Sanità Digitale: Rapporto Anitec-Assinform
Un’analisi a tutto campo sula trasformazione digitale della sanità italiana quella contenuta nel report “Tecnologie e Policy per il Futuro della Sanità Digitale” realizzato e pubblicato a cura di Anitec-Assinform. Un documento suddiviso in quattro parti: analisi del mercato attuale, fattori su cui si deve basare la sanità digitale, le innovazioni tecnologiche che trasformeranno la sanità e il punto di vista delle associazioni delle imprese attive nel life science.
Immagine di Anitec-Assinform

Un’analisi a tutto campo sulla trasformazione digitale della sanità italiana quella contenuta nel report “Tecnologie e Policy per il Futuro della Sanità Digitale” realizzato e pubblicato a cura di Anitec-Assinform. Un documento suddiviso in quattro parti: analisi del mercato attuale, fattori su cui si deve basare la sanità digitale, le innovazioni tecnologiche che trasformeranno la sanità e il punto di vista delle associazioni delle imprese attive nel life science.
Da più di vent’anni l’innovazione tecnologica è considerata una leva necessaria per rendere la sanità italiana più efficiente e maggiormente centrata sul paziente. Un fattore la cui importanza è stata ribadita ancora una volta dal Rapporto “Tecnologie e Policy per il Futuro della Sanità Digitale”. Il Report redatto e pubblicato a cura di Anitec-Assinform nell’Ottobre 2025, offre una fotografia aggiornata della trasformazione digitale della sanità in Italia.
Il documento è stato realizzato dal gruppo di lavoro “Digital Transformation in Sanità” con il contributo di aziende come IBM, Microsoft, e Oracle, e associazioni chiave della filiera Life Sciences (tra cui Farmindustria e Confindustria Dispositivi Medici). In esso si evidenzia che la sanità digitale è l’elemento centrale per affrontare le sfide demografiche e l’aumento dei costi delle cure, garantendo la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Nel fare ciò, gli autori hanno adottato un approccio di sistema, coniugando la visione delle aziende ICT con quella dell’ospedalità privata, delle aziende farmaceutiche e biotech, e dei produttori di dispositivi medici. In particolare, il rapporto combina dati di mercato, esperienze concrete e la visione delle imprese ICT, che vengono condensati e trattati in quattro parti.
- Sanità Digitale: IA e Cloud i Motori della crescita del mercato
- I pilastri strategici della sanità digitale: le sfide viste dalle imprese
- Tecnologie che stanno trasformando la sanità
- La posizione delle Associazioni del comparto Life Science
Sanità Digitale: IA e Cloud i Motori della crescita del mercato
Il mercato della sanità digitale in Italia sta registrando una crescita constante. Infatti, i dati rilevati da NetConsulting Cube su un campione di 300 aziende sanitarie pubbliche e private mostrano che:
- Nel 2026 il valore di mercato dell’ICT in sanità si stima che raggiungerà 2.930 milioni di euro. Questo stesso valore, riferito al 2024, è pari a 2.470 milioni di euro.
- Complessivamente la crescita prevista per il 2025 è del 9,3% mentre quella stimata per il 2026 è dell’8,5%.
Il segmento più rilevante è quello della componente IT, che per il 2024 è stimata essere pari a 2.106,8 milioni di euro, e che raggiungerà i 2.566,7 milioni di euro nel 2026. - Nella componente IT, il segmento di maggior valore è quello dei Servizi, che nel 2024 vale 1.336,6 milioni di euro e che si stima che raggiunga i 1.706,7 milioni di euro nel 2026.
- Il segmento Software nel 2024 vale 479,8 milioni di euro, che raggiungerà i 540,7 milioni di euro nel 2026.
- In questo quadro, il mercato dell’intelligenza artificiale presenta tassi di crescita annuali importanti (circa il 35%). Tuttavia la sua dimensione è ancora limitata rispetto ad altri settori più maturi che presentano un ritmo di crescita simile (IoT e Cloud).
- Cybersecurity e Cloud sono i due ambiti in cui investiranno maggiormente le Regioni italiane. Aspetti che trovano interesse anche nell’ambito delle singole aziende che, inoltre, investono in telemedicina, IA e interoperabilità dei sistemi.
I pilastri strategici della sanità digitale: le sfide viste dalle imprese
Nel precedente paper “Una visione di futuro per la Sanità digitale”, Anitec-Assinform ha identificato cinque pilastri strategici fondamentali per il progresso della sanità digitale:
- Valorizzare l’innovazione tecnologica
- Semplificare normativa e compliance
- Promuovere interoperabilità e standardizzazione
- Facilitare l’accesso al finanziamento
- Rafforzare formazione e competenze
Pilastri che possono essere tramutati in altrettante esigenze che le aziende considerano prioritarie.
Valorizzare l’innovazione tecnologica. L’IA è considerata una priorità dall’87% del campione. seguita da Big Data e analisi predittiva, e dalla Telemedicina (entrambe al 73,91%). Gli investimenti prioritari nel SSN dovrebbero focalizzarsi sui PDTA, segnalati dal 95,5% delle aziende. In secondo luogo, per l’87% delle aziende occorre investire sulla gestione delle prenotazioni e delle liste d’attesa.
