioni in ambito salute già esposta in precedenza, vede la prevenzione come Investimento di social security. In particolare TEHA propone di aumentare gli investimenti nella prevenzione dal 5% al 7% del Fondo Sanitario Nazionale (FSN). In incremento che però deve essere vincolato alla destinazione di almeno il 50% delle risorse ad attività rivolte direttamente alle persone da parte delle Regioni.

L’ultima azione proposta da TEHA in realtà è l’unione di due differenti. La prima richiede la definizione di un Piano nazionale delle Life Science che integri la politica industriale e quella sanitaria. Solo così l’Italia potrà diventare un polo di eccellenza internazionale nel comparto delle scienze della vita. La seconda, invece, prevede la creazione di un contesto regolatorio stabile Passo necessario per attrarre investimenti e rafforzare l’autonomia strategica. Occorre quindi incentivare la ricerca clinica (sul modello del German Medical Research Act) e riequilibrare il payback nel breve periodo, per poi abolirlo in quello medio-lungo.

 

Conclusioni sulle 10 leve di Meridiano Sanità

Come appare evidente, le 10 linee di azione proposte dal Rapporto Meridiano Sanità 2025 evidenziano quanto sia urgente adottare un approccio sistemico. Un piano d’azione basato sul principio che prevenzione e innovazione debbano essere orchestrate per creare e condividere valore per il Paese.

 

Dino Biselli

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