Intelligenza artificiale e l’umano: “Pharma ex Machina”
Il convegno “Pharma ex Machina. Il mondo della salute tra umano e artificiale”, organizzato da NCF – Notiziario Chimico Farmaceutico, con il patrocino di AFI – Associazione Farmaceutici Industria, ha trattato la diffusione dell’intelligenza artificiale in tutti i settori della filiera che rientrano nel comparto farmaceutico. Una rivoluzione che impatterà l’intero ecosistema del farmaco, ma che non potrà prescindere dal contributo indispensabile dell’uomo, il quale dovrà essere formato per utilizzare al meglio questo strumento.

Il convegno “Pharma ex Machina. Il mondo della salute tra umano e artificiale”, organizzato da NCF – Notiziario Chimico Farmaceutico, con il patrocino di AFI – Associazione Farmaceutici Industria, ha trattato la diffusione dell’intelligenza artificiale in tutti i settori della filiera che rientrano nel comparto farmaceutico. Una rivoluzione che impatterà l’intero ecosistema del farmaco, ma che non potrà prescindere dal contributo indispensabile dell’uomo, il quale dovrà essere formato per utilizzare al meglio questo strumento.
Il 2025 può essere considerato l’anno che ha segnato il definitivo passaggio dell’Intelligenza Artificiale da promessa tecnologica a fattore irrinunciabile dell’industria delle Life Sciences. Infatti, non è in discussione la sua adozione, ma la sua gestione affinché il settore possa mantenere la sua eccellenza.
Il recente convegno “Pharma ex Machina. Il mondo della salute tra umano e artificiale”, tenutosi il 3 dicembre 2025 a Milano, ha cristallizzato questa evoluzione. L’IA sta permeando ogni fase della filiera, cambiando radicalmente il paradigma operativo e imponendo una riflessione profonda sul ruolo dell’uomo.
- La relazione Human-IA: oltre il dualismo
- Intelligenza Artificiale: Barriere all’adozione e principi etici
- Intelligenza Artificiale e applicazioni pratiche: dalla ricerca alla produzione
- La “Fabbrica Intelligente” e la Supply Chain
- Conclusioni: la sfida della riqualificazione
La relazione Human-IA: oltre il dualismo
Uno dei temi centrali del dibattito è la definizione del rapporto tra intelligenza umana e sintetica. A tal proposito, sono stati delineati quattro profili psicologici: i Doomer (catastrofisti), i Gloomer (prudenti e favorevoli a forti regolamentazioni), i Bloomer (entusiasti) e gli Zoomer (sostenitori di una totale deregolamentazione). La visione prevalente emersa tra i leader di settore è tuttavia quella dello “Human in Power”.
Il messaggio emerso dall’evento è chiaro: l’IA non sostituirà mai l’intelligenza umana. La formula vincente risiede nell’unione tra le caratteristiche umane (intuizione, intelligenza emotiva e creatività) e le potenzialità della “macchina”. In particolare, il suo utilizzo per effettuare il calcolo probabilistico e l’elaborazione di enormi moli di dati in tempi rapidissimi. La macchina deve essere considerata uno strumento a servizio dell’uomo progettato per aumentarne le potenzialità.
Intelligenza Artificiale: Barriere all’adozione e principi etici
Tuttavia rimangono barriere significative alla sua adozione su scala aziendale. Secondo una ricerca di IBM Business Value, il 56% delle organizzazioni individua nella spiegabilità dei risultati, nei principi etici e nella fiducia i principali ostacoli. Oltre il 65% degli executive ritiene necessario definire linee guida rigide per operare in modo sicuro.
Per superare queste sfide, le aziende stanno adottando framework multidisciplinari basati su pilastri etici fondamentali.
- Trasparenza: i modelli devono essere chiari riguardo ai dati utilizzati per l’addestramento.
- Proprietà dei dati: i dati e gli insight generati appartengono a chi li ha prodotti.
- Robustezza: la macchina deve saper dire “non so” o bloccarsi se utilizzata per scopi diversi da quelli per cui è stata progettata.
Intelligenza Artificiale e applicazioni pratiche: dalla ricerca alla produzione
L’impatto dell’IA si manifesta concretamente lungo tutta la Value Chain del farmaco.
Farmacologia e Nutraceutica: L’IA facilita la previsione delle interazioni tra farmaci e integratori, un ambito complesso dove mancano spesso studi clinici rigorosi. Tuttavia, è fondamentale vigilare sulle “allucinazioni”. È stato dimostrato come l’IA possa inventare meccanismi d’azione non documentati o rischi inesistenti, rendendo la supervisione umana imprescindibile per validare il dato scientifico.
Affidabilità del dato e RAG: Per azzerare gli errori, la frontiera tecnologica è l’utilizzo di sistemi RAG (Retrieval Augmented Generation). Questi permettono di interrogare esclusivamente database validati, garantendo che le risposte siano veritiere, tracciabili e prive di allucinazioni.
Miglioramento dei processi (Lean Six Sigma): L’integrazione di agenti IA nelle metodologie Lean Six Sigma permette di analizzare difettosità produttive complesse. L’obiettivo è raggiungere una stabilità di processo con una difettosità inferiore a 3,4 parti per milione, garantendo la sicurezza totale del prodotto.
La “Fabbrica Intelligente” e la Supply Chain
Il mercato dell’Internet of Things industriale in Italia vale oggi 10 miliardi di euro, con la fabbrica intelligente che ne rappresenta il 10%. Le fabbriche farmaceutiche utilizzano i dati per la manutenzione predittiva, trasformando il supporto tecnico da “reattivo” a “proattivo”. Il futuro si sposta verso il concetto di ‘eliminazione dei problemi prima ancora che si manifestino.
Parallelamente, la filiera richiede una tracciabilità totale. La serializzazione europea e l’uso della blockchain sono essenziali per garantire l’origine dei farmaci e il rispetto della Cold Chain. Ci sono poi parametri che diventano critici per i nuovi prodotti biotech e i vaccini, richiedendo un’integrazione digitale che superi l’attuale frammentazione dei dati cartacei.
Conclusioni: la sfida della riqualificazione
In questo scenario, la vera chiave per il futuro non è solo la tecnologia, ma la riqualificazione delle persone. Le aziende devono investire in formazione per trasformare gli operatori in esperti capaci di “pensare con la macchina”. Programmi come SkillBuild di IBM dimostrano che l’adozione dell’IA passa necessariamente per percorsi di consapevolezza e competenza.
Sarà quindi interessante continuare a monitorare questi trend, con la consapevolezza che l’IA può essere paragonata alla lampadina del nostro secolo: è un’invenzione straordinaria, ma spetta all’uomo decidere dove indirizzarne la luce.
Dino Biselli