Semplificazione della normativa e compliance. La difficoltà più segnalata, indicata dal 74% del campione, è la gestione dei dati dei pazienti. Ciò a causa della complessità delle normative sulla privacy e la protezione delle informazioni sensibili (GDPR). Le PMI percepiscono un impatto regolatorio più significativo rispetto alle grandi imprese.
Promuovere interoperabilità e standardizzazione. L’interoperabilità è un fattore critico, in particolare quella semantica. Una debolezza che riguarda la capacità dei sistemi di attribuire lo stesso significato ai dati, indipendentemente dalla piattaforma. Il 39,1% delle aziende ha già implementato lo standard FHIR (Fast Healthcare Interoperability Resources), ma il 26,1% non lo ha ancora adottato.
Rafforzare formazione e competenze. Le aziende attribuiscono grande importanza alle competenze digitali del personale SSN, che valutano mediamente buono. Le aree prioritarie di sviluppo delle competenze sono l’analisi dei dati e l’Intelligenza Artificiale.
Facilitare l’accesso al finanziamento. L’accesso ai finanziamenti rappresenta ancora una criticità strutturale. Il 35% del campione intervistato non ha mai ottenuto finanziamenti per la sanità digitale. In particolare, le aziende più piccole riportano maggiori difficoltà.
Tecnologie che stanno trasformando la sanità
L’intelligenza artificiale ha assunto un ruolo sempre più centrale nel settore sanitario, e negli ultimi anni ha dimostrato il suo valore in molteplici applicazioni. Finora l’IA ha dimostrato la sua utilità in particolare nella diagnostica per immagini. Tuttavia la sua spinta innovativa si sta concretizzando nello sviluppo di sistemi intelligenti specializzati, addestrati su contesti specifici e finalizzati all’hyperautomation.
Un utilizzo che non mira a sostituire il ruolo professionale del clinico, bensì a potenziarlo, automatizzando processi ripetitivi e complessi. In tal modo si permette ai professionisti sanitari di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto. Inoltre, l’IA sta rivoluzionando la gestione dei dati sanitari a gestione dei dati sanitari, offrendo nuove possibilità per supportare la ricerca medica, la personalizzazione dei trattamenti e l’ottimizzazione dell’intero sistema sanitario.
In tale contesto, gli agenti di IA rappresentano una delle innovazioni più promettenti nel campo della tecnologia moderna. Infatti, si tratta di entità software che possono prendere decisioni autonome e agire per raggiungere determinati obiettivi. Il loro utilizzo può avvenire in vari contesti con diverse applicazioni. Le più comuni sono quelle che rientrano nell’area del servizio clienti, nell’analisi dei dati, e nel supporto diagnostico nell’ambito dell’assistenza sanitaria.
Altri strumenti a disposizione delle aziende sanitarie sono il Cloud Computing e soluzioni SaaS (Software as a Service), la tecnologia Wi-Fi 7 e le piattaforme di collaborazione. Di particolare importanza è lo sviluppo di soluzioni di Cybersecurity in grado di contrastare attacchi informatici sempre più sofisticati.
La posizione delle Associazioni del comparto Life Science
L’ultima parte ha “ospitato” il punto di vista delle principali associazioni attive nel settore italiano delle scienze della vita (Farmindustria, Federchimica-Assobiotec, AIOP – Associazione italiana ospedalità privata, Assolombarda e Confindustria dispositivi Medici) sulla trasformazione digitale in sanità. Ne è scaturito un insieme di indicazioni che rappresentano l’architrave di un piano strategico dedicato a questa finalità. Una visione di futuro che dipende dalla capacità di trasformare la sfida della digitalizzazione in un’opportunità di crescita, in particolare rafforzando la partnership pubblico-privata.
In particolare si sottolinea che la trasformazione digitale della filiera Life Sciences dipende dalla valorizzazione dei dati. Si precisa che il settore sanitario è il principale generatore di dati a livello globale, con circa il 30% del volume totale prodotto. Percentuale che si prevede crescere fino al 36% entro il 2025. Inoltre, la sanità digitale facilita il cambio di paradigma verso la Value Based Healthcare, un approccio che necessita dati strutturati e interoperabili.
Proprio per tali ragioni, l’efficacia dell’IA è strettamente legata alla qualità dei dati e alla necessità di prevenire bias e mancanza di trasparenza. Pertanto l’IA deve essere “umanocentrica” e richiede la supervisione dei professionisti. Tecnologie come l’IA generativa e i sistemi LLM/RAG (Retrieval-Augmented Generation) sono sì visti come potenziatori della produttività e del supporto decisionale clinico, ma richiedono un circolo virtuoso di controllo umano (Human-in-the-Loop) che ne garantisca l’affidabilità.
Ancora, in termini di policy occorre agire per:
- eliminare i contesti applicativi stand alone.
- creare un ecosistema di scambio dati.
- potenziare le infrastrutture di supercalcolo e biobanche sanitarie, anche attraverso partnership pubblico-privato.
Infine, la Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT), lanciata nel febbraio 2025, e il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE 2.0) hanno bisogno non solo di una governance che ne assicuri la piena interoperabilità, ma anche della consapevolezza dei cittadini.
Dino Biselli

