Il report 2025 del Biotech in Italia
Assobiotec-Federchimica, in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, ha realizzato “Il Biotech in Italia 2025. Numeri, storie e trend”, il report che descrive lo stato di salute del settore delle biotecnologie in Italia, mettendo in luce anche l’importanza che ricoprono le aziende biotech del comparto biofarmaceutico.

Assobiotec-Federchimica, in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, ha realizzato “Il Biotech in Italia 2025. Numeri, storie e trend”, il report che descrive lo stato di salute del settore delle biotecnologie in Italia, mettendo in luce anche l’importanza che ricoprono le aziende biotech del comparto biofarmaceutico.
Le biotecnologie rappresentano oggi uno dei motori di innovazione più importanti per la trasformazione industriale attualmente in corso. Esse agiscono come un ponte tra scienza, industria e società , anche se questo ruolo, almeno in Italia, passa spesso inosservato.
Una lacuna sanata dal report “Il Biotech in Italia 2025. Numeri, storie e trend“, curato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano. Uno studio che restituisce una fotografia finalmente nitida di un settore che è diventato un pilastro economico e culturale del Made in Italy.
Grazie all’adozione di un innovativo modello di analisi basato sui codici ATECO, lo studio è riuscito a superare la difficoltà storica nel misurare la pervasività di questo comparto, rilevando quasi 6.000 imprese attive, un numero significativamente superiore alle circa 800 censite dalle rilevazioni tradizionali.
- La visione d’insieme: biotech in crescita sistemica
- Il cuore pulsante del valore: il Biotech in ambito Farmaceutico e Sanitario
- I trend tecnologici che guidano la salute del futuro
- Sfide e criticità per il sistema Italia
La visione d’insieme: biotech in crescita sistemica
Il settore biotech italiano nel 2024 si dimostra molto solido, con tutti gli indicatori macroeconomici tutti in segno positivo rispetto all’anno precedente:
- Imprese: Sono state rilevate 5.869 realtà , con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente.
- Fatturato: Il volume d’affari complessivo è stimato in 53,4 miliardi di euro (+5%).
- Occupazione: Gli addetti hanno raggiunto quota 102.565 (+4%), a testimonianza di una capacità generativa di posti di lavoro qualificati.
Geograficamente, il Nord Italia si conferma il cuore pulsante, ospitando il 47% delle imprese e generando ben il 71% del fatturato nazionale. Tuttavia, il dato più interessante emerge dall’analisi dimensionale: sebbene l’89% del tessuto sia composto da micro e piccole imprese, il settore mostra una forte eterogeneità e una capacità di scalare che varia drasticamente tra le diverse macroaree.
Il cuore pulsante del valore: il Biotech in ambito Farmaceutico e Sanitario
Se l’area agroalimentare domina per numerosità di imprese, è l’area Biomedica e Sanitaria a rappresentare la punta di diamante in termini di valore economico e intensità tecnologica.
Nonostante rappresenti solo il 7% del numero totale di imprese (436 realtà , di cui il 35% nella sola Lombardia), il comparto della salute genera 20,8 miliardi di euro di fatturato, ovvero quasi il 40% del valore totale del biotech nazionale.
La differenza di “peso” specifico è evidente nel fatturato medio per azienda, che nel biomedico supera i 47 milioni di euro, una cifra enormemente superiore ai 7 milioni dell’agroalimentare o ai 3 milioni dell’industriale-ambientale.
Le aziende che si occupano di fabbricazione di prodotti o preparati farmaceutici giocano un ruolo da protagoniste, contribuendo da sole al 28% del fatturato biotech nazionale. Il segmento biomedico e sanitario si distingue anche per l’alta qualificazione del personale. Infatti, pur occupando il 34% degli addetti totali, l’area biomedica sostiene il 47% dei costi del personale dell’intero settore, con un costo medio per addetto che supera gli 85.000 euro.
I trend tecnologici che guidano la salute del futuro
Il report poi si concentra sull’identificazione delle traiettorie evolutive che stanno ridefinendo la medicina moderna a livello internazionale.
1. Medicina di Precisione: Questo modello mira a personalizzare le strategie preventive e terapeutiche sulle caratteristiche genetiche e molecolari del paziente. È un ambito abilitato dalle Terapie Avanzate (ATMP) — geniche, cellulari e di ingegneria tissutale — che offrono speranze concrete per malattie rare e tumori complessi. L’intelligenza artificiale e il supercalcolo stanno accelerando drasticamente questo processo, supportando lo sviluppo di farmaci mirati attraverso la simulazione molecolare.
2. Fermentazione di Precisione: Oltre alle applicazioni alimentari, questa tecnologia è cruciale in ambito farmaceutico e cosmetico per la sintesi di ingredienti attivi, enzimi e materie prime eco-sostenibili attraverso microrganismi ingegnerizzati.
3. Tecniche di Evoluzione Assistita: Sebbene prevalentemente agricole, le TEA hanno un impatto indiretto sulla salute migliorando il profilo nutrizionale dei cibi (es. ridotto contenuto di allergeni o grassi saturi) e contribuendo alla resilienza del sistema alimentare globale.
Sfide e criticità per il sistema Italia
Nonostante il dinamismo, il report non nasconde le sfide strutturali che deve affrontare il comparto. La scalabilità dei processi rimane un ostacolo critico. Infatti, molte innovazioni faticano a passare dal prototipo di laboratorio alla produzione industriale sostenibile.
Emergono inoltre la necessità di un supporto finanziario più robusto per sostenere le fasi di scale-up, evitando la “fuga delle aziende” all’estero. Vi è poi l’urgenza di adottare quadri normativi armonizzati e flessibili che tengano il passo con l’innovazione tecnologica, come auspicato dal prossimo EU Biotech Act.
In conclusione, il biotech della salute in Italia non è solo un settore ad alta produttività , ma un asset strategico per la resilienza del Sistema Sanitario Nazionale e la sicurezza degli approvvigionamenti farmacologici. Rafforzare il legame tra eccellenza scientifica e capacità industriale è la sfida che deciderà la competitività del biotech italiano nel contesto globale nei prossimi anni.
Dino Biselli

