FAB13: Rapporto 2025 di Fondazione Edison
Il Rapporto “FAB13 Le 13 aziende storiche del made in Italy — Edizione 2025” di Fondazione Edison fotografa lo stato di salute delle tredici principali aziende farmaceutiche a capitale italiano. Dati che raccontano un comparto capace di competere ai massimi livelli globali mantenendo “cuore e cervello” produttivo in Italia. Ma la crescita a doppia velocità apre un interrogativo su come si concilia il loro successo internazionale con le rigidità della governance farmaceutica italiana.

Il Rapporto “FAB13 Le 13 aziende storiche del made in Italy — Edizione 2025” di Fondazione Edison fotografa lo stato di salute delle tredici principali aziende farmaceutiche a capitale italiano. Dati che raccontano un comparto capace di competere ai massimi livelli globali mantenendo “cuore e cervello” produttivo in Italia. Ma la crescita a doppia velocità apre un interrogativo su come si concilia il loro successo internazionale con le rigidità della governance farmaceutica italiana.
L’industria farmaceutica a capitale italiano continua a registrare importanti ritmi di crescita. Un risultato ottenuto grazie ad una precisa scelta di modello industriale: mantenere “cuore e cervello” strategico e produttivo in Italia. Una strategia che tutela l’autonomia sanitaria del Paese, ma al contempo proietta le proprie terapie sui mercati internazionali.
Il Rapporto “FAB13 Le 13 aziende storiche del made in Italy — Edizione 2025” realizzato da Fondazione Edison, offre un’analisi dettagliata dei risultati realizzati dalle FAB13 (Alfasigma, Abiogen Pharma, Angelini Pharma, Chiesi Farmaceutici, Dompé Farmaceutici, I.B.N. Savio, Italfarmaco, Kedrion, Menarini, Molteni, Neopharmed Gentili, Recordati e Zambon). Come noto, queste tredici aziende storiche rappresentano l’ossatura a capitale nazionale di un comparto che si è affermato come uno dei pilastri dell’eccellenza tecnologica e industriale italiana.
Le FAB13 e l’integrazione tra radicamento territoriale e proiezione globale
Le FAB13 hanno saputo costruire un’infrastruttura globale che conta complessivamente 65 siti produttivi (di cui 29 localizzati in Italia), 51 centri di Ricerca & Sviluppo e un’articolata rete commerciale di 289 filiali estere.
Questa duplice dimensione consente al gruppo di svolgere una funzione sociale ed economica insostituibile. Da un lato, la presenza dei 29 impianti italiani garantisce la fornitura quotidiana di farmaci essenziali a oltre 20 milioni di cittadini. In tal modo rafforza l’autonomia produttiva nazionale e previene i rischi di carenza legati alle fragilità delle filiere globali. Dall’altro, l’espansione estera permette di reinvestire risorse in Italia, dove le aziende consolidano i propri bilanci e garantiscono un apporto fiscale decisivo per il sostentamento del Servizio Sanitario Nazionale.
La forza del modello si riflette anche nella qualità dell’occupazione. Sui circa 50.400 dipendenti totali nel mondo (+3% rispetto al 2023), 15.149 sono occupati in Italia (+2,2%). Inoltre, oltre l’80% del personale possiede un titolo universitario o di scuola superiore. In più, il 50% è composto da donne, e ben il 56% degli addetti italiani opera nei reparti di R&S e nelle unità produttive.
I risultati economico-finanziari del 2024
I dati del 2024 delineano un bilancio aggregato di forte espansione, ma non solo:
Ricavi e mercati. Il fatturato aggregato delle FAB13 ha raggiunto i 18,9 miliardi di euro (+12%). A fare da traino è la componente estera, salita a 14,8 miliardi di euro (pari al 78% del totale) con un incremento del +14%. Il mercato domestico si è attestato a 4,1 miliardi (+2%), risentendo della stagnazione della domanda interna.
Guardando a un orizzonte più lungo, rispetto al 2016 i ricavi complessivi delle FAB13 sono cresciuti dell’80%, con la componente estera in progressione ancora più marcata (+114%). Nonostante questa spinta verso l’internazionalizzazione, le FAB13 non hanno perso terreno sul mercato italiano. Negli ultimi anni, infatti, hanno mantenuto stabilmente una quota compresa fra l’11% e il 13% della spesa farmaceutica nazionale.
Export e internazionalizzazione. L’export diretto da stabilimenti italiani è cresciuto del +16%. Un risultato che ha sovraperfomato la media dell’intero settore farmaceutico nazionale (+10%). Il valore delle esportazioni ha raggiunto quindi i 7,2 miliardi di euro. A questo si affianca la produzione realizzata e venduta all’estero, pari a 7,6 miliardi (+13%). Per dare la misura di questi volumi, le sole esportazioni delle FAB13 sono superiori all’intero export italiano verso il Canada (6,1 miliardi) e pressoché equivalenti a quello verso il Giappone (8,2 miliardi).
Investimenti in R&S e industria. Gli investimenti totali al netto delle acquisizioni sono aumentati del +21%, sfiorando i 2 miliardi di euro. Le risorse destinate alla Ricerca & Sviluppo sono salite a 1,44 miliardi di euro (+27%). Ad oggi rappresentano il 43% degli investimenti complessivi del gruppo. Si aggiungono 356 milioni di investimenti industriali (+18%) e circa 1,37 miliardi impiegati in acquisizioni di aziende, prodotti e licenze per rafforzare i portafogli terapeutici globali.
Le sfide delle FAB13: il mercato domestico e la governance regionale
Questi risultati dimostrano che l’innovazione farmaceutica italiana possiede gli strumenti per competere ai massimi livelli globali. Tuttavia, la marcata forbice tra la crescita sui mercati esteri (+14%) e la tenuta del mercato interno (+2%) evidenzia una complessità con cui molte organizzazioni devono confrontarsi quotidianamente.
Le FAB13 rappresentano un patrimonio dell’industria farmaceutica italiana. Aziende che oggi però riescono a prosperare principalmente attraverso i loro successi ottenuti dall’internazionalizzazione. A livello nazionale, invece, si confrontano con le rigidità della governance regionale italiana.
Infatti, accade frequentemente che l’introduzione di un farmaco innovativo in Italia subisca rallentamenti a causa di tetti di spesa stringenti, prontuari terapeutici regionali disomogenei e criteri istruttori difformi tra le varie amministrazioni. Senza una strategia di access integrata, il rischio concreto è che il valore generato dalla R&S incontri barriere all’ingresso sul territorio nazionale.
Di fronte a uno scenario in cui la crescita estera corre a ritmi doppi rispetto al contesto nazionale, in che modo la vostra organizzazione sta bilanciando l’espansione globale con le sfide di sostenibilità, accesso e governance regionale in Italia?
Come consulente in market access supporto le aziende farmaceutiche nella trasformazione delle complessità della governance farmaceutica e dell’accesso regionale in opportunità di posizionamento e crescita sostenibile. Se stai affrontando questi temi e desideri confrontarti, parliamone. Scrivimi a dbiselli@miopharmablog.it
Dino Biselli

